Una perla di architettura tra 300 km di piste da sci, la Val Venosta stupisce!

Per godersi l’ultima neve in un regno di sport invernali, il Romantik Hotel Weisses Kreuz di Burgusio (BZ), gioiello architettonico protetto dai Beni Culturali.

di Ram

 

_E2F5360_980b170aeaBolzano, 31 gennaio – Si respira il trascorrere dei secoli tra i dettagli antichi che fanno parte della Tenuta ZumLöwen, una delle due strutture del gioiello architettonico del Romantik Hotel Weisses Kreuz, nel cuore storico di Burgusio (BZ), tra le vette innevate della Val Venosta. È un incrocio sorprendente di tradizione e design, nato come magazzino per il fieno e deposito agricolo, poi arricchito di ambienti gotici tipici dell’architettura tedesca e restaurato nel 2013 in collaborazione con l’ufficio dei Beni Culturali della Provincia di Bolzano. Ospita nove esclusive suite. L’edificio principale era invece un hotel già dall’800 ed è gestito dalla famiglia Theiner da cinque generazioni. È dotato anche di una terrazza panoramica all’aperto con idromassaggio a 36° e vista tra le vette. Il tutto forma un complesso originale dove l’ambiente alpino di mescola armonicamente con elementi urbani e che non a caso ha ricevuto già notevoli riconoscimenti in campo architettonico: il D-Prize 1, Premio interiore architettura “ExpoSynergy” di Milano, il riconoscimento della Fondazione Architettura Alto Adige ed importanti articoli su riviste specializzate. Intorno questo scrigno di arte e di storia si sdraiano sulle montagne le piste da sci del Monte Watles e quelle di Belpiano (nella vicina Nauders, in Austria). Trecento km di tracciati si snodano tra i 16 comprensori dell’Ortler skiarena, mentre a partire dall’hotel ci si può organizzare scegliendo tra i diversi e suggestivi tour di scialpinismo, che permettono di raggiungere picchi che toccano quasi i 3mila metri di altitudine. Il Lago di Resia, poco distante dal Romantik Hotel Weisses Kreuz è una tavola ghiacciata in cui aquiloni colorati trascinano sul soffio del vento gli amanti dello snowkiting su ghiaccio. I più romantici non possono rinunciare ad un giro in slitta trainato dai cavalli intorno al bellissimo Lago di San Valentino. E tante sono le opportunità per escursionisti e esploratori della montagna con ciaspole ai piedi. Per vivere al meglio l’ultima neve coniugando lo sport e il lusso di soggiornare in una residenza preziosa, si può cogliere l’offerta di una settimana “Sulle nevi della Val Venosta” dall’8 al 15 febbraio o dal 22 al 29 marzo 2015.

Per info www.weisseskreuz.it

 

Alle FAM di Agrigento “Andrea Di Marco | Endemico”

La Sicilia celebra, a due anni dalla prematura scomparsa, Andrea Di Marco. In mostra trenta opere di uno tra i protagonisti della Scuola di Palermo

di Ram

 

