TeatroBasilica al via dal 24 ottobre con il debutto di“Storia di una Capinera”

Una sfida impegnativa, ma affrontata con entusiasmo, passione e quel pizzico di follia tipica della gente di teatro.

di Andrea Cavazzini

L’attrice Daniela Giovanetti e il giovane regista Alessandro Di Murro, sono una parte del team che ha accettato la sfida di ridare voce e immagine ad uno spazio scomparso da tempo dalla “mappa” dei teatri di Roma: il Teatro Basilica in Piazza di San Giovanni, 10

Una sfida impegnativa, ma affrontata con entusiasmo, passione e quel pizzico di follia tipica della gente di teatro.

Nella squadra anche un nome illustre, quello del maestro Antonio Calenda che insieme al collettivo Gruppo della Creta e a un team di artisti e tecnici, si sono uniti per la costruzione del TeatroBasilica, un mix di giovani e di esperienza che mira a creare una comunità di persone prima e di pensieri e intenti poi. 

TeatroBasilica nasce sulle fondamenta di una basilica interrotta, spezzata, mai finita, di fronte all’area in cui sorgeva la più antica basilica romana, oggi occupata da quella manierista di San Giovanni in Laterano. Nell’architettura del teatro si può ancora percepire lo scheletro della basilica che doveva essere incastonata all’interno del complesso della Scala Santa.

Musica, teatro, pittura, fotografia, cinema e letteratura devono avere uno spazio dove convivere perché soltanto dalla somma di ognuna di esse si può trovare il senso dei nostri giorni.

Questa stagione inaugurale metterà a confronto generazioni diverse per costruire un percorso di indagine sulla disciplina del pensiero. Si darà spazio al “racconto dell’oggi”, ospitando drammaturghi, attori e registi che tessono la trama della nostra contemporaneità, sempre ponendo, comunque, grande attenzione alla tradizione dell’antico. TeatroBasilica sarà uno spazio dedicato al sentimento dell’accoglienza: degli artisti e del pubblico. Grazie alla collaborazione con Fabio Biondi, direttore del L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, con Roberta Nicolai, direttrice dei Teatri di Vetro, e sotto l’assistenza artistica della giornalista e drammaturga Katia Ippaso, lavoreremo per favorire la creazione di dialoghi ravvicinati fra le identità degli artisti e gli sguardi degli spettatori, fra la partecipazione e il coinvolgimento attivo dei cittadini. Vorremmo contribuire a sviluppare i temi delle residenze che in questi ultimi anni hanno caratterizzato la scena contemporanea: accoglienza e cura dei processi creativi, composizione di nuove opere e relazioni con le comunità di prossimità. Inoltre BasilicaBimbi offrirà una proposta di teatro di qualità per l’infanzia, curata da Adriana Migliucci, che saprà meravigliare bambini e adulti, per vivere insieme appassionanti storie che aiutano a conoscere se stessi e il mondo. Parallelamente alla programmazione di spettacoli, prove aperte, incontri e laboratori, TeatroBasilica sarà anche uno spazio quotidiano aperto al confronto culturale e sociale, per favorire il convivio e il piacere d’incontrarsi quotidianamente attorno al fare teatro.

Il sipario del TeatroBasilica si aprirà il 24 ottobre con il debutto assoluto dello spettacolo “Storia di una Capinera”, uno dei racconti più violenti ed estremi  di Giovanni Verga, con la regia di Matteo Tarasco, che vedrà come protagonista la splendida Giulia Fiume per chiudere  a fine maggio   con Anna Santificata, storie dalla crisi idrica,  tratto dal capolavoro di Brecht Santa Giovanna dei Macelli, con la regia di Alessandro De Feo della compagnia Cavalieri Mascherati, a conclusione di  una stagione ricca di personalità e rappresentazioni dall’elevato valore artistico.

Per ulteriori approfondimenti sulla stagione 2019/2020

www.teatrobasilica.com

“All Routes Lead to Rome – Tutte le strade portano a Roma”

Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, ROMA, 1-17 NOVEMBRE 2019. MEETING INTERNAZIONALE DEGLI ITINERARI CULTURALI, DELLE ROTTE, DEI CAMMINI E DELLE CICLOVIE. Il contributo della mobilità dolce e del turismo sostenibile allo sviluppo del Paese. IV Edizione, LIVING IN THE PRESENT, THINKING OF FUTURE. Dalla “Laudato sii” all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Torna a Roma, dopo il successo delle tre edizioni precedenti: “All Routes Lead to Rome – Tutte le strade portano a Roma”. Focus e obiettivi della nuova edizione: la costituzione della prima Piattaforma Nazionale Condivisa per la Mobilità Dolce per un turismo sostenibile – piattaforma intesa come movimento di innovazione sociale e culturale prima ancora che infrastruttura – e la partecipazione attiva delle Regioni italiane, dalla Puglia all’Emilia Romagna, che consentiranno di fare il punto sulle politiche del turismo sostenibile, insieme a 64 organismi di gestione di itinerari di viaggio lento da ogni parte di Italia da percorrere a piedi, i bicicletta, a cavallo e con le altre modalità naturali in contrasto con i fenomeni di turismo over e inconsapevole.

