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Diritti umani

Violenze sessuali nelle ONG: dopo Oxfam, anche Save the Children, e Croce Rossa

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Dopo Oxfam, anche Save the Children, e Croce Rossa coinvolte nello scandalo delle donne violentate e dei festini a luci rosse..

 

di Vito Nicola Lacerenza

 

Dopo lo scandalo dei festini a luci rosse di alcuni attivisti della ONG britannica Oxfam ad Haiti, dove ragazze minorenni sono state costrette a prostituirsi in cambio di aiuti umanitari, arrivano  accuse di violenze sessuali nei confronti di uno dei dirigenti di Save the Children, Justin Forsyth. Le vittime del dirigente, in questo caso, sono state alcune dipendenti della ONG, le quali hanno reso noto gli episodi attraverso i media. Forsyth, secondo quanto raccontato dalle donne, avrebbe espresso in ripetute occasioni commenti sul modo di vestire delle sue sottoposte e “sulle sensazioni che gli provocavano”. Per il momento si tratta di semplici accuse, senza alcuna prova, ma sono bastate a far dimettere il dirigente di Save the Children. Il terremoto mediatico che ha scosso i principali simboli della solidarietà internazionale sembra destinato a durare a lungo e ad avere conseguenze profonde sul mondo delle organizzazioni non governative, nei confronti delle quali, alla luce dei fatti di cronaca, cresce la diffidenza da parte dei Governi, principali finanziatori delle associazioni umanitarie.

La Gran Bretagna ha già già tagliato i fondi da destinare a Oxfam, ma l’ombra della catastrofe economica potrebbe estendersi anche sulla Croce Rossa: 21 dei suoi dipendenti si sono dimessi o sono stati licenziati recentemente per aver offerto prodotti alimentari, destinati alla popolazione indigente, in cambio di favori sessuali. La notizia è stata diffusa dal direttore dell’ONG Yves Daccord il quale ha aggiunto che sono stati presi gli stessi provvedimenti adottati dalla Oxfam: la creazione di un codice etico e corsi di formazione per gli operatori. Provvedimenti che, tuttavia, non sono bastati ad evitare che il governo di Haiti sospendesse per due mesi l’ONG britannica, in attesa della conclusione delle indagini su coloro che hanno operato ad Haiti durante il terremoto del 2010. L’impressione che le organizzazioni non governative non riescano del tutto a controllare l’operato degli attivisti si consolida ad ogni nuovo scandalo, ed è difficile immaginare che i suoi vertici riescano a risolvere un problema di natura strutturale in breve tempo.