news_43882_andrea_di_marcoRoma, 30 gennaio – Il ricordo di uno tra i più interessanti artisti italiani della sua generazione. Per la prima grande esposizione a lui dedicata dopo la prematura scomparsadal 28 marzo al 14 giugno 2015, le Fabbriche Chiaramontane (FAM) di Agrigento accolgono Endemico, mostra che omaggia il talento di Andrea Di Marco (Palermo, 1970-2012), animatore insieme a Fulvio Di Piazza, Alessandro Bazan e Francesco De Grandi della cosiddetta Scuola di Palermo, uno degli episodi più recenti e fortunati legati alla pittura figurativa italiana. Inaugurazione sabato 28 marzo, ore 18.30. Trenta le opere scelte da Alessandro Pinto e Alberto Zanchetta, curatori della mostra organizzata dall’associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento (che dal 2001 gestisce ad Agrigento gli spazi delle FAM) e dall’Archivio Andrea Di Marco per raccontare la parabola artistica di Di Marco. Con particolare riferimento alla sua produzione più recente, partendo dal fondamentale Big Boy dipinto nel 2008 per la XV Quadriennale di Roma e arrivando alle ultime tele, diverse delle quali in prestito da collezioni private estere e per la prima volta esposte in Italia. “Scuola” di nome ma non di fatto quella palermitana, etichetta critica a tratti anche sofferta dai suoi protagonisti: forti di spiccate individualità, orgogliosi di una pluralità di voci capace però di esprimersi in modo corale; uniti da un solido rapporto umano, da un’amicizia che andava oltre il semplice confronto e scambio tra artisti. Lo dimostrò, nel 2001, la fondamentale mostra Palermo Blues, collettiva che segnò ai Cantieri della Zisa un momento di straordinaria vivacità per la scena artistica del capoluogo. E non solo. Per questo la mostra di Agrigento appare come l’abbraccio, da parte della sua terra, ad un artista che ha saputo tratteggiarne gli aspetti più intimi e delicati. Nelle tele di Andrea Di Marco non c’è la Sicilia delle antiche tradizioni popolari, delle ritualità, della vibrante e contagiosa socialità che si respira nei vicoli delle sue nobili e affascinanti città. Eppure ogni inquadratura, ogni scorcio, è inequivocabilmente e magnificamente siciliano: lo sono   i frammenti urbani di struggente malinconia, gli anonimi brandelli di periferie, spesso sospesi nella caligine di interminabili estati mediterranee. Stazioni di servizio, parcheggi e cortili elevati ad aree di scavo da cui emergono lacerti di commosse archeologie contemporanee. L’Uomo non compare mai nelle opere di Di Marco. Ma la sua è un’assenza simulata, fittizia, perché si manifesta nel pietoso imbarazzo di oggetti spogliati della propria funzione: esauste pompe di benzina e scheletrici banchetti di ambulanti, sedie e poltrone abbandonate sul marciapiede in attesa della discarica, ombrelloni ripiegati, saracinesche abbassate, roulotte e Ape Car posteggiati sul ciglio di strade deserte. Alla mostra, che ha il patrocinio del Comune di Agrigento, è dedicato un ampio catalogo (Silvana Editoriale) con i saggi critici dei curatori, Alessandro Pinto e Alberto Zanchetta.

 

Milano, distretti Urbani del Commercio, Associazioni e consumatori insieme nel “Patto per Expo”

Pisapia e Sangalli: “L’Esposizione sarà un appuntamento etico e attento ai bisogni dei visitatori” 