Tre settimane di eventi, visite guidate, escursioni, conferenze e incontri per stimolare una riflessione sull’importanza della mobilità dolce e del turismo sostenibile. Per incentivare attraverso le buone pratiche la qualità della vita, dei luoghi e delle persone.

Sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e inserito nel partenariato globale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, l’iniziativa si svolgerà a Roma in modalità diffusa. Numerose le sedi coinvolte nel progetto, con un programma che – oltre ai seminari, ai convegni e ai momenti di confronto – presenta una serie di occasioni di partecipazione: aperture straordinarie, visite guidate, passeggiate letterarie, cammini, ciclo escursioni, spettacoli di musica antica e sacra.

Diciassette giorni di appuntamenti pubblici, dal primo al 17 novembre, 100 partner coinvolti, 40 partner attivi, 30 eventi e 20 location diverse. Tutto nel segno dell’accessibilità gratuita e universale. Una manifestazione che si esprimerà con due anime per stimolare la partecipazione attiva e il protagonismo dei cittadini:

R2R Talks – convegni, seminari, tavole rotonde e momenti informali di convivio;

R2R Walks – aperture straordinarie, visite guidate, animazione dei luoghi con attività all’aria aperta  e di promozione dello sport non agonistico (passeggiate letterarie, ciclo escursioni, trekking urbano, discese del Tevere in canoa).

Si comincia dunque il primo novembre con la ricorrenza dell’ultimo viaggio di Pier Paolo Pasolini, da ripercorrere in bicicletta dall’idroscalo di Ostia e si prosegue il 2 novembre con un luogo simbolo della rotta che ha solcato la storia della nostra civiltà: il fiume Tevere. Da una sede galleggiante e con i relatori che arriveranno in canoa, prenderà le mosse il primo convegno di apertura istituzionale dal titolo: IL TEVERE. LE ROTTE FLUVIALI E IL TURISMO SOSTENIBILE (Scalo de Pinedo – Roma) in collaborazione con l’associazione Marevivo e la Discesa Internazionale del Tevere.

Da segnalare il convegno che si terrà il 7 novembre al Palazzo Patrizi Clementi di Roma: L’APPIA ANTICA E IL GRAND TOUR, un evento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

Due i focus Regioni in programma nell’edizione 2019 di ALL ROUTES LEAD TO ROME: il 15 novembre, presso la sede della stampa estera di Roma, è in programma PUGLIA, A WAY OF LIFE, un workshop che parla di identità regionale in chiave di turismo sostenibile: all’evento parteciperanno i rappresentati delle istituzioni regionali ed autorevoli esperti che valuteranno il modello virtuoso della Puglia e la sua rilevanza nel contesto nazionale ed europeo. L’altro workshop presenterà invece la l’EMILIA ROMAGNA. TERRA CON L’ANIMA.

Il 16 novembre a conclusione della manifestazione, avrà luogo il consolidato MEETING ANNUALE DELLA BOARD NAZIONALE DEGLI ITINERARI, DELLE ROTTE, DEI CAMMINI E DELLE CICLOVIE: una board che conta oltre 60 realtà territoriali e a disposizione di tutti coloro che vogliono contribuire allo sviluppo del nostro Paese in chiave sostenibile.

«La mobilità dolce rappresenta una grande opportunità per diversificare l’offerta, ben oltre il turismo balneare e delle Città d’arte – spiega il coordinatore del Meeting, Federico Massimo Ceschin – contribuendo a confliggere i fenomeni di overtourism ed a realizzare una stabile crescita economica e sociale attraverso l’integrazione dei molteplici e stupendi fattori naturali, paesaggistici e artistici del Paese con le risorse tecniche, finanziarie, culturali, sociali e imprenditoriali presenti presso ciascuna comunità locale, custodite all’ombra dei campanili».

