Tempo di Libri: l’editoria è sempre più al femminile

Nel 2017 gli incarichi di responsabilità ricoperti dalle donne sono in aumento secondo i dati dell’Osservatorio AIE sui consumi editoriali
Nella prima giornata degli appuntamenti professionali della Fiera internazionale dell’Editoria dedicata alle donne spazio alle graphic novel e al digitale

Più di due su dieci. Sono sempre di più le donne che ricoprono cariche di responsabilità nella filiera produttiva editoriale e rappresentano il 22% dei ruoli dirigenziali nel 2017, in aumento rispetto al 2010 quando erano il 17%.

È uno dei tanti dati che emergono da un insieme di indagini che affrontano, nel giorno della donna, gli snodi tra lettura, scrittura, ruoli occupati nella filiera editoriale e, a partire dall’Osservatorio AIE sui consumi editoriali realizzato in collaborazione con Pepe Research, sarà presentato nell’incontro Leggere è donna in programma giovedì 8 marzo alle 15.00 in Sala Suite 1 a Tempo di Libri, Fiera internazionale dell’Editoria, in programma dall’8 al 12 marzo a fieramilanocity.

Le donne, le ragazze e le bambine si confermano lettrici più forti degli uomini e stanno guadagnando sempre più spazio anche nei ruoli editoriali. Ne parleranno Elena Salvi(Pepe Research) e Laura Donnini (HarperCollins) moderate da Alessandra Tedesco(Radio24).

Al tradizione programma di Tempo di Libri si affianca il programma professionale che affronta i maggiori temi e i nodi centrali dell’editoria, a partire proprio dalle diverse indagini che saranno presentate.

In questa ottica si colloca anche la striscia quotidiana di incontri realizzati in collaborazione con Nielsen sui settori più interessanti del mercato italiano del libro. Nella prima giornata di Tempo di Libri il primo analizzato è quello delle graphic novel e dei libri a fumetti: Un mercato fatto di mercati: la graphic novel è l’occasione per analizzarlo in programma l’8 marzo alle 16.00 in Sala Suite 1 con Monica Manzotti (Nielsen) eEmanuele Di Giorgi (Tunué) moderati da Giovanni Peresson (Ufficio Studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri).

Un’altra striscia di appuntamenti, a cura dell’Associazione Italiana Editori, è dedicata a scoprire cosa si intende oggi per digitale e come si sta innovando il mondo del libro grazie alla tecnologia. Se ne parlerà nell’incontro Cos’è il digitale per te in programma giovedì 8 marzo alle 19.00 nel Digital Cafè di Tempo di Libri.

 

MUSEOCITY. DAL 2 AL 4 MARZO TORNA MUSEOCITY E TRASFORMA MILANO IN UN MUSEO A CIELO APERTO

Alla sua seconda edizione dopo il successo dello scorso anno (oltre 60mila visitatori), Museocity torna dal 2 al 4 marzo con aperture straordinarie, ingresso gratuito in tutti i musei civici e statali domenica 4 marzo grazie a “Domenica al museo”, visite guidate, iniziative speciali, laboratori per bambini e aperture straordinarie.

Promossa dal Comune di Milano in collaborazione con l’Associazione MuseoCity, l’iniziativa mette in luce la grande realtà del patrimonio museale della città grazie al coinvolgimento di oltre 70 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista e musei d’impresa diffusi su tutto il territorio cittadino, con alcune ‘incursioni’ nell’area metropolitana.

Come l’anno scorso, il fulcro della manifestazione è il percorso “Museo Segreto” che si snoda nelle sale espositive dei 45 musei milanesi che hanno aderito al percorso. Ognuno di loro esporrà un’opera (da antica a contemporanea) donata o acquistata da un collezionista privato. Di queste 45 opere ‘riconsegnate’ ai milanesi viene raccontata la storia collezionistica, spesso poco nota: non mancano infatti vere e proprie scoperte che illustrano la qualità dei depositi d’arte della città.

L’itinerario si snoda non solo fra i musei del centro storico ma anche fra i musei diffusi nella più ampia città metropolitana. I musei aderenti e le opere prescelte sono segnalati nei percorsi museali da appositi indicatori, e le schede delle opere e le relative immagini sono raccolte in una brochure che sarà distribuita gratuitamente ai visitatori.

Museocity si apre venerdì 2 alle ore 16 con una conferenza in Sala Otto Colonne a Palazzo Reale sul tema del mecenatismo per le arti e della nascita delle collezioni museali, ma anche sulla tendenza, particolarmente vivace nell’ambito del contemporaneo, della musealizzazione delle collezioni private. Una conversazione fra il pubblico milanese e alcuni importanti personaggi attivi nel mondo dell’arte contemporanea (Gabriella Belli, Carolyn Christov-Bakargiev, Gemma De Angelis Testa, Arturo Galansino, Massimo Minini, Valeria Napoleone, Giuseppina Panza di Biumo, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Beatrice Trussardi e Astrid Welter).

Guideranno e coordineranno l’incontro Marina Mojana e Alessandro Rabottini.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 2 marzo alle ore 19.30 si inaugura presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale ospita l’installazione multimediale “Il Quinto Stato Milano”, che sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 2 aprile. Richiamando “Il Quarto Stato” – capolavoro di Pellizza da Volpedo ospitato a pochi metri di distanza, all’ingresso del Museo del Novecento – “Il Quinto Stato Milano” proporrà al visitatore un’esperienza immersiva che vede ‘avanzare’ (non i lavoratori protagonisti del Quarto Stato bensì) le opere dei musei milanesi. Una rassegna di capolavori celebri e meno celebri, per ricordare che i musei offrono sempre occasioni di sorpresa, di scoperta, di emozione inattesa. L’installazione è accompagnata da una videomappa che illustra la rete dei musei che cresce e si ramifica, attraverso il tempo, sullo sfondo urbano della città.

Il MAUA, Museo di Arte Urbana Aumentata che fonde street e digital art, propone durante Museocity due tour urbani inediti, fuori dagli ordinari circuiti dell’arte.