di Ram
expo_data_payoff_ita_6031Milano, 29 gennaio  – Un’Expo all’insegna dell’etica del lavoro, dell’impresa e della valorizzazione del Made in Italy,  propone servizi di qualità e prezzi chiari per i turisti e i visitatori che arriveranno a Milano per l’Esposizione Universale . Questi alcuni degli obbiettivi del ‘Patto per Expo’, il documento presentato oggi dal Sindaco Giuliano Pisapia con i rappresentanti delle principali Associazioni di categoria, dei Distretti Urbani del Commercio e di 17 Associazioni dei Consumatori. Un patto che rientra nelle più ampia strategia di accoglienza promossa dall’Amministrazione nel quadro del programma di Expo in Città.
“Expo è una grande occasione per tutti, per il territorio, per i cittadini, per i visitatori e per chi dà servizi. Mettere insieme le forze e le eccellenze di tutti i sottoscrittori è il risultato di un percorso comune verso un unico obiettivo: la buona riuscita dell’Esposizione universale. Il Sistema Milano che vede in questo caso il coinvolgimento di istituzioni, associazioni di categoria del mondo del commercio e dei consumatori dimostra la capacità di saper valorizzare l’offerta della città. Grazie alla collaborazione di tutti Milano è già pronta a presentarsi al mondo come  una città internazionale, aperta, accogliente, vivace e ambiziosa”, ha affermato il Sindaco Giuliano Pisapia. “Con il Patto per Expo, che si affianca a Expo in Città, il mondo delle imprese milanesi fa un passo in avanti per migliorare l’accoglienza in vista dell’Esposizione Universale – ha dichiarato il Presidente di Camera di commercio Milano, Carlo Sangalli – I nostri esercizi commerciali, bar, ristoranti, alberghi, artigiani, potranno diventare, così, punti informativi dell’evento, impegnandosi, ad esempio, alla conoscenza di base dell’inglese, alle aperture festive, alla trasparenza dei prezzi e alla cultura della cortesia. Questo Patto fa parte della ‘eredità di Expo’, perché l’immagine che lasceremo ai visitatori è il nostro migliore investimento per il futuro di Milano e del Paese”. “Grazie alla sottoscrizione di questo Patto che vede coinvolti tutti i principali soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, contribuiscono ad elevare il livello qualitativo dell’accoglienza in città, Milano si prepara al meglio a rispondere ai bisogni e necessità dei visitatori di Expo 2015 provenienti da tutto il mondo”. Così l’Assessore al Commercio, Attività produttive e Turismo Franco D’Alfonso che prosegue: “Una sfida importante per rendere Milano città internazionale in grado di competere per qualità dei servizi e disponibilità dei suoi operatori oltreché valorizzare e far scoprire il suo patrimonio, in particolare quello della tradizione milanese fatta di altissime professionalità nel commercio, nell’artigianato e di  tutte le eccellenze eno-gastronomico del territorio”.  I contenuti proposti dal “Patto per Expo” si pongono come valido strumento di marketing volto alla valorizzazione dell’immagine e al riposizionamento a livello internazionale della Città Metropolitana di Milano. Il documento impegna i soggetti sottoscrittori a garantire e monitorare la qualità dei servizi erogati nei vari ambiti: dall’accoglienza alla somministrazione di cibi e bevande, passando dalla vendita al dettaglio alla grande distribuzione sino alle attività artigianali, il tutto nel rispetto delle culture e delle diverse etnie dei visitatori. L’impegno si allarga anche alla promozione, sia dell’evento Expo Milano 2015 che della città, dalla sua offerta culturale al suo patrimonio artistico e gastronomico nonché artigianale. Una valorizzazione che passa attraverso l’attenzione al visitatore espressa con servizi di qualità, distribuzione di materiale informativo multilingue, oltre a sconti e promozioni riservate a chi sarà in città durante e dopo il periodo di Expo 2015.  Nell’ambito delle attività di somministrazione di alimenti e bevande il “Patto per Expo” si tradurrà, ad esempio, nel garantire la presenza di menù turistici, con prezzi chiari e trasparenti, ispirati alle tematiche di Expo o espressamente dedicati ai bambini, oltre ad accompagnare gratuitamente ogni servizio al tavolo con un bicchiere d’acqua “del Sindaco”. Saranno inoltre valorizzati i prodotti dell’eccellenza gastronomica lombarda. Anche per la vendita nei negozi di vicinato sarà garantita l’esposizione di listini con prezzi chiari e multilingue relativi alla merce in vetrina, soprattutto in periodo di saldi, nonché saranno evidenziati i metodi di pagamento accettati. I negozi potranno dotarsi del riconoscibile “sacchetto del turista Expo” per la propria clientela. Gli artigiani si impegneranno nella promozione di percorsi che, oltre a valorizzare i prodotti dell’eccellenza lombarda, conducano i visitatori alla scoperta della produzione locale e delle botteghe storiche della città.  Per la grande distribuzione, invece, l’adesione al Patto per Expo ha come obiettivo la diffusione di messaggi audio e video e, dove possibile anche con corner dedicati, le informazioni sull’appuntamento di Expo Milano 2015. Azioni simili verranno attuate anche nei mercati comunali coperti e scoperti.  Il Patto per Expo vede coinvolte tutte le 17 Associazioni dei consumatori presenti sul territorio della Città metropolitana al fine di realizzare una serie attività ed eventi educativi per una visita consapevole dell’Esposizione Universale, nonché guide informative particolarmente attente alle esigenze dei visitatori stranieri, orientandoli nella ricerca di alloggi, nell’utilizzo del trasporto pubblico e dei servizi di mobilità, sino agli acquisti e la gestione di emergenze.  Importante sarà il contributo del monitoraggio costante sul livello qualitativo dei servizi di accoglienza e degli hotel della città anche attraverso la realizzazione di una App finalizzata a raccogliere opinioni e giudizi dei visitatori.  Per il successo del “Patto per Expo” fondamentale sarà l’apporto dei 13 DUC (Distretti Urbani del Commercio) presenti in città poiché rappresentano veri e propri incubatori delle eccellenze territoriali e urbane a livello locale. Il loro compito sarà quello di proporre eventi e manifestazioni capaci di esaltare le peculiarità di ogni singolo distretto, dal design del DUC Brera all’accoglienza del DUC Galleria, passando per l’offerta di intrattenimento e vita notturna del DUC Navigli, sino alle opportunità di shopping dei DUC Buenos Aires e Vercelli-De Angeli. Il DUC Isola punterà sulla valorizzazione della produzione artigianale, mentre il DUC Giambellino valorizzerà il rapporto tra la città e la sua campagna con percorsi alla scoperta delle cascine e dei loro sapori.  Il Comune di Milano, oltre a garantire il rispetto dei contenuti del Patto sottoscritto, sarà promotore di una campagna di comunicazione per la diffusione delle iniziative promosse dai singoli aderenti al Patto, e incentiverà l’uso di vetrofanie, piattaforme informatiche e totem informativi che agevolino i visitatori nella scoperta della città e della sua offerta. Il Comune, infine, sarà impegnato nel contrasto alla microcriminalità, contraffazione e abusivismo per salvaguardare i visitatori garantendo loro servizi e acquisti certificati che rappresentano la migliore espressione del Made in Milano e del Made in Italy. 