ALL ROUTES LEAD TO ROME – Obiettivi

Vuole essere un’occasione costruttiva di confronto e di riflessione, oltre che un ricco calendario di proposte per vivere la bellezza in modalità slow promuovendo una nuova filosofia di vita: la mobilità dolce come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese. Un evento diffuso, capace di coinvolgere territori da ogni regione d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo, che si incontrano annualmente per confrontare buone prassi, successi e criticità, modelli e strategie per la fruizione degli itinerari e del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Appuntamenti che intendono dimostrare come, un approccio sistemico possa consentire di realizzare filiere di prodotto tra soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici per promuovere strategie organiche ed efficaci nella sfida di innovare la qualità della vita nelle città. E contestualmente, rispondere ai crescenti flussi di domanda turistica interessati all’ambiente, al paesaggio, allo sport, alle forme di spiritualità emergenti, alla cura del corpo e della persona.

ALL ROUTES LEAD TO ROME – La storia

Il 25 settembre 2015, pochi mesi dopo la presentazione dell’Enciclica Laudato si’, le Nazioni Unite approvavano l’Agenda 2030 e i relativi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) da raggiungere entro il 2030: i due documenti esprimono un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale, lanciando la sfida di assumere la centralità della questione ecologica nelle diverse dimensioni del progresso ma nel rispetto della “casa comune”.

Da quelle premesse nasceva nel 2016 “All Routes lead to Rome – Tutte le strade portano a Roma”, il Meeting internazionale degli Itinerari, delle Rotte, dei Cammini e delle Ciclovie, che giunge quest’anno alla IV edizione come importante occasione di confronto e di riflessione, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e inserito nel partenariato globale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

“Che fine ha fatto Baby Jane?”

Hollywood, 1961. Due star sul viale del tramonto: Joan Crawford, una star che invecchia, incontra Bette Davis, un’altra stella in declino, sul set del  film di Robert Aldrich ” Che fine ha fatto Baby Jane?”

di Andrea Cavazzini

Attraverso una corrispondenza epistolare, Bette Davis e Joan Crawford si affrontano in una crudele competizione tra disprezzo, violenza, capricci e un umorismo tagliente nel quale l’autore evoca la crudeltà del cinema.

Ma dietro le loro voci emergono antiche paure e un’infinita solitudine.

E quando le luci di Hollywood lasciano il posto a momenti più intimi e personali, le crepe  di una vita trascorsa alla ricerca continua delle luce dei  riflettori iniziano a mostrare i primi cedimenti e le inevitabili discese verso l’autodistruzione.

 Perché alcune parole potrebbero essere messe in bocca agli uomini e non alle donne? Come invecchiare quando è possibile proiettare all’infinito  sullo schermo un’immagine come se la giovinezza fosse eterna? Alcuni muoiono troppo presto: Marylin Monroe, James Dean. Che ne sarebbe di loro, da vecchie? Quale immagine avrebbero potuto sopportare? Tra Bette Davis e Joan Crawford il vero nemico è il tempo che scorre  inesorabilmente e al quale si avvinghiano con tutta la loro disperazione tra alcool, droga e il viale del tramonto che incombe dietro l’angolo e che  intossica il loro rapporto personale e professionale.

 Una grande riflessione sulla professione dell’attrice, la paura di essere dimenticata e di invecchiare.  Il regista Fabrizio Bancale mette in scena questo esplosivo faccia a faccia evitando abilmente la trappola di uno spettacolo epistolare grazie anche  all’efficace scenografia di Roberto Rinaldi e un disegno luci dal taglio cinematografico di Alessio Pascale, disegnando l’ambiente ideale per due  stelle in cui la schiettezza di Bette Davis si sposa bene con il glamour di Joan Crawford magnificamente interpretate da due istrioni del  palcoscenico come Gianni De Feo e Riccardo Castagnari; al quale va il merito di aver portato questo testo di Jean Marboeuf in Italia e averne  curato la traduzione. Per la prima volta rappresentato da due uomini.

Uno spettacolo che seduce il pubblico con un umorismo raffinato e graffiante servito perfettamente da un duetto di artisti di talento senza  dimenticare le ottime musiche del maestro Francesco Verdinelli storico collaboratore di Giani De Feo.