Sabato 3 marzo (dalle ore 10 alle 13 – punto di ritrovo M3 Sondrio) e domenica 4 marzo (dalle ore 10 alle 13 – punto di ritrovo Stazione San Cristoforo) si potranno scoprire alcune delle più belle opere di street art che costellano le zone non centrali della città: un tour alla scoperta di artisti che usano il muro come veicolo di espressione e di ri-scoperta di quartieri meno conosciuti proprio grazie alla modalità itinerante che, a piedi e con i mezzi, permette di calarsi nel tessuto urbano. Due le modalità di fruizione dell’opera: la visione del murale reale e la versione ‘aumentata’ attraverso lo smartphone: inquadrando con l’applicazione Bepart, l’opera si trasforma in digital art. La prenotazione è obbligatoria sul sito streetartfactory.eu, disponibili 40 posti per ciascun tour.

Un diverso tour tra le bellezze artistiche della città è proposto da “Storie Milanesi”, la rete che unisce 15 case museo, atelier d’artista, studi di architetti e designer di Milano. Sabato 3 marzo, dalle ore 11 alle 17 – con punto di ritrovo presso la Fondazione Adolfo Pini, capofila di “Storie milanesi”, in corso Garibaldi, 2 – cento persone potranno partecipare a una inusuale caccia al tesoro: ciascun partecipante pescherà una busta contenente alcuni indizi riguardanti uno dei personaggi di “Storie Milanesi”. Per scoprire a chi si riferiscono gli indizi si dovrà navigare nel sito www.storiemilanesi.org, individuare il personaggio, infine recarsi nella casa museo/atelier/studio di architetto corrispondente, portando con sé la busta pescata che consegnerà al personale del museo. Troverà ad attenderlo un ingresso gratuito e un libro del museo. La partecipazione è libera, non è necessaria la prenotazione.

Guide a sorpresa – anche d’eccezione, note e meno note – potranno essere casualmente incontrate dall’alba al tramonto su alcune linee dei tram che transitano nel centro città, grazie all’iniziativa “Tram tram” di UrbanFile. Così i viaggiatori potranno inaspettatamente scoprire le bellezze artistiche e architettoniche di Milano che si trovano lungo il loro percorso sui binari.

“Lamberto Vitali e Giorgio Morandi” sono i protagonisti di una mostra che si apre venerdì 2 marzo presso la Sala Bertarelli al Castello Sforzesco e che racconta, attraverso l’accostamento delle pregevoli tavole incise da Morandi ai ritratti fotografici che di lui eseguì Vitali, il sodalizio umano e professionale fra i due personaggi protagonisti della vita culturale della Miano del dopoguerra. La mostra è aperta con ingresso gratuito fino a domenica 4 marzo, dalle ore 9 alle ore 17.30. Sabato 3 marzo alle ore 15.30 visita guidata con le curatrici.

Nella tre giorni di Museocity sono anche previste visite con attività per famiglie, percorsi creativi, e laboratori per bambini e ragazzi organizzati nei vari musei aderenti.

Domenica 4 marzo, presso il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea in via Palestro 14, l’artista Diego Marcon incontrerà il pubblico per raccontare il suo lavoro, a partire dai primi video a carattere documentario per arrivare agli ultimi film (ore 16_18), mentre dalle ore 18,30 alle 20,30 sarà presentata al pubblico l’opera “Il malatino” realizzata da Diego Marcon per il progetto di collezionismo condiviso “Museo chiama artista”, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MIBACT e da AMACI. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori info [email protected]www.pacmilano.it

In programma anche visite notturne e alle prime luci dell’alba sia nella Cripta di San Sepolcro, la Chiesa sotterranea più antica di Milano (criptasansepolcromilano.it), sul tetto della Galleria Vittorio Emanuele (highlinegalleria.it) e all’Archivio storico e al Sepolcreto della Ca’ Granda, alla scoperta di un tesoro di arte e storia ignoto ai più che svelerà ai visitatori la storia dell’Ospedale e della città nei secoli (arsemilano.it). Orari: venerdì 2 ore 21_2, sabato 3 ore 5_8. Prenotazione obbligatoria tramite il sito.

Il programma completo – con tutti i musei aderenti, la mappa georeferenziata e le schede brevi delle opere di Museo Segreto – è in distribuzione nei principali circuiti cittadini e scaricabile dal sito www.yesmilano.it

Violenze sessuali nelle ONG: dopo Oxfam, anche Save the Children, e Croce Rossa

Dopo Oxfam, anche Save the Children, e Croce Rossa coinvolte nello scandalo delle donne violentate e dei festini a luci rosse..

 

di Vito Nicola Lacerenza

 

Dopo lo scandalo dei festini a luci rosse di alcuni attivisti della ONG britannica Oxfam ad Haiti, dove ragazze minorenni sono state costrette a prostituirsi in cambio di aiuti umanitari, arrivano  accuse di violenze sessuali nei confronti di uno dei dirigenti di Save the Children, Justin Forsyth. Le vittime del dirigente, in questo caso, sono state alcune dipendenti della ONG, le quali hanno reso noto gli episodi attraverso i media. Forsyth, secondo quanto raccontato dalle donne, avrebbe espresso in ripetute occasioni commenti sul modo di vestire delle sue sottoposte e “sulle sensazioni che gli provocavano”. Per il momento si tratta di semplici accuse, senza alcuna prova, ma sono bastate a far dimettere il dirigente di Save the Children. Il terremoto mediatico che ha scosso i principali simboli della solidarietà internazionale sembra destinato a durare a lungo e ad avere conseguenze profonde sul mondo delle organizzazioni non governative, nei confronti delle quali, alla luce dei fatti di cronaca, cresce la diffidenza da parte dei Governi, principali finanziatori delle associazioni umanitarie.

La Gran Bretagna ha già già tagliato i fondi da destinare a Oxfam, ma l’ombra della catastrofe economica potrebbe estendersi anche sulla Croce Rossa: 21 dei suoi dipendenti si sono dimessi o sono stati licenziati recentemente per aver offerto prodotti alimentari, destinati alla popolazione indigente, in cambio di favori sessuali. La notizia è stata diffusa dal direttore dell’ONG Yves Daccord il quale ha aggiunto che sono stati presi gli stessi provvedimenti adottati dalla Oxfam: la creazione di un codice etico e corsi di formazione per gli operatori. Provvedimenti che, tuttavia, non sono bastati ad evitare che il governo di Haiti sospendesse per due mesi l’ONG britannica, in attesa della conclusione delle indagini su coloro che hanno operato ad Haiti durante il terremoto del 2010. L’impressione che le organizzazioni non governative non riescano del tutto a controllare l’operato degli attivisti si consolida ad ogni nuovo scandalo, ed è difficile immaginare che i suoi vertici riescano a risolvere un problema di natura strutturale in breve tempo.