 

Omicidio Elena Ceste: è stato il marito

Michele Buoninconti, marito della Ceste uccisa un anno fa, arrestato con l’accusa di di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere

di Kat

Elena-CesteRoma, 29 gennaio – I carabinieri di Asti, dopo un anno dalla morte di Elena Ceste, hanno arrestato il marito 37enne Michele Buoninconti con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. L’uomo era già iscritto nel registro degli indagati dal 20 ottobre scorso, data in cui venne ritrovato il cadavere della moglie presso un canale a un chilometro dalla loro abitazione. Secondo quanto riferito dal comandante dei carabinieri di Asti, il colonnello Fabio Federici, “la donna sarebbe deceduta per morte violenta nella sua abitazione. Escludiamo l’annegamento. Probabile l’asfissia”.  Sembrerebbe che la donna sia stata uccisa in casa e trasportata, in un secondo momento, nel luogo in cui è stato ritrovato il cadavere.  Oggi 29 gennaio, il gip di Asti Giacomo Marson ha accolto la richiesta del pm Laura Deodato e ha arrestato il marito della donna, la cui versione era risultata poco credibile fin dall’inizio. Elena Ceste venne uccisa il 24 gennaio 2014, lo stesso giorno in cui il marito ne denunciò la scomparsa. Michele ne da l’allarme quando  tornò a casa alle 9, dopo aver accompagnato i figli a scuola. Secondo il suo racconto, Elena si sarebbe allontanata a piedi, senza portare né gli occhiali da vista né il cellulare, né la giacca che di solito indossava per uscire. Altro strano particolare: Michele sosteneva di aver trovato i vestiti della moglie dietro il cancello nel cortile di casa. Secondo quanto scritto dal Gip nel mandato di arresto, Michele Boninconti ha messo in piedi un “castello di menzogne” con  “vani tentativi di depistaggio” per allontanare da se tutti i sospetti di aver ucciso la moglie.

Piacenza, a Carnevale, uno scherzo medievale

Il 15 e il 22 febbraio 2015, un’apertura straordinaria del Parco delle Fiabe per festeggiare il Carnevale al Castello di Gropparello (PC)

di Ram

 

gropparello-carnevalePiacenza, 29 gennaio – A voler davvero ascoltare, quello del Carnevale non è solo un invito a mascherarsi in maniera più o meno bizzarra ma anche un appello ad usare i costumi e i travestimenti per costruire storie di epoche lontane o immaginarie. E non esiste luogo migliore di un antico castello medievale, circondato da un vero e proprio Parco delle Fiabe, per mettere in scena avventure che, uscite direttamente dalla fantasia dei bambini, risvegliano e possono contare sulla presenza di maghi, cavalieri, fate e di tutte le creature che abitano tra gli alberi del bosco e le mura secolari. Ecco quindi che, il 15 e il 22 febbraio 2015, il Castello di Gropparello, in provincia di Piacenza, riporta indietro le lancette del Carnevale, invitando a corte una nutrita schiera di personaggi fantastici di epoche lontane, per costruire tutti insieme l’ennesima fiaba antica all’interno di mura che resistono all’assalto della modernità. I visitatori saranno trascinati in questo viaggio a ritroso nel tempo, che comincia alle 10.00, con l’apertura straordinaria del Parco delle Fiabe, teatro di un avventura nel bosco, con le visite storiche al castello e con il trucco e parrucco per i bambini mascherati. Alle 15.00, la sfilata al castello guidata dal tamburino reale è l’ideale preludio ad una nuova avventura in costume, al termine della quale, si ritorna alla realtà con un merenda a base di chiacchiere e frittelle. Il costo del biglietto, comprensivo di visita al castello, parco delle fiabe con avventura e merenda, è di 18,50 euro per gli adulti e 15 per i bambini. E per chi arriva in costume, sconto di un euro e trucco bimbi incluso nel prezzo. Ultimo ingresso utile per partecipare a tutto il programma, alle ore 14.00.

