Venezuela, la Ue riconosce il leader anti- Maduro, Juan Guaidó.Ma il grillino Di Battista non è d’accordo


L’Italia non si esprime sulla crisi venezuelana. Ma in seno ad una miniplenaria sul caso passa, con 439 sì, 104 no e 88 astensioni, una risoluzione della Ue che riconosce il ruolo ad interim di presidente dell’Assemblea nazionale a Juan Guaidó. La preoccupazione del Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani per le sorti del Venezuela

«No a sanzioni e ultimatum dell’UE». E’ questo il parere di Alessandro Di Battista che, in occasione del gran galà di presentazione dell’associazione UCAI (Unione delle Comunità Africane in Italia) tenutosi a Tivoli, alle domande sulla crisi in Venezuela, ha sostenuto che le vicende di politica interna “sono affari dei venezuelani” e, per tale ragione, l’UE o chiunque altro non dovrebbe cercare di imporre nuove elezioni presidenziali in quel paese attraverso sanzioni o ultimatum. «Chi è l’Unione Europea per poter dare ultimatum al governo venezuelano?- ha affermato Di Battista- Io sono a favore della sovranità del Venezuela. Se si insiste con gli ultimatum, con le sanzioni, col congelamento dei beni del Venezuela, il prossimo  passo è la guerra. Come è accaduto in Libia». Le tesi dell’esponente dei 5Stelle si riferiscono evidentemente  alla attuale risoluzione del Parlamento Europeo che riconosce ufficialmente il leader dell’opposizione venezuelana, Juan Guaidó, presidente ad interim dell’Assemblea Nazionale del  Venezuela, in attesa di nuove elezioni democratiche.

Una posizione quella di Alessandro Di Battista,  opposta a quella di Forza Italia che esprime preoccupazione per l’attuale crisi politica che è ormai sfociata in una guerra civile in Venezuela.  “Spiace che il M5s Europa, la Lega e molti del Pd si siano astenuti, senza schierarsi contro la dittatura di Nicolas Maduro”, – ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani subito dopo la votazione che ha dato il sostegno europeo a Guaidò – “Serve un messaggio forte dell’Italia per difendere la democrazia in Venezuela, dove c’è una dittatura efferata”. Un messaggio che secondo Di Battista, per evitare ulteriori spargimenti di sangue nel Paese latino, si deve ispirare ad una pacifica mediazione come quella proposta da Messico e Uruguay, che hanno convocato per il prossimo 7 febbraio una conferenza internazionale a Montevideo, per riunire “i principali paesi ed organizzazioni internazionali” che condividono con loro “una posizione neutrale” rispetto alla crisi in Venezuela.


Nel frattempo la popolazione venezuelana è allo stremo delle forze e la fame e la carenza assoluta di medicine rende davvero difficile la sopravvivenza. Sono 40 i morti nell’ultima settimana durante gli scontri tra i cittadini e le forze armate e  tra il 21 e il 26 gennaio sono state arrestate 850 persone, tra cui 77 minori, arresti immotivati che hanno raggiunto il culmine il 23 gennaio quando circa 700 persone sono state fermate in concomitanza dell’ auto proclamazione di Juan Guaidò come presidente ad interim. E nella capitale Caracas allo sbando politico, imperversano anche gang di criminali che commettono ogni tipo di sopruso ai danni di una popolazione già enormemente vessata.

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