 

MILANO. DAL 1° AL 3 MARZO AL PAC TRE GIORNI DI INIZIATIVE PER RACCONTARE AL PUBBLICO LE ARTI PERFORMATIVE

Dal 1° al 3 marzo il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea racconta le arti performative e per la prima volta apre il suo archivio: tre giorni di incontri, flashback, proiezioni e performance gratuiti e aperti al pubblico con artisti, curatori, critici, studiosi.

Una piattaforma aperta non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico di non specialisti, con lo stesso format che nel 2017 aveva portato il Padiglione a indagare il restauro e la conservazione della street art a dieci anni dall’esperienza della mostra.

Il tema scelto per il 2018 è quello della performatività, sviluppato attraverso incontri, “flashback”, proiezioni e live performance che metteranno al centro dell’attenzione il corpo e l’interazione attiva con lo spazio, e saranno lo spunto per raccontare, per la prima volta anche attraverso materiali d’archivio del PAC, il ruolo dell’artista nelle arti performative e l’evoluzione della funzione delle istituzioni nel promuoverle.

Nel corso delle tre serate il PAC analizzerà il tema della performance nelle sue diverse declinazioni con interventi di studiosi di fama internazionale: giovedì 1° marzo Susanne Franco, docente di Storia della Danza e del Teatro all’Università Ca’ Foscari di Venezia; venerdì 2 marzo Lois Keidan, direttrice della Live Art Development Agency LADA di Londra; sabato 3 marzo André Lepecki, capo del Dipartimento di Perfomance Studies alla Tisch School of the Arts, NYU, New York.

Ai tre incontri si affiancano tre live perfomance realizzate da artisti attivi sia nell’ambito della performance, come Dora Garcia e Paulien Oltheten, sia in quello della danza, come Annamaria Ajmone e Cristina Kristal Rizzo, che riproporranno alcuni loro lavori in una nuova versione.

Nel contesto degli incontri e delle live performance, per la prima volta il PAC apre il suo archivio rileggendo due mostre che ha realizzato nel passato in omaggio a due artisti simbolo della performance: Vito Acconci e Gina Pane. Nella mostra Exploding House (PAC 1981), a cura di Zeno Birolli, Vito Acconci passava dalle sue celebri e irriverenti performance a interagire con lo spazio tramite un coinvolgimento diretto del pubblico, mentre in Partitions Opere Multimedia 1984-1985 (PAC 1985), a cura di Lea Vergine, Gina Pane abbandonava le provocazioni degli anni Settanta per approdare a una sintesi concettuale, mentale e analitica.

Durante i tre giorni, inoltre, sarà possibile vedere i video delle performance che il PAC ha prodotto negli anni, tra cui Vanessa Beecroft, Marina Abramović, Santiago Sierra, i giovani artisti cubani e le nuove generazioni di artiste sudafricane.

Sabato 3 marzo chiude la tre giorni un finissage all’insegna della musica: alle ore 21.30 Cosmic Bombero Show, l’esperienza sensoriale progettata dall’artista Marco Belfiore che unisce videoproiezioni e musiche elettroniche dal vivo; dalle ore 22.00 la collaborazione con Le Cannibale porta al PAC il “cinematico” “cerebrale” e “cosmico” Marco Shuttle, uno dei più quotati artisti elettronici contemporanei italiani di stanza a Berlino, e UABOS, noto per il suo approccio estremamente tecnico all’arte del mixaggio e per la sua versatilità nel mescolare diverse influenze musicali.

“Spogliarelliste ai funerali”. In Cina vige l’usanza di dare l’ultimo saluto ai defunti con spettacoli erotici

“E’ una pratica incivile” dice il governo di Pechino  contrario a queste manifestazioni

 

di Vito Nicola Lacerenza

 

Non sempre le lacrime e i lamenti rivelano il dolore per la scomparsa di una persona cara: il silenzio può voler dire molte cose. In  Cina, però, qualunque evento pubblico, finanche un funerale, deve essere chiassoso e divertente. Guai a rimanere in silenzio o ad essere in pochi! Sarebbe un oltraggio al defunto. Ecco perché, in alcune zone rurali del gigante asiatico, si preferisce sdrammatizzare il lutto con la performance di giovani spogliarelliste. L’ “idea” di organizzare spogliarelli durante i funerali non è nata in Cina, ma a Taiwan, dove lo spettacolo erotico è considerato come un rito funebre di carattere religioso. In una provincia di Taiwan, nella città di Chiayi, si è svolto, di recente, uno dei funerali più “hot” della storia: 50 spogliarelliste hanno danzato al ritmo di musica pop, sui cofani di una cinquantina di jeep addobbate a festa. L’imponente corteo funebre è stato organizzato dai familiari di un politico locale, che, poco prima di morire, aveva espresso il desiderio di essere salutato un’ultima volta, “in grande stile”.“Il mondo è bello perché è vario” ha detto qualcuno, eppure, a molti, anche ai più trasgressivi, il mix di erotismo e lutto potrebbe sembrare alquanto grottesco.

E invece no! Per alcuni abitanti del gigante asiatico, non si tratta né di essere volgari, né insensibili. E’ una questione di renao. «E’ il termine con cui i cinesi esprimono il desiderio di avere intorno a loro, ogni qual volta ci si trovi in un luogo pubblico,  gente chiassosa e piena di vita- ha detto Mark Moskoviz professore di antropologia all’Università del Sud Carolina, negli USA, che ha studiato la singolare usanza- il fatto, poi, che in alcune zone della Cina, si paghino le spogliarelliste, per attirare quante più persone possibili al funerale, è dovuto alla convinzione che la buona riuscita dell’evento dipenda dal numero di presenze, che rendono il funerale “degno di nota”. Così, nella zone rurali della Cina, si rende il giusto onore al defunto». Ma il governo di Pechino, contrario a queste manifestazioni, ha dichiarato gli spettacoli erotici “incivili” e “non propri della tradizione cinese”, minacciando “severi provvedimenti” contro coloro che organizzassero questi singolari festini funebri. Le campagne della Cina sono immense e difficili da controllare. Le autorità  ne sono consapevoli, perciò hanno attivato un numero verde per permettere a chiunque di denunciare “comportamenti illegali e osceni” durante i funerali. E’ un primo passo verso la soluzione del problema.