Audizione in Senato del Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni

Sul ddl in materia di vittime del dovere: “è necessario indennizzare le vittime senza costringerle al ricorso ad azioni giudiziarie e non discriminare gli orfani non a carico”

 “E’ necessario indennizzare le vittime senza costringerle al ricorso ad azioni giudiziarie e non discriminare gli orfani non a carico” – lo ha detto oggi l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, all’audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato per l’esame in sede referente dei disegni di legge 876 e 971 aventi ad oggetto “Estensione alle vittime del dovere dei benefici riconosciuti alle vittime del terrorismo”. “L’ONA ha chiesto che anche i figli non a carico siano oggetto di tutela in tutte le sedi competenti e, in ogni caso, di superare le sperequazioni esistenti tra le diverse categorie di vittime – ha sottolineato – in particolare per quelle del dovere che vedono ingiustamente negati altri diritti, che invece sono riconosciuti alle vittime del terrorismo. Si pone dunque la necessità, come ribadito nel preambolo del disegno di legge, di ‘rivisitazione della materia … quale vero e proprio atto doveroso di giustizia sociale per quanti hanno subito conseguenze in nome e per il bene del nostro Paese”.

 “Pongo come esempio il caso della Dott.ssa R. R. T., la quale ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento di orfana di vittima del dovere (il padre aveva svolto servizio nella Marina Militare a bordo di sommergibili) ma non le prestazioni connesse è emblematico. Il Ministero ha tentato opposizione negando il diritto perché al momento della morte del genitore lei lavorava perdendo sia in primo che in secondo grado, adesso è ricorso in Cassazione. Questa è una situazione paradossale che va risolta, e poi c’è anche il problema del risarcimento integrale, che deve essere garantito alle vittime e ai familiari, e che si ponga fine al ricorso ai contenziosi” – ha concluso il componente della Commissione Amianto del Ministero dell’Ambiente che ha voluto sottolineare il fatto che il personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza è stato (ed è tuttora), sottoposto a molti rischi, in particolare quello legato ad esposizione ad amianto, nanoparticelle ad uranio impoverito e programma vaccinale errato, e altre situazioni di rischio. Il fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate, e di ulteriori infermità, è confermato dalla relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, che nella scorsa legislatura fu presieduta dall’On.le Scanu. Durante l’audizione Bonanni, con riferimento al disegno di legge ‘Corbetta’, ha sottolineato e ribadito la necessità di ricomprendere nella tutela anche coloro che hanno ottenuto il riconoscimento anche prima del 2019 (proponendo quindi una chiara indicazione di retroattività della legge). La delegazione ONA era composta anche dal Generale Giampiero Cardillo e dal M.llo Vincenzo Chiocca.

Una perla in uno scrigno prezioso: inattesa emozione per Aida al Teatro Verdi di Busseto

Zeffirelli (con Trespidi) non sbaglia nemmeno nel piccolo e Aida è ancora più… Celeste!

di Sergio Bevilacqua

Una vera sorpresa, il livello di soddisfazione ottenuto con questa Aida al piccolo teatro del paese di nascita del Cigno. Pensare a una messinscena di Aida a Busseto, con nella mente gli allestimenti sontuosi dell’Arena di Verona ove essa ha il suo tempio, su un palcoscenico largo molte volte quello del Teatro Verdi, faceva quasi sorridere. Come avrebbe fatto il Festival Verdi 2019 a cavarsela, senza un mare di critiche, in un’impresa così ardua?

Ma le vie dell’arte sono infinite, e chi… non risica non rosica! Ed ecco che, come per incanto (o per gusto della sfida…), l’opera trova ciò che non avremmo mai supposto in Aida: intimismo, sentimenti profondi, sfumature psicologiche, grandi effetti emotivi. Ci aspettavamo di sorridere con capre travestite da elefanti per occupare la scena così ridotta o di vedere marce trionfali realmente poco esaltanti: invece è stato l’amore per Radames, a giganteggiare in Aida e Amneris; il trionfo, al momento della marcia, appare visto da un’ottica intelligente che non tenta di competere con l’helicopter view dell’Arena, ma come l’avremmo vista quasi tutti, da sotto, a spinte, e braccia sollevate in segno di giubilo… Anche molti melomani cinicamente perplessi, sono stati spiazzati: che bella, questa Aida, che strana…! Non lì a sorprendersi di varie grandeur, ma di profondi sentimenti e tanta vera tragedia… Alcuni a dire: ecco perché l’Aida è un capolavoro verdiano, tra i primi cinque delle 27/28 opere sue (a seconda di come s’interpreta Aroldo-Stiffelio): c’è tanto romanticismo, non solo orientalismo o gusto della sorpresa scenografica!

Burçin Savigne è ottima nella presenza scenica del personaggio di Aida e in grande sintonia con Amneris (Maria Ermolaeva) e soprattutto con il bravo Radames del pomeriggio del 13 ottobre (Denys Pivnitsky), a sua volta a perfetto agio vocale e teatrale con la seconda. Un architrave lirica, questo trio, che avrebbe retto a mio avviso anche a Verona, e che ha giganteggiato a Busseto.