 

Milano, nasce una Casa dove educare con l’arte i ragazzi a rischio di esclusione sociale

La Casa dell’ArtEducazione sorgerà vicino al Parco Trotter, presso la scuola media Rinaldi

Di Ram

news_34365_imageMilano, 29 gennaio  – Una Casa dedicata ai ragazzi a rischio esclusione sociale, dove attraverso l’arte saranno realizzati progetti pedagogici alla scoperta della bellezza. La Casa dell’ArtEducazione rappresenterà il primo luogo in Italia dove l’arte sarà il fulcro vitale dell’educazione, e non solo un metodo per ‘intrattenere’ i ragazzi. Qui sarà offerta la possibilità di esprimersi attraverso la musica, il teatro, le arti figurative e visive a bambini e ragazzi (dagli 11 ai 18 anni), a rischio di esclusione sociale (difficoltà economiche, dispersione scolastica, bullismo, criminalità e/o droga, violenza, etc…). Ma non solo. La Casa dell’ArtEducazione sarà aperta a tutti i cittadini milanesi. In questo luogo si svilupperà una solida rete per la città, dove si intrecceranno l’azione sociale, l’azione istituzionale, la produzione di conoscenze, istruzione, cultura e formazione professionale. La Casa dell’ArtEducazione si inaugurerà nelle prossime settimane a Milano, presso la scuola secondaria di primo grado Rinaldi, in via Pontano 43, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Casa del Sole, vicino al Parco Trotter, in Zona 2. Il progetto della Casa dell’ArtEducazione, presentato oggi a Palazzo Marino, è nato su ispirazione del progetto brasiliano del Centro di Accoglienza dell’Axé, che si trova a Salvador de Bahia. Tra i due centri ci sarà un confronto costante, ma la metodologia pedagogica si articolerà in interventi contestualizzati alla città di Milano e alle sue necessità e culture. Finora sono già 30 i ragazzi coinvolti attraverso gli educatori di strada e altri 30 attraverso gli insegnanti nelle scuole del quartiere.  “La Casa dell’ArtEducazione sarà un luogo speciale per Milano: – ha spiegato l’assessore all’Educazione e istruzione Francesco Cappelli – qui anche i ragazzi che vivono situazioni di disagio sociale ed economico potranno esprimersi attraverso l’arte, la musica, il teatro scoprendo un nuovo modo di comunicare e di relazionarsi con se stessi e gli altri. Siamo lieti di ospitare un progetto di così alto valore educativo e culturale in una scuola del Comune. La Casa darà ulteriore valore al quartiere di via Padova, già così ricco e vivace socialmente. Un progetto pilota che diventerà un punto di riferimento anche per altre città italiane”. La Casa sarà così un luogo di formazione, di scambio di pratiche, un luogo in cui l’arte contaminerà le strade, le scuole, il quotidiano dei ragazzi ad alto rischio che vivono in città. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Milano, Coop. Tempo per l’infanzia, ForMattArt, ICS Giacosa, Progetto Axé e Università di Torino, grazie ai contributi della Fondazione Cariplo e Fondazione Alta Mane Italia. La Casa, inoltre, intende anche riconoscere a educatori, assistenti sociali e insegnanti il diritto fondamentale alla formazione professionale, nella convinzione che solo professionisti qualificati sono la garanzia per un’azione di educazione di qualità rivolta a chi non ha nulla o ha molto poco. La Casa intende configurarsi come un polo di riferimento a livello internazionale per la formazione in ArtEducazione. In questi giorni si sta svolgendo un corso di formazione professionale per gli operatori, che si concluderà il 30 gennaio, a cui partecipano psicoterapeuti importanti come Gustavo Pietropolli Charmet e grandi artisti come Dori Ghezzi.

 

Ferrara, ‘L’Arte per l’Arte’ al Castello Estense

Il monumento simbolo della città di Ferrara farà da cornice alle opere di Giovanni Boldini e Filippo de Pisis