SANITA’: AUTISMO, IN CAMPIDOGLIO INCONTRO TRA SCIENZA E SOCIALE

 ”La comunicazione e i comportamenti problema nell’ autismo”organizzato dall’Anmic Riabilitazione di Crotone, eccellenza in Calabria nell’assistenza a pazienti affetti da autismo, e dal centro Studi Glocal in collaborazione con il Centro Studi Criticalia.

di Romolo Martelloni

”L’autismo è una malattia cronica con esordio infantile che prevede un ampio spettro di manifestazioni cliniche, tant’è che oggi è più corretto dire ‘disturbi dello spettro autistico’”. Cosi’ il prof. Stefano Vicari, responsabile del dipartimento Neuroscienze e Neuroriabilitazione del Bambin Gesu’ ha esordito al convegno svoltosi ieri  a Roma in Campidoglio ”La comunicazione e i comportamenti problema nell’ autismo” organizzato dall’ Anmic Riabilitazione di Crotone, eccellenza in Calabria nell’ assistenza a pazienti affetti da autismo, e dal centro Studi Glocal in collaborazione con il Centro Studi Criticalia. ”Le  caratteristiche principali dell’ autismo sono tre – ha detto Vicari –  La difficoltà nella relazione: ai bambini autistici non interessa entrare in contatto con gli altri. Molti di loro non rispondono quando vengono chiamati e tendono a isolarsi. A volte si stabilisce qualche contatto, ma solo con i genitori. Poi ci sono le difficoltà nella comunicazione, che è quasi assente, e la prevalenza di interessi molto ristretti. Questi pazienti tendono ad essere ripetitivi, preferiscono sempre lo stesso giocattolo o corrono ripetutamente intorno al tavolo. Noi le chiamiamo ‘stereotipie’, cioè movimenti ripetitivi senza un fine chiaro”. Una diagnosi certa, ha sottolineato Vicari  ”si può fare solo dopo i due anni di età. I diversi aspetti della malattia che ho citato prima si combinano in vari modi nelle persone assumendo gradi più o meno marcati. Alcuni possono essere sorprendentemente brillanti su un argomento marginale, mentre il lato di empatia, di intelligenza sociale, risulta molto ridotto. Nel grande panorama dell’autismo si può spaziare dall’ingegnere perfettamente integrato ma un po’ scontroso e chiuso in se stesso, al soggetto con ritardo mentale”. Inoltre Vicari ha ribadito piu’ volte come non c’e’ alcuna relazione tra vaccino e autismo. Vicari ha poi evidenziato come sia importantissimo il coinvolgimento dei genitori parlando del parent-training nell’ ambito dei trattamenti destinati ai bambini autistici. Per parent-training si intende un percorso psicoterapeutico rivolto ai genitori il cui obiettivo principale è fornire strategie comportamentali destinate alla gestione del bambino e alla riduzione dell’ansia genitoriale associata ai comportamenti problematici tipici dell’autismo. Il parent-training si inserisce all’interno di un percorso individualizzato condiviso dal neuropsichiatra, dallo psicoterapeuta e dagli altri operatori che ruotano intorno al bambino nell’ottica di un lavoro multisetting e di rete.

”Sebbene le conoscenze sull’Autismo siano in continua evoluzione e ad oggi questa condizione clinica non rappresenti più un completo disorientamento – spiega Vincenzo Squillacioti di Anmic Riablitazione di Crotone – restano ancora delle importanti sfide da affrontare per genitori, insegnanti, operatori sanitari e sociali. Migliorare la comunicazione, area caratteristicamente compromessa in tale disturbo, risulta essere una di queste, così come la gestione dei cosiddetti“comportamenti problema” che spesso, tra l’altro, affondano le proprie radici nel deficit comunicativo”. Conoscere le caratteristiche di comportamento di ogni singolo bambino con Autismo, configura, sottolinea Squillacioti, ”il primo passo di un percorso che lo condurrà a divenire un adulto con un livello diadattamento più alto possibile nella società in cui vive. In itinere, le famiglie vengono affiancate da strutture sanitarie pubbliche e private, le quali profondono un impegno quotidiano. L’autismo e’ una sfida da vincere, ma non nel senso di guarire”. Cosi’ Corrado Sessa, presidente dell’associazione di genitori di ragazzi autistici ‘L’Emozione non ha voce’ Onlus, ha portato la sua testimonianza di padre al convegno. “I nostri sono ragazzi speciali e come genitori dobbiamo attrezzarci. Abbiamo soggetti autistici sia gravi, che a basso funzionamento e ad alto funzionamento, per questo motivo siamo convinti che gli approcci terapeutici non possono essere gli stessi- afferma il genitore- devono essere tanti e devono saper entrare in relazione con loro. A volte dovrebbe migliorare, invece, l’approccio da parte dei medici. Dovrebbero sorriderci di piu’ e dirci che nostro figlio ce la fara’ a vivere, non a guarire”. Il messaggio forte del presidente della Olus e’: “Non siamo soli, la scienza medica va avanti”.  Hanno portato i propri saluti, la consigliere capitolina Ilaria Piccolo che ha preso impegno a sostenere ancor di piu’  le associazioni e le famiglie coinvolte nel problema dell’ autismo e Barbara Molinario, presidente dell’ Associazione Road to Green 2020 che ha evidenziato l’importanza del fattore ambientale riguardo a certe patologie e, nel caso dell’ autismo, e’ molto importante far vivere il bambino o l’adulto in un ambiente sano dal punto di vista ambientale. L’incontro, moderato da Pino Nazio, ha visto il contributo di due neuropsichiatriche infantili, Antonella Saporito e Norma Alosi, di Anmic Riabilitazione di Crotone.