E arriviamo all’altro asset di questo bel successo del Festival Verdi 2019, oltre al coraggio impresariale (che credo di poter accreditare ancora una volta alla lucida mente della direttrice Anna Maria Meo): Zeffirelli, la cui regia è stata ripresa dall’intelligente Stefano Trespidi. Non è mancato nulla della grandezza di Aida, non gli elefanti e nemmeno… gli spazi! Trespidi capisce benissimo l’interpretazione zeffirelliana di Aida, che potremmo quasi definire “autentica” (cioè del maestro in prima persona), come il rimpianto Franco era capace di fare, mettendosi in contatto quasi spiritico con le anime libere degli operisti (così anche con Puccini, e Donizetti e Wagner): morto anche lui, Trespidi riesce in un altro, arduo esercizio medianico: in trance, diviene lo Zeffirelli di Aida a Busseto. Un bravo scandito al massimo per lui, e non (solo…) dall’oltretomba. Le scenografie sono perfette, e l’orchestra, pur ridotta in numero di elementi, se la cava alla grande anche sulla marcia trionfale, dove le trombe egizie (molto simpaticamente ricordate, nella loro povertà musicale, da Tullio Solenghi nel bell’intermezzo semi-ironico di sabato 18 ottobre all’Auditorium Paganini di Parma, “Letteralmente Verdi”) fanno tutto l’incanto.

Ed è stata una bellissima occasione davvero per ricordare il grande fiorentino Franco Zeffirelli, cosmopolita di gusto e civiltà a pochi mesi dalla sua morte. L’Arena di Verona, casa ideale sua come di Aida, quest’anno ha incentrato il suo festival proprio in questa celebrazione, ripresentando il suo grandioso Trovatore e la sua stupenda Traviata. L’elogio al grande maestro va ben al di là della sua ricerca di perfezione formale e di sorprendere con la magniloquenza: non c’è regia operistica che non debba fare i conti con la sua mente, con la sua sensibilità delle drammaturgie e delle loro messinscena. Nessun regista dovrebbe lavorare nell’opera lirica senza domandarsi, in modo consapevole o inconsapevole, “Come avrebbe fatto, il maestro sommo?”:

 (come nessun soprano cantare “Casta Diva” senza ricordare la Callas, o tenore “Nessun dorma” senza rievocare Pavarotti). E, allora, si eviterebbero tante bugie degli uni e degli altri per sostenere regie prive classe, senso e virtù… Viva Verdi, viva l’opera allora, e Zeffirelli, suo profeta!

“Words4link – Scritture migranti per l’Integrazione”: parte l’azione di promozione della scrittura della migrazione

Tra novembre e dicembre 2019, Bologna, Roma e Palermo ospiteranno tre convegni dedicati alla promozione delle “scritture migranti”, per rafforzare il riconoscimento degli autori e delle autrici con background migratorio nel mondo della cultura, dell’informazione e della comunicazione

Dopo il seminario europeo del 17 ottobre scorso, partirà da Bologna una serie di incontri di “Words4link” finalizzati all’individuazione delle strategie più adeguate nella promozione del ruolo degli autori e delle autrici di origine migrante in Italia: tre convegni in cui gli stessi protagonisti del panorama letterario e giornalistico transnazionale in Italia si confronteranno sul ruolo delle cosiddette “scritture migranti” e su come intervenire per promuoverne la conoscenza e, quindi, valorizzarne il potenziale critico e conoscitivo. Gli incontri, basati su un approccio partecipativo, rappresentano un momento di confronto e di scambio di buone pratiche e si terranno in tre importanti città e poli culturali del Paese.

Si inizia da Bologna, il prossimo 8 novembre (presso la Sala Conferenze della biblioteca Salaborsa, alle ore 16,00) con un incontro dedicato a “Le scritture migranti e la rappresentazione dell’altro nell’immaginario collettivo”, cui parteciperanno tre importanti rappresentanti del panorama letterario interculturale italiano: Christiana de Caldas Brito, Livia Claudia Bazu e Gassid Mohamed.

A seguire, il convegno di Roma, in programma il prossimo 19 novembre (presso la Sala Stampa Estera, alle ore 10,30), che invece si focalizzerà sul mondo del giornalismo e della comunicazione, interrogando i presenti su “Il ruolo (reale e potenziale) dei giornalisti con background migratorio nel dibattito pubblico italiano”. L’incontro vedrà la partecipazione di tre voci di rilievo, tutti giornalisti: Ejaz Ahmad (Azad), Paula Boudet Vivanco (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) e Brahim Maarad (AGI).