Di Ram

castello_595x264Ferrara, 29 gennaio – A partire dal 31 gennaio 2015 al Castello Estense sarà allestita una galleria di capolavori di due grandi pittori ferraresi che furono interpreti della scena artistica internazionale tra Otto e Novecento, Giovanni Boldini e Filippo de Pisis.
Il monumento simbolo della città di Ferrara farà da cornice alle opere dei due artisti selezionate dalle collezioni delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari a Ferrara.
Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis intende riconsegnare al pubblico un incredibile patrimonio rimasto celato in seguito al terremoto del 2012 e sottolineare il rilievo della pittura moderna ferrarese attraverso due figure di statura internazionale. L’obiettivo degli organizzatori e degli enti curatori è quello di far vivere i musei nonostante la chiusura della loro sede. Più che una mostra sarà, infatti, un allestimento semitemporaneo che potrà essere visitato sino alla riapertura delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea a Palazzo Massari, ora in corso di restauro.
Le sale fastosamente decorate dell’appartamento di rappresentanza al piano nobile del Castello Estense e i celebri “Camerini del Principe” saranno così la sede temporanea di due percorsi monografici che esplorano l’intera parabola creativa di Boldini e De Pisis. I musei ferraresi conservano, infatti, i più ricchi e completi fondi dei due artisti, testimoni di ogni aspetto della loro ricerca: olii, pastelli e acquerelli, studi e annotazioni boldiniani, così come i dipinti depisisiani verranno messi in dialogo secondo due linee di lettura che restituiranno un intenso ritratto delle personalità artistiche dei due maestri ferraresi.
Il percorso espositivo si svilupperà a partire dalle sale del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie, con dipinti, opere su carta e documenti appartenuti a Boldini, dando risalto al suo ruolo di spicco nel rinnovamento della pittura italiana e internazionale: innanzitutto le prove nella Firenze dei Macchiaioli, invenzioni di sorprendente immediatezza quali Le sorelle Lascaraky; poi la produzione successiva all’approdo nella Parigi degli impressionisti, in cui spiccano brillanti evocazioni delle atmosfere della vita moderna – da Notturno a Montmartre alla Cantante mondana – testimoni del confronto con Degas; infine, le icone della ritrattistica boldiniana – come il Ritratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d’artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa – che sanciscono l’affermazione della cifra stilistica con cui Boldini si impone come un protagonista incontestato della ritrattistica in Europa e oltreoceano. L’esposizione presenterà, in una affascinante sequenza, i volti delle protagoniste della Belle Époque, da Madame Lydig alla Contessa de Leusse a Olivia de Subercaseaux Concha, e degli amici artisti, come Degas, Menzel e Whistler.
I Camerini, abitualmente non aperti al pubblico, ospiteranno la seconda parte dell’allestimento, dedicata a un altro talento ferrarese attivo sul palcoscenico parigino. A raccontare il percorso creativo di De Pisis saranno le opere che sono entrate a far parte della raccolta ferrarese soprattutto grazie all’attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta. Aprono la narrazione preziose testimonianze del periodo giovanile, da Natura morta col martin pescatore dipinta a Ferrara prima del trasferimento nella capitale francese, a Le cipolle di Socrate, rivelatrice della riflessione di De Pisis sull’incontro con De Chirico e la pittura metafisica. Seguono i capolavori del periodo parigino che raccontano la nascita di un linguaggio altamente personale, pure invenzioni liriche, come le nature morte marine e Il gladiolo fulminato, o trascrizioni pittoriche delle brucianti emozioni che l’esperienza della Ville lumière procura al pittore, quale Strada di Parigi. Il cerchio si chiude con la produzione successiva al rientro in Italia, penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro e poi i commoventi capolavori dell’ultima stagione – La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio – nei quali la poesia delle immagini si spoglia fino all’essenziale.
Un altro fondamentale apporto alla valorizzazione del patrimonio delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea verrà infine offerto dalla pubblicazione dell’edizione critica della corrispondenza boldiniana conservata presso il Museo Giovanni Boldini a cura di una delle conservatrici, Barbara Guidi, che rappresenta un prezioso strumento scientifico per l’evoluzione degli studi sul pittore ferrarese.

Unicef presenta “Humanitarian Action for Children” 2015

Un appello per raccogliere 3,1 miliardi di dollari per raggiungere 62 milioni di bambini a rischio nelle crisi umanitarie nel mondo

 

hac2012_hp_lead_imageRoma, 29 gennaio  – L’UNICEF presenta il Rapporto sull’intervento umanitario 2015 (“Humanitarian Action for Children”), un appello per raccogliere 3,1 miliardi di dollari per raggiungere 62 milioni di bambini a rischio nelle crisi umanitarie nel mondo; si tratta del più grande appello nella storia, 1 miliardo di dollari in più rispetto allo scorso anno. Più di 1 bambino su 10 nel mondo – circa 230 milioni – vive attualmente in paesi o aree colpite solo da conflitti armati.

La risposta UNICEF  alle emergenze globali comprende:

–          curare 2,7 milioni di bambini dalla malnutrizione acuta grave;

–          vaccinare 13,6 milioni di bambini contro il morbillo;

–          fornire a 34,3 milioni di persone accesso all’acqua sicura;

–          proteggere 2,3 milioni di bambini garantendo loro sostegno psicosociale;

–          aiutare quasi 5 milioni di bambini a ricevere un’educazione formale e non formale;

–          fornire a 257.000 persone l’accesso alle informazioni su HIV e AIDS, controlli e terapia;

–          raggiungere 395.000 persone con assistenza in denaro.