 

ROMA , L’UNIVERSO POLIEDRICO DEL FEMMINILE DA KALI A DESDEMONA

Casa Internazionale delle Donne  via della Lungara 19, Roma. Martedì 6 marzo 2018. Ore 15.00-19.30

Che ruolo ricopre la donna nella tradizione induista? Quale è il suo contributo alla società? Come spiegare al mondo occidentale la posizione cruciale della figura femminile al di là di facili stereotipi? Sono solo alcune delle domande a cui l’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha – vuole tentare di rispondere.
Recita lo Yajurveda, uno dei libri sacri per gli Hindu, “O donna tu sei stabile come la terra, sei il sostegno del mondo e della società”. Ripartendo dalla propria spiritualità, l’UII propone una nuova comprensione del ruolo della donna che la liberi dalle catene – ideali e fisiche – che la imprigionano nelle società occidentali come in quelle orientali.
Presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma, nel pomeriggio del 6 marzo, l’Unione Induista Italiana presenta dunque ‘L’universo poliedrico del femminile. Da Kali a Desdemona’ un’occasione di confronto e dibattito che vedrà confrontarsi sulle sfide attuali, tra tradizione e modernità, esponenti del mondo politico, religioso, accademico, artistico e della comunicazione, oltre ad attivisti per i diritti di genere.
L’incontro, moderato dall’on.le Grazia Francescato, riserverà un significativo spazio alle testimonianze di donne nate in India  e ora residenti nella nostra realtà italiana multiculturale e multi religiosa, protagoniste di esperienze del tutto particolari. Si parlerà, a tale proposito, anche di come l’Unione Induista stia lavorando all’interno delle proprie comunità, per emancipare la donna, a livello di salute, cultura, professionalità, e sostenerla nel processo di integrazione nella comunità adottiva, pur nel rispetto della tradizione.
La prof.ssa Marilla Albanese, indologa, tratterà in modo approfondito il tema del femminile nella società indiana. Affronterà la figura della donna espressa nell’arte e nella letteratura religiosa e le incongruenze di cui è vittima nella realtà sociale indiana. Parteciperà al dibattito la giornalista RaiValeria Fraschetti, che, attraverso il racconto della sua esperienza di freelance in India per due anni da cui è scaturito il suo libro “Sari in cammino. Perché l’India non è ancora un paese per donne”, presenterà un ventaglio di storie di donne simboliche della realtà indiana. Un contributo particolare sarà offerto da Enrica Miceli, Segretaria Generale dell’Associazione Prospettive Mediterranee e vincitrice del  Premio del Volontariato Internazionale 2015 della FOCSIV per il suo impegno in India a favore di progetti  per l’emancipazione delle donne dei quartieri poveri a Mumbai e di  tutela di bambini orfani, abbandonati e vittime di violenza e delle ragazze madri in Kerala.
Agli interventi, che inizieranno a partire dalle ore 15, si alterneranno momenti artistici, rispettivamente a cura dell’attrice e regista Enrica Rosso, che interpreterà un monologo dedicato alla prima vittima di femminicidio della storia, Desdemona, e rivolto alla considerazione di cosa sarebbe successo se avesse preso la parola: “TACI e sta’ ferma! Hai detto. No, Otello no!  Non starò zitta. Qui, nella nostra camera da letto, ho anch’io  voce in capitolo. Vuoi fare del nostro giaciglio d’amore un campo di battaglia? Deve dunque finire tutto nel sangue? Tu sei un generale. Vuoi divenire ora un assassino?”
Altra parentesi interpretativa sarà quella dell’attrice e regista Puja Devi, che dedicherà alcune letture a Durga, espressione femminile forte e combattiva del Divino. Seguirà la danza classica dell’India in stile Kuchipudi con Atmananda, danzatrice e coreografa della Tala Vidya Academy.

PROGRAMMA
Ore 15.00 Accoglienza in sala
Ore 15.30 Apertura dei lavori e saluti
Preludio poetico
Moderatrice On.le Maria Grazia Francescato, ambientalista, giornalista e scrittrice
Avv. Franco Di Maria, Jayendranatha, presidente dell’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha
Svamini Hamsananda Ghiri, Vicepresidente dell’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha
Avv. Claudia Sorrenti – Fondazione Doppia Difesa Onlus
“Durga uccide il Dempne Mahisha” interpretato da Puja Devi dal testo Devimahatmya
“Kali Ma, la Madre Kali” danza classica indiana kuchipudi a cura di Atmananda
Testimonianze induiste in Italia
Anil Kumar (Nari Onlus), Akhil Kumar (UII GIovani), Leena GuptaRitika HandaKomal Kumari
“Se tu avessi parlato Desdemona. L’ultimo quarto d’ora nella camera da letto del generale Otello” interpretato da Enrica Rosso:
Break
Emanuela Sabbatini (Associazione Fior di Loto India Onlus- Aflin)
Focus:Voci di donne
Marilia Albanese, Indologa e Consulente Culturale
Enrica Miceli, Segretaria Generale Associazione Prospettive Mediterranee
Valeria Fraschetti, giornalista Rai
L’Unione Induista Italiana (UII) – Sanatana Dharma Samgha – è l’Ente religioso che rappresenta la comunità induista in Italia. Nel 2012, il Parlamento Italiano ha ratificato con l’UII l’Intesa ai sensi dell’articolo 8 comma 3 della Costituzione (L. 31/12/2012 n. 246). Fondata nel 1996 grazie all’intuizione di Paramahamsa Svami Yogananda Giri, rappresenta i quasi 165mila induisti che vivono nel nostro Paese. Di questi, circa 140mila sono immigrati. In Italia, l’Unione conta 16 templi e una ventina di comunità che non hanno ancora un luogo per il culto ma si riuniscono regolarmente e vanta la presenza di un monastero: il Matha Gitananda Ashram, ad Altare, Località Pellegrino, nel Savonese.

Migliora la competitività internazionale delle produzioni di Reggio Calabria

Camera di Commercio di Reggio Calabria , migliora la competitività internazionale delle produzioni reggine

 

Nel corso del terzo trimestre 2017 migliorano considerevolmente le performance della Città metropolitana di Reggio Calabria sui mercati internazionali, con un surplus di bilancia commerciale finalmente positivo (20,75 milioni di euro).Tale risultato – che deriva dalla differenza fra il valore delle merci esportate (69,20 milioni) e il valore delle importazioni (48,45 milioni) – infrange il sostanziale equilibrio registrato nell’ultimo anno, a sua volta preceduto da un lungo periodo di deficit.