Infine, l’incontro di Palermo, fissato al 10 dicembre presso i Cantieri Culturali alla Zisa (alle ore 10,00),sarà dedicato a “L’interazione tra l’Italia mediterranea e la produzione letteraria degli scrittori di origine straniera”, un tema affrontato e discusso a partire dalla partecipazione di Paola Caridi, scrittrice e divulgatrice per le multiculturalità, e Karim Hannachi dell’Università Kore di Enna, coordinati da FaridAdly, giornalista e partner di progetto.

Tutti sono invitati a partecipare, a partire dagli operatori culturali e sociali, i rappresentanti del mondo della comunicazione, gli attori e i rappresentanti istituzionali. Durante gli incontri sarà distribuita a tutti i partecipanti una scheda per segnalare iniziative ed esperienze finalizzate alla promozione degli/lle autori/rici di origine migrante e delle loro opere.

“Permanent record”

di emigrazione e di matrimoni

“Permanent record”

Sul protagonista, che oggi vive in esilio in Russia e che è contemporaneamente un ex hacker e un ex agente della CIA nonché dell’NSA, il regista Oliver Stone ha realizzato un film, nel quale racconta il dramma di quest’uomo che finirà con il denunciare al mondo il sistema illecito di controllo globale attuato dagli Stati Uniti d’America, la sua patria.

Edward Snowden: in lui c’è tutto il dramma dell’eroe romantico, di chi per rimanere fedele deve tradire, di chi abbandona una vita di privilegi e potere per l’ignoto.
Il suo gesto è potente, irriverente, totalizzante. Certo, non senza critiche da una gran parte dell’opinione pubblica e dell’establishment americano (che lo accusa di tradimento).
Ma quali sono i limiti, in termini di leggi e diritti umani, che un individuo deve e può superare in nome del suo paese? Se abbiamo voluto il processo di Norimberga, e in seguito delle leggi internazionali sui diritti dell’uomo, perché poi si dovrebbe chiedere di infrangere i veri divieti che ci siamo imposti? E se un uomo si spinge fino ad alienarsi da tutto quello in cui crede (ossia il bene comune), cosa gli rimane? Che uomo è? Mi chiedo quali orrende verità Snowden abbia dovuto assecondare fino al raggiungimento di un punto di rottura.

In questo nuovo libro c’è in verità poco di innovativo, e la scrittura si concentra di più sulla sua infanzia e sulle ragioni a monte della sua decisione; tuttavia il titolo “Permanent record” fa accapponare la pelle, è come dire “immortale” malgrado la tua volontà, è di per sé già un’alienazione.
Sul protagonista, che oggi vive in esilio in Russia e che è contemporaneamente un ex hacker e un ex agente della CIA nonché dell’NSA, il regista Oliver Stone ha realizzato un film, nel quale racconta il dramma di quest’uomo che finirà con il denunciare al mondo il sistema illecito di controllo globale attuato dagli Stati Uniti d’America, la sua patria.

La questione narrata è complessa e il potente nemico si perde in un gioco di specchi, di sospetti e accuse. Una cosa però appare certa, al di là di ogni retorica e considerazione umana: la tecnologia è la vera protagonista degli eventi degli ultimi decenni, e sta prendendo il sopravvento.
Se Snowden è colpevole di tradimento non è l’unico, ma di certo è in una posizione di netto svantaggio: le istituzioni, quelle che dovrebbero difendere la democrazia e la sicurezza (di chi verrebbe da chiedersi) sono ancora lì con nuove armi digitali e tecnologie, sempre più agguerrite, sempre più sicure, sempre più presenti.
Qualcosa mi dice che nel torbido di questa storia scompaiono i nostri diritti umani, si perdono le promesse di democrazia e uguaglianza.

“Permanent record” è quindi un libro che presenta quanto si trova alla base del “Capitalismo della sorveglianza”, ovvero quella complessa macchina di registrazione e gestione delle informazioni che, grazie al Big Data, all’intelligenza artificiale e agli algoritmi, si prefigge di controllare e “indirizzare” il genere umano, e che sembra dirigersi alla governance globale.

 

di emigrazione e di matrimoni

“Permanent record”

On this ex-hacker character, former CIA and NSA agent today exiled in Russia, director Oliver Stone made a film in which he recounts the drama of this man who will end up denouncing the illegal global control system to the world implemented by the United States of America, its homeland.