 

L’appello dell’Humanitarian Action for Children 2015 dell’UNICEF ha l’obiettivo di raggiungere un totale di 98 milioni di persone, circa due terzi delle quali sono bambini, in 71 paesi. La parte più ampia dell’appello è destinato alla Siria e alla sub-Regione. Oltre 5,6 milioni di bambini all’interno della Siria hanno bisogno di sostegno, più altri 1,7 milioni di bambini hanno abbandonato il proprio paese. L’UNICEF richiede fondi per 903 milioni di dollari per proteggere i bambini a rischio e distribuire aiuti salva vita come vaccini, acqua pulita, servizi igienico sanitari e istruzione. L’UNICEF ha anche richiesto 500 milioni di dollari per accelerare il suo lavoro nei paesi più colpiti dall’Ebola. I fondi saranno impiegati per isolare rapidamente e curare ogni caso, prevenire eventuali scoppi di epidemie e continuare a promuovere comportamenti corretti per prevenire la diffusione della malattia. L’obiettivo per il 2015 è di arrivare a 0 casi di contagio dal virus Ebola e supportare la ripresa delle strutture sociali di base. Per la Nigeria, dove gli attacchi di gruppi armati sono aumentati nell’ultimo anno causando la fuga di 1 milione di persone nel nord est, l’UNICEF richiede 26,5 milioni di dollari. Dopo un anno di conflitto in Ucraina, l’UNICEF ha richiesto 32,45 milioni di dollari per la crisi umanitaria nel paese, dove 5,2 milioni di persone vivono in zone di conflitto, oltre 600.000 persone sono sfollate interne e 1,7 milioni di bambini sono stati coinvolti. “Da disastri naturali fatali, ai conflitti violenti e alle epidemie a rapida diffusione, i bambini nel mondo affrontano una nuova generazione di crisi umanitarie”, ha dichiarato Afshan Khan, Direttore dei Programmi d’Emergenza dell’UNICEF. “In prima pagina o nascoste tra le righe, le emergenze provocate da tensioni sociali, cambiamento climatico e malattie colpiscono i bambini come mai prima d’ora”. “Sono appena tornato dalla Siria e dal Libano dove la vita di milioni di bambini è stata sconvolta,” ha detto Afshan Kahn. “Negli ultimi quattro anni, questi bambini sono stati colpiti ogni giorno da violenza e morte e sono stati lasciati fuori dalle cose fondamenti della loro vita, come la salute, l’istruzione e la protezione.  Questo appello aiuterà ad assicurare un futuro non solo ai bambini della Siria, ma a tutti i bambini nel mondo che sono colpiti da crisi umanitarie.” L’appello è a favore anche di crisi enormemente sotto finanziate e dimenticate dove i bambini hanno un disperato bisogno di aiuto – compreso l’Afghanistan (nel 2014 finanziato per il 35%), lo Stato della Palestina (nel 2014 finanziato per il 23%) e il Niger (nel 2014 finanziato per il 35%). “Questo è un appello per i bambini più vulnerabili, ovunque essi siano”, ha continuato Khan. “Lì dove un bambino nasce dovrebbe poter determinare il suo destino. Dobbiamo dare adesso servizi vitali e cure ai bambini che hanno estremo bisogno di aiuto, provvedere a realizzare operazioni che consentiranno loro di creare un futuro di pace. Questo appello non è stato lanciato solo per un’immediata azione umanitaria, ma anche perché gli investimenti sul breve periodo avranno benefici di lungo periodo”. “Nel 2014 – ricorda il Presidente dell’UNICEF italia Giacomo Guerrera – l’UNICEF ha raggiunto milioni di bambini con assistenza umanitaria – attraverso vaccinazioni contro il morbillo per 16 milioni di bambini, cure per la malnutrizione acuta per 1,8 milioni di bambini, sostegno psicologico per almeno 2 milioni di bambini e accesso all’acqua potabile per 13 milioni di persone. 2 milioni di bambini hanno anche ricevuto un’istruzione di qualità – parte cruciale della risposta all’emergenza dell’UNICEF perché aiuta a restituire ai bambini un senso di normalità e di speranza per il futuro. Un numero sempre più grande di bambini sta affrontando conflitti complessi e distruttivi, disastri naturali e altre emergenze, compresa l’epidemia di Ebola e per questo sono necessarie sempre più risorse. Non possiamo dimenticare questi bambini”.