Nel reggino, come in Calabria, il miglioramento congiunturale della posizione sui mercati esteri è dovuto quasi esclusivamente al crescere dell’export (+49,3% nella Città metropolitana, +18,7% in Calabria) a fronte di una dinamica delle importazione molto debole (+3,6% e 9,4%); nello stesso trimestre sia l’export che l’import calano a livello nazionale (rispettivamente di 6,1 e 7,7 punti percentuali).

Le nostre imprese sembrano aver agganciato il treno della ripresa internazionale, riuscendo a trovare nuovi sbocchi per far conoscere al Mondo le nostre produzioni. Tuttavia, tale risultato è frutto di poche aziende sufficientemente strutturate per accedere alla serrata competizione internazionale. Per far sì che la globalizzazione favorisca il nostro territorio, dobbiamo concentrare gli sforzi su quei piccoli e medi imprenditori che, pur in possesso delle qualità e dei requisiti per esportare, ancora non vi riescono, se non saltuariamente”.Queste le parole del Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria –Dr. Antonino Tramontana – all’uscita dei dati sul commercio estero del terzo trimestre 2017.

Il miglioramento del saldo commerciale è ancor più pronunciato se si prende come termine di paragone il terzo trimestre del 2016, quando l’import reggino superaval’export per quasi 2,8 milioni di euro: in termini tendenziali,infatti, le vendite sono aumentate del 56,5% (+21,6% in Calabria e +6,1% in Italia) e gli acquisti del +17,0% (+ 24,7% in Calabria e +7,6% in Italia).

La crescita delle esportazioni va valutata positivamente, soprattutto se raffrontata agli standard espressi negli anni passati. Risulta però necessario evidenziare come, pur in un quadro di progressivo miglioramento, la Città metropolitana dia luogo a flussi complessivamente modesti, in linea con molte realtà del Mezzogiorno.

Le vendite oltreconfine della Città metropolitana sono legate soprattutto ai settori dei mezzi di trasporto (23,4 milioni, pari al 34,8% delle esportazioni manifatturiere reggine) e della chimica (20,9 milioni di euro, 31,2%). Regge ancora, seppur in leggero calo, la competitività della più tradizionale filiera alimentare che, coni suoi 16,4 milioni di beni venduti all’estero, rappresenta circa il 24,4% dell’export manifatturiero locale.

Le esportazioni di beni o servizi sono indirizzate soprattutto verso i paesi dell’Unione Europea (37,3%), dell’America settentrionale (22,4%) e dell’America centro-meridionale (16,4%).

L’Unione Europea è anche il principale mercato di approvvigionamento (61,8%), seguita da Asia orientale (12,9%), America centro-meridionale (9,5%) e settentrionale (8,8%).

 

La settimana dell’indecisione

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La settimana dell’indecisione

L’arte della politica vuol dire letteralmente l’arte del popolo ed è ora che i cittadini italiani capiscano che loro hanno creato i problemi che affliggono il paese quanto i politici che scelgono
di Gianni Pezzano

Mentre gli italiani all’estero scappano per inviare i loro voti ai rispettivi consolati per assicurare che arrivino in tempo valido per le elezioni, il paese aspetta per vedere se una maggioranza funzionante uscirà da un elettorato profondamente spaccato almeno quanto se non addirittura più dei partiti che lottano per i seggi nel parlamento del paese.

Benché l’Italia non sia l’unico paese che attraversa una crisi d’identità politica, gli Stati Uniti di Donald Trump ne sono un altro esempio, il paese non ha ancora capito che la Democrazia non funzione da sola, ma ha bisogno dell’aiuto dei suoi cittadini.

L’Utopia e il Principe
Nel 2000 Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato Tommaso Moro il Santo Patrono dei politici. L’ex Cancelliere di Enrico VIII fu giustiziato per aver rifiutato di inchinarsi alla volontà del re di accettare e approvare la sua decisione di rompere con la chiesa che aveva rifiutato di permettergli di divorziare la prima moglie per poter sposare Anna Bolena.

More aveva scritto un libro che descriveva un luogo di armonia perfetta con una vita idilliaca che ricordiamo perché Il titolo del libro e il nome dell’isola che descrive fa parte del nostro vocabolario, Utopia. Morì in difesa dei suoi ideali e in fede con la sua coscienza, ma non è coincidenza che un suo contemporaneo italiano scrisse un trattato politico ancora più importante

Le opere politiche di Niccolò Macchiavelli, e in particolare il suo “Il Principe” descrisse per la prima volta la realtà politica di un paese che era sempre stato diviso in fazioni e l’instabilità  attuale d’Italia è tanto il fallimento dei suoi cittadini quanto dei suoi politici.

Franza o Spagna
Con Franza o con Spagna purché se magna, con questa frase attribuita a Francesco Guicciardini, l’altro autore politico importante del Rinascimento e l’Ambasciatore di Firenze in Spagna, descrisse la tendenza della Signorie italiane di mettere gli interessi individuali prima di un fronte unito contro le due superpotenze europee che di lì a poco avrebbero diviso la penisola tra di loro e quindi di rimuovere l’influenza di quasi tutte le casate responsabili per il boom culturale del Rinascimento con il loro mecenatismo, anche se per motivi politici almeno tanto quanto per generosità.

Il Principe di Macchiavelli era il modello che sperava avrebbe ispirato un leader capace di unire le Signorie ricchissime e potentissime in un’unione per affrontare le aggressive Francia e Spagna. Infatti, riconobbe i pericoli per le Signorie dei mercenari nelle loro guerre e il tempo dimostrò che aveva ragione.

Queste divisioni non erano nuove nella Storia d’Italia e chiunque abbia studiato la Storia di Roma sa che questo è stato un fattore costante nei suoi secoli di dominio.

Questa  tendenza non è mai sparita e l’esasperazione degli italiani a queste divisioni eterne è probabilmente uno dei motivi principali che per cui ancora oggi molti italiani sognano un “uomo forte” capace di guidare il paese, ma anche in questo gli italiani sono rimasti delusi.

L’uomo forte
Nella storia d’Italia soltanto un uomo è riuscito a ottenere con successo l’appoggio di una grande maggioranza del paese e non è un caso che la sua biografia dimostri tutte le debolezze del paese nel corso dei secoli.