Edward Snowden, in him there is all the drama of a romantic hero, of those whom, to remain faithful, must betray, of those who abandon a life of privileges and power for the unknown. His gesture is powerful, irreverent, totalizing. Certainly not without criticism from a large part of public opinion and the American establishment that accuses him of treason, but what are the limits in terms of laws and human rights that an individual must and can overcome in the name of his country? And if we wanted the Nuremberg trial and international laws on human rights, then is it right to ask someone to break the very same prohibitions that we have imposed on ourselves. And if a man goes so far as to alienate everything he believes in, the common good, what’s left? What man is he?

Of course, I wonder what horrendous truth Snowden had to indulge to the get to breaking point. In his new book there is actually little new and the writing focuses more on his childhood and on the reasons behind his decision, but the title “Permanent record” makes the skin crawl, and it is like to punish every single individual to eternity against their will, is in itself already an alienation. On this ex-hacker character, former CIA and NSA agent today exiled in Russia, director Oliver Stone made a film in which he recounts the drama of this man who will end up denouncing the illegal global control system to the world implemented by the United States of America, its homeland. Certainly, the issue is complex and the enemy powerful, all is lost in a game of mirrors, suspicions and accusations. One thing seems certain beyond all human rhetoric and consideration, technology is the real protagonist of the events of the last decades and is taking over.

If Snowden is guilty of treason it is not the only one, but he is certainly in a position of clear disadvantage. The institutions, the ones that should defend democracy and security (of whom one might wonder) are still there, with new digital weapons and technologies, more and more aggressive, always safer, more and more present. Something tells me that in the turmoil of this story our human rights disappear, the promises of democracy and equality are lost. Permanent record remains a book to read that introduces us to what underlies the “surveillance capitalism” the complex machine for recording and managing information, which thanks to Big Data, artificial intelligence and algorithms, aims to control and “direct ” the human race and that it seems to be addressed to global governance.

Grande successo per il Premio Penisola Sorrentina

Parata di vip sul palco del teatro delle Rose per la ventiquattresima edizione.

 Al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento consegnati ieri sera i premi “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” 2019 posti sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.

A salire sul palco, chiamati dal patron Mario Esposito, affiancato al podio dalla madrina Angela Achilli, sono stati personaggi rappresentativi del patrimonio culturale, del cinema, del teatro.

Tra i più acclamati Christian De Sica e Sergio Cammariere premiati da Luca Barbareschi e Danilo Rea, responsabili della sezione teatro e musica del riconoscimento.

Suggestiva poi l’incursione nel mondo dell’opera lirica con l’esibizione di Svetlana Kasyan, star mondiale della lirica reduce dall’ ”Aida” all’Arena di Verona. 

E poi tanta musica con Pierdavide Carone, pupillo di Lucio Dalla e premiato come migliore autore.

Tante risate con Gino Rivieccio, che ha ricevuto da Giancarlo Magalli il premio speciale “Dino Verde” per i 40 anni di attività.

Premi per il giornalismo a Fabrizio D’Esposito e Gennaro Sangiuliano.

Applausi per Ludovica Nasti, protagonista della serie Rai “L’amica geniale”.

Premiata come personaggio femminile dell’anno Vanessa Gravina, tra le protagoniste della fortunata serie RAI “Il Paradiso delle signore”.

Spazio, infine, alla comunicazione istituzionale con un riconoscimento al progetto portato avanti dalla Presidenza della Rai e dalla Presidenza de Senato, “Senato & Cultura”.

Tra gli ospiti della prestigiosa kermesse il giornalista Magdi Cristiano Allam e le attrici Francesca Cavallin e Anna Capasso.

La serata è stata dedicata alla memoria del Prefetto Mario Esposito, già presidente onorario del Premio cui è stato dedicato un tributo in versi interpretato da Antonio Salvoni e Liborio Preite.

Il Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” è promosso in sinergia con il Comune di Piano di Sorrento ed è inserito nel cartellone del POC Campania riservato agli eventi di rilevanza nazionale ed internazionale.

credit Photo: Mario Occhiobuono

Un Ponte di delizie al Castello di Petroia, tra le stelle e la storia

Nel maniero millenario in cui è nato Federico da Montefeltro, il 31 ottobre 2019 si viaggia nel cosmo, il 1° novembre si degusta l’olio nuovo e il 2 si cena nel Medioevo.