 

 

Milano, ‘Mobilita’: da domani 3 nuove stazioni, BikeMi raggiunge quota 205

Maran: “Il bike sharing si espande sempre di più fuori dal centro città” 
di Ram
bike miMilano, 29 gennaio  – Saranno attive dalle 7.00 di domani, venerdì 30 gennaio, tre nuove stazioni di BikeMi, collocate tra via Farini e via Quadrio, in piazza Bonomelli e tra viale Brianza e via Venini. Tutte e tre saranno di tipo monofacciale e metteranno a disposizione 36 stalli. Il servizio di bike sharing raggiungerà così quota 205 stazioni attive in città, con 3.600 bici gialle in circolazione.
“La rete di BikeMi continua ad espandersi fuori dal centro e a raggiungere nuovi quartieri della città – dichiara l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran -.  I 2 milioni e mezzo di prelievi nel 2014 dimostrano come i milanesi ormai utilizzino la bici abitualmente per spostarsi in città. Con l’arrivo della bella stagione, inoltre, arriveranno nuove stazioni e le biciclette elettriche, e i ciclisti potranno riscoprire alcuni itinerari straordinari di Milano anche grazie alla realizzazione delle Zone 30”.
Sono 70 le nuove stazioni in arrivo nei prossimi mesi. In particolare, per l’Esposizione Universale saranno installate 44 stazioni sull’asse di corso Sempione e nelle aree di Mac Mahon, Bovisa, Villapizzone, Lotto, Gattamelata, Castelli. Inoltre al gate di ingresso all’Esposizione Universale di Merlata verranno posizionate 7 stazioni che, alla fine dell’evento, saranno ricollocate in altre zone della città. Altre 26 stazioni saranno poste nei mesi successivi in zona Bicocca, Lancetti, Maciachini, Fulvio Testi e F.N. Domodossola. Tutte le stazioni saranno attrezzate per ospitare le 1.000 biciclette elettriche in arrivo per Expo.

Calabria, Eugenio Ripepe: ‘Troppo rigido il sistema fiscale per veicoli storici’

AC, Il Presidente Ripepe chiede un incontro con i vertici della Regione Calabria e della Provincia di Catanzaro

 

aciCatanzaro, 28 gennaio – Nei giorni scorsi il Presidente dell’Automobile Club Catanzaro (Eugenio Ripepe), ha inviato una lettera ai Presidenti della Giunta e del Consiglio della Regione Calabria (Oliverio e Scalzo) e a quello dell’Amministrazione Provinciale Bruno in relazione alle novità introdotte dalla legge di stabilità 2015 entrata in vigore dal 1 gennaio che ha reso molto più rigido, forse troppo, per gli appassionati, (quelli autentici), il sistema fiscale che regola il settore dei veicoli storici, per cui prima potevano godere dell’ esenzione della tassa di possesso e dell’ IPT sulle pratiche per la compra-vendita. Da questo anno, pertanto, le moto e le auto di età compresa tra i 20 e i 30 anni, anche se certificate come storiche, dovranno pagare la tariffa piena, come quella prevista per le auto e le moto di recente immatricolazione. Da tempo l’ACI ha tentato e continua a tentare di fare chiarezza sull’argomento per ottenere norme che realmente favoriscono i collezionisti o meglio ancora il semplice appassionato di auto storiche, garantendo nel contempo al paese e quindi alla ns. Regione di mantenere il patrimonio del vero parco auto d’interesse storico. Temevamo da tempo che  l’abuso di qualche associazione, sempre più proiettata a fare cassa che,  a tutelare realmente la storia, la cultura e la passione delle auto, alla fine causasse l’intervento del Governo con l’adozione di provvedimenti, probabilmente  troppo drastici, ma nel chiaro tentativo di mettere fine al fenomeno dei “finti collezionisti”, a quelli cioè che circolano con inquinanti catorci, realizzati a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, privi di alcuno interesse storico e con l’unico scopo di risparmiare sulla tassa automobilistica e sull’ RC Auto. In ogni caso essendo la tassa di possesso un tributo regionale e l’ IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) di Competenza provinciale  ed essendo a conoscenza che in questi giorni molte Regioni e Province hanno adottato apposite leggi, per evitare il depauperamento del patrimonio delle auto e moto storiche, presenti sul proprio territorio, il Presidente Ripepe ha chiesto  di valutare l’opportunità di adottare una norma che automaticamente per il semplice fatto di essere proprietari di una auto o una moto d’interesse storico-collezionistico e ad uso sportivo, possa godere dei benefici a tuteli degli appassionati Calabresi, evitando gli immancabili speculatori. A tale scopo,lo stesso Ripepe ha fatto presente che l’Automobile Club d’Italia,Ente Pubblico istituzionale del settore, da qualche anno ha insediato un’apposita commissione di esperti per definire un albo di automezzi, immatricolati tra il 1985 e il 1995, che a giorni metterà a disposizione di tutti gli Enti interessati, evitando speculazioni sull’argomento.

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