Benito Mussolini ha avuto molte trasformazioni politiche, da renitente alla leva a esponente importante del Partito Socialista e direttore del suo giornale, abbandonò il partito in opposizione al suo atteggiamento neutrale verso la Grande Guerra per appoggiare l’entrata in guerra, infine fondò un partito che avrebbe sostenuto la sua ascesa alla dittatura e fu il responsabile di una guerra che distrusse il giovanissimo “impero italiano”.

Nono è mera coincidenza che le ricerche storiche moderne hanno dimostrato che alcune di queste trasformazioni furono “incoraggiate” da pagamenti non solo da industriali italiani in cerca di grandi guadagni, ma anche dalla Francia e l’Inghilterra in una eco di quel che era successo in Italia nell’epoca di Macchiavelli. E, come il Rinascimento, durante la Seconda Guerra Mondiale la sorte del paese fu decisa dalle potenze straniere e non dai suoi cittadini.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale si continua a cercare un Leader per prendere le redini del paese e guidarlo verso un futuro luminoso a rivaleggiare le glorie del passato e fin ad ora tale leader, se esiste, non è mai apparso.

Questo è il motivo principale per il successo politico di Silvio Berlusconi e sul perché gli italiani erano pronti a fidarsi di un uomo al di fuori del sistema politico devastato dallo scandalo Tangentopoli.

E anche per questo motivo molti italiani oggi guardano verso l’Europa come i loro antenati guardavano verso la Francia e la Spagna per risolvere i loro problemi interni.

Partiti che vengono e partiti che vanno  
Se guardiamo i partiti politici che oggi combattono le elezioni attuali vediamo che molti sono i discendenti, e anche loro divisi, dei partiti che guidavano il paese dalla fine della guerra fino a Tangentopoli. Sono cambiati perché i politici hanno litigato in pubblico tante battaglie personali quanto abbiano lottato per le cause che i cittadini volevano che fossero difese.

Queste battaglie erano così miopi che nessuno dei partiti ha formulato, tantomeno applicato, un programma a lungo termine. Infatti, nel caso della Forza Italia di Silvio Berlusconi, il miliardario ha effettivamente silurato chiunque abbia mostrato il minimo segno di guardare verso la futura guida del partito.

Il Movimento 5 Stelle creato dal comico satirico Beppe Grillo doveva essere una soluzione nuova, ma dopo 5 anni nel parlamento ha dimostrato d’essere soggetto agli stessi falli tradizionali della politica italiana dei partiti che avrebbe dovuto distruggere.

Eppure in tutto questo manca un fattore e proprio quello senza il quale nessun cambio al sistema politico italiano è destinato a fallire sin dall’inizio.

Il fattore mancante
Nella ricerca del mitico “uomo forte” che dovrebbe guidare il paese vero un futuro luminoso i cittadini non hanno assunto la propria responsabilità sulla loro azione alle urne. La presenza tradizionalmente forte alle urne sta diminuendo costantemente nel corso degli anni e questo non fa altro che incoraggiare quei gruppi con politiche estreme che sperano di deragliare le procedure politiche del paese.

Il popolo è spaccato e gli ultimi sondaggi prima del blackout prima del voto l’hanno confermato. Inoltre, ci sono le dichiarazioni continue dei politici della possibilità di una seconda elezione se una maggioranza funzionante non dovesse uscire dalle urne il 4 marzo. Eppure i partiti fanno poco o niente per dissipare i crescenti risentimenti e rabbia.

Però,  alla fine la responsabilità per la decisione è dei cittadini e soltanto loro sarebbero responsabili se non uscisse un risultato definitivo questa domenica. Le lamentale costanti al social media e ai bar non possono sostituire n esame e una scelta ponderata sui candidati da votare. Votare un volto senza un programma valido e lungimirante non è la soluzione ai problemi endemici del paese. L’indecisione di quel che vogliono gli italiani è tanto parte del problema quanto l’instabilità inerente i partiti politici.

L’arte della politica vuol dire letteralmente l’arte del popolo ed è ora che i cittadini italiani capiscano che loro hanno creato i problemi che affliggono il paese quanto i politici che scelgono. E l’unica soluzione è che gli italiani smettano di credere negli eroi “mitici” e partecipino attivamente nella sola attività che decide il loro futuro, la politica.

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The week of indecision

The art of Politics means literally the art of the People and it is time that Italy’s citizens understand that they have created the problems facing the country as much as the politicians they chose
By Gianni Pezzano

As Italian citizens overseas rush to send their votes to the respective consulates to ensure they arrive in time to be counted in Italy’s General Election, the country is waiting to see whether or not a working majority will come out of a national electorate that is a divided, if not more so, than the parties fighting for seats in the country’s parliament.

While Italy is not the only democracy going through a political identity crisis, Donald Trump’s United States is the most important other example, it is the country that has not yet understood that Democracy does not work on its own, but needs the assistance of its citizens.

Utopia and the Prince
In 2000 Pope John Paul II named Saint Thomas More as the Catholic Church’s Patron Saint for politicians. Henry VIII’s former Lord Chancellor was executed for refusing to bow down to his King’s demand that he accept and approve of his decision to break from the Church that refused to allow him to divorce his first wife to marry Anne Boleyn.

More had written a book that described a place of perfect harmony with an idyllic life which is remembered because the name of the book and the island it describes has become part of our vocabulary, Utopia. He died in defence of his ideals and in faith with his conscience, but it is no coincidence that an Italian contemporary of More wrote an even more important political treatise that is still as relevant today as it was then and must be considered when looking at Italy’s current political situation.

Niccolò Macchiavelli’s political works, and in particular his “The Prince”, described for the first time the political realities of a country that had always been split into factions and Italy’s current political instability is as much the failure of its citizens as it is of the politicians.

France or Spain
Con Franza o con Spagna purché se magna (With France or with Spain as long as we eat), with this phrase, attributed to the other important political Renaissance author and Florence’s Ambassador to Spain Francesco Guiccardini, described the tendency of the Italian city states to put their individual interests in front of a united front against the two European superpowers that would soon divided the peninsula between them and remove the influence of virtually all the important ruling Houses that were responsible for Italy’s incredible Cultural explosion by their patronage of the most important artists, albeit for political purposes at least as much as for generosity.