Dagli ulivi che circondano il maniero sta nascendo l’olio nuovo, che profuma sulle croccanti bruschette umbre. La raccolta delle olive è un momento importante e avviene mentre i boschi intorno si colorano delle nuance calde ed ambrate del foliage, che rendono il Castello di Petroia (PG) dall’alto della sua collina tra Gubbio e Perugia, un quadro naturalistico che ogni giorno sorprende con nuove sfumature. Il Ponte di Ognissanti è un’occasione speciale per immergersi nella natura e nella storia del castello in cui è nato Federico da Montefeltro.

Si comincia giovedì 31 ottobre 2019 con un viaggio nel cosmo. Alle 18.00 nell’antico salone Guidobaldo, gli esperti di Astronomitaly invitano a navigare tra le meraviglie del cielo, certificato come uno dei più belli d’Italia, con la sensazione di essere a bordo di una navicella spaziale alla velocità della luce. La serata continua con la Cena Stellare preparata dallo Chef Walter Passeri, tra sole di carciofi con salsa d’uovo, mezzelune con pomodoro leggero e rugiada di clorofilla, stelle di cinta senese su fonduta di pecorino di Pienza e pere al Sagrantino, e la nuvola galleggiante in mare di crema inglese e detriti di nocciola. E si conclude alle 22.00 con il momento magico dell’osservazione astronomica nella piazza del Castello. Il costo della serata con gli eventi e la cena è di 50 euro a persona.

Il 1° novembre è dedicato all’olio extravergine di oliva DOP Umbria “L’oro de Petroja”, appena spremuto dai frutti raccolti nella vallata del Castello. Alle 18.00, l’esperto Gabriele Di Zacomo guiderà gli ospiti in una degustazione, narrando la storia antica e affascinante dell’olio di Petroia, illustrandone le caratteristiche e proponendo abbinamenti con vari cibi, tra cui la famosa bruschetta umbra. La degustazione è gratuita.

Sabato 2 novembre si ritorna ai fasti antichi del millenario Castello di Petroia, con il banchetto e la festa medievale. La Sala degli Accomandugi, illuminata dal bagliore delle candele, farà da sfondo alle parole e alla musica del cantastorie Giuseppe Brizi, per un’incursione autentica nel tempo di mezzo. Sulla grande tavolata, verranno serviti i piatti della tradizione medievale umbra, secondo le ricette antiche rielaborate dallo Chef secondo i gusti contemporanei. Per ogni piatto un racconto tra le vicende dello storico maniero. 

Per informazioni: Castello di Petroia

Loc. Petroia – Gubbio (PG)

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Esordio della Nazionale di calcio del Mosap

La partita di beneficenza contro gli artisti di Tony Santagata termina 5 a 1 per i poliziotti.

di Romolo Martelloni

Nel piu’ popoloso quartiere di Roma, il III Municipio (600 mila abitanti, Bologna e Firenze insieme) si e’ svolta la partita di esordio della nazionale di calcio dei poliziotti iscritti al sindacato Mosap, cui e’ segretario generale Fabio Conesta’. Sabato presso il campo dell’orgoglioso Spes Montesacro (ora diretto da Alberto Aquilani gia’ giocatore di punta della As Roma) la squadra del Mosap si e’ incontrata con quella degli artisti capitanati da Tony Santagata che segnera’ l’unico gol contro i 5 rifilati dai poliziotti. La Nazionale di calcio del Mosap, durante la stagione sarà promotrice di numerose iniziative benefiche. Lo stesso Conesta’ ci tiene a sottolineare come ”la squadra di calcio del Mosap composta dai colleghi iscritti al nostro sindacato parteciperà a tutte le manifestazioni a scopo benefico. In passato – ricorda Conesta’ – il nostro sindacato ha organizzato incontri di calcio per accendere i riflettori sui terremotati di Amatrice, sulla vicenda della morte della povera Pamela Mastropietro, sulle carceri e verso i piu’ deboli e indigenti. Lo scopo per ogni iniziativa era ed è quello ricordare all’opinione pubblica e alla politica situazioni che molto spesso vengono dimenticate troppo facilmente”. 

 L’evento e’ stato presentato da Fabrizio Pacifici coadiuvato da Claudia Conte, Marcello Cuicchi, Silvia e Laura Squissato, Ryan Paris e Adriana Russo. Tra i giocatori della squadra ”artisti”, capitanati da Tony Santagata, gli attori Piero Delle Piane, Marcello Magnelli, Marco Vivio, Emiliano Ragno, Jacopo Cavallaro, Michele Fazzitta, il comico Cristian Generosi, il pugile campione italiano pesi leggeri Pasquale Di Silvio, il campione del mondo di pugilato pesi leggeri Emiliano Marsili. 

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