Macchiavelli’s Prince was the model he hoped would inspire a leader capable of bringing together the powerful and enormously wealthy cities into a political union to present a united front against the aggressive France and Spain. In fact, he recognized the dangers of these City States hiring mercenaries to fight their wars and time would prove him right.

These divisions were not new in Italian History and anyone who has studied Roman History knows that this was a constant factor in its centuries of dominion.

This tendency has never disappeared and the exasperation of Italians in these eternal divisions is probably one of the main reasons that even today many Italians dream a “strong man” capable of leading the country, but even in this Italians were disappointed.

The strong man
In Italy’s history only one man has successfully managed to gain the support of a large majority of the citizens and it is no coincidence that his biography shows all the weaknesses of the country over the centuries.

Benito Mussolini undertook many political transformations, from what we now call a draft dodger to an important member of the Socialist Party and editor in chief of its newspaper, to abandoning the party in opposition to its neutralist stance in the Great War to support Italy’s entry and finally to founding a party that would support his rise to political dictatorship and into a war that would destroy the very young “Italian Empire”.

It is no mere coincidence that modern historical research has shown that some of these political transformations were “encouraged” by payments not only Italian industrialists looking for quick profits, but also from France and England in an echo of the what happened in Italy during Macchiavelli’s lifetime. And like the Renaissance, during World War II the country’s fate was decided by foreign powers and not by its citizens.

Since the war Italy has continued to look for a Leader to take the reins of the country and lead it into a bright future to rival the glories of the past and so far such a leader, if one exists, has failed to appear.

This was the main reason for the political success of building magnate Silvio Berlusconi and why Italians were willing to trust a man from outside a political system that had been devastated by the Tangentpoli (Bribe City) scandal of the early 1990s.

And also for this reason many Italians today look towards Europe as once their ancestors looked to France and Spain to resolve their internal problems.

Parties come and go
If we look at the political parties now fighting the current elections we see that they are descendants, and fractured ones at that, of the parties that led the country from the end of the war until the bribery scandals. They have evolved because the politicians have publicly fought as many personal party battles as they fought for the causes that the citizens wanted defended.

These battles have been so short sighted that none of the parties have formulated, let alone undertaken, any form of long term plan. In fact, in the case of Silvio Berlusconi’s Forza Italia the billionaire has effectively torpedoed anyone who showed the minimum sign of looking at future leadership of the party.

The Movimento 5 Stelle (the 5 Star Movement) created by former satirical comic Beppe Grillo was supposed to be a new solution but the five years of the Parliament just ended have shown they are as much subject to the traditional faults of Italian politics as the parties it was created to destroy.

Yet in all this one factor is missing and it is the one without which any change to the country’s political future is doomed before beginning.

Missing Factor
In their search for a mythical “Strong Man” to lead the country towards the future Italian citizens have not taken proper responsibility for their actions at the polling booth. The traditionally strong presence at the ballot box has been decreasing steadily over the years and this only encourages those groups with radical policies who hope to hijack the country’s political processes.

The population is fractured and the latest polling figures before the pre-poll blackout have only confirmed this. In addition, there is continuous talk by politicians about the possibility of a second election if a working majority does not come out of the ballot boxes on March 4th. Yet the parties are doing little or nothing to dispel the growing resentment and anger.

But in the end the responsibility for the decision is that of the citizens and only they are responsible if there is no decisive result on Sunday. The constant complaining on the social media and the bar is not a substitute for examining and choosing which candidates will get the votes. Voting a face without a valid and long term programme is no solution for Italy’s endemic problems. The indecision of what Italians truly want is as much the problem as the inherent instability of the political parties.

The art of Politics means literally the art of the People and it is time that Italy’s citizens understand that they have created the problems facing the country as much as the politicians they chose. And the only solution is that Italians stop believing in “mythical” heroes and actively participate in the one activity that decides their future, Politics.

EVOO di qualità: l’Itrana in trasferta a Milano

La cultivar autoctona della provincia di Latina – insieme alle varietà olivicole e olearie tipiche di Umbria (Moraiolo), Sicilia (Tonda Iblea), Toscana (Frantoio), Trentino Alto Adige (Casaliva) – è stata protagonista della giornata di informazione e degustazione per la conoscenza ed il riconoscimento dell’olio extravergine di oliva di qualità, organizzata da FISAR nella sua Milano in collaborazione con il CAPOL.

Moraiolo, Tonda Iblea, Frantoio, Casaliva e Itrana. La cultivar autoctona della provincia di Latina è stata protagonista della giornata di informazione e degustazione che la Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori ha dedicato al riconoscimento dell’EVOO, attraverso la conoscenza delle varietà olivicole di maggior pregio, tipiche di alcune delle zone più vocate d’Italia, ossia Umbria, Sicilia, Toscana e Trentino Alto Adige.

L’iniziativa – Non basta dire Extravergine d’oliva – si è avvalsa della collaborazione dell’Associazione Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina e si è svolta sabato 24 Febbraio presso la sede FISAR di Milano. Sono state illustrate le tecniche di coltivazione e il metodo ufficiale di analisi sensoriale, esaminate le proprietà organolettiche e nutrizionali e ilrapporto con la salute umanacon successive prove pratiche di assaggio e consegna degli attestati di partecipazione.

“Educare il palato della persona a riconoscere pregi e difetti di un olio extravergine di oliva significa contribuire ad insegnare al consumatore a distinguere un prodotto di qualità da uno qualsiasi degli oli commerciali che si trovano abitualmente sugli scaffali del supermercato, effettuando una scelta consapevole, possibilmente la migliore” – spiega Luigi Centauri, Presidente e Capo Panel CAPOL, presente all’incontro nelle vesti di relatore ed assaggiatore.

Il confronto con altri grandi oleo-campioni italiani, che caratterizzano le principali D.O.P. olearie del nostro Paese, ha esaltato le caratteristiche dell’oliva Itrana, che nel panorama nazionale di settore rappresenta un unicum, per la sua duplice attitudine nella triplice variante a due D.O.P. (olio extravergine d’oliva Itrana D.O.P. Colline Pontine e Oliva Itrana Gaeta D.O.P.da tavola), senza dimenticare l’altra oliva da mensa Itrana Bianca.

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