Attualità
Un team tutto al femminile, l’organizzazione della 53ª edizione dei Premi Internazionali Flaiano
Carla Tiboni guida la complessa macchina organizzativa dei prestigiosi Premi Internazionali Flaiano (Pescara) giunti ormai alla 53ª edizione.
di Angela Celesti
Carla Tiboni guida la complessa macchina organizzativa dei prestigiosi Premi Internazionali Flaiano (Pescara) giunti ormai alla 53ª edizione. Figlia del fondatore Edoardo Tiboni, giornalista fervido e instancabile, critico letterario, un visionario che nella sua lunga carriera di direttore RAI della sede Abruzzo Molise, seppe riunire i più interessanti e qualificati intellettuali, scrittori, musicisti, fondando con Ennio Flaiano e altre menti prestigiose la Società del Teatro e della Musica. Ma Tiboni, abruzzese doc, spazia in tutti i settori della cultura, creando festival, fondando istituti dedicati, non trascurando mai i grandi nomi che ebbero i natali in questa terra da lui tanto amata, come Gabriele D’annunzio (Centro Nazionale di Studi dannunziani).

Quando a soli 62 anni un improvviso attacco di cuore, era il 1972, portò via Ennio Flaiano, l’intellettuale più brillante, il maestro della battuta folgorante, il sognatore disincantato, il cinico malinconico che seduceva le menti dei grandi del suo tempo – definito da Fellini “una miniera di idee” -, EdoardoTiboni trovò il modo migliore di celebrarlo, fondando un’Associazione culturale e un premio con il suo nome: “Flaiano”. Un atto d’ amore che dura dal 1973 con 53 edizioni e un numero infinito di Pegaso d’Oro, passati nelle mani dei più grandi attori, sceneggiatori, registi, giornalisti del panorama culturale italiano. Cento cartelle di un articolo, non potrebbero descrivere l’arguzia e l’intelligenza di Ennio Flaiano e la rara capacità che aveva nel sintetizzare le “pieghe” del suo tempo, rilevando in anticipo quei vizi, che hanno portato al declino politico e culturale del “nostro tempo”. Un’eredità grandissima quella di Carla Tiboni che ha saputo promuovere con professionalità e passione, caparbietà e grande cuore, questa enorme “macchina” dei Premi Flaiano.

Il 5 luglio scorso, in Piazza della Rinascita a Pescara, la serata conclusiva dei Premi Internazionali Flaiano 2026; un’edizione che ha visto sfilare sul tappeto rosso volti noti di attori del cinema come: Alessandro Gassmann, Rocco Papaleo, Matilda De Angelis, Barbara Ronchi. Assente. ma con la simpatica presenza del figlio Brenno, Michele Placido vincitore del Pegaso d’oro alla carriera. Il regista Marco Bellocchio per la miniserie Portobello, le sceneggiatrici Margherita Spampinato (Gioia Mia), Giulia Calenda e Valia Santella (Prima di noi – Rai 1). Per il Teatro: Sandro Lombardi (Premio alla carriera), Teresa Saponangelo (Sabato, Domenica, Lunedì), Nello Mascia (La Rigenerazione), Arturo Cirillo (Le False Confidenze). Il Premio Internazionale Speciale per la Cultura quest’anno è andato a una delle direttrici d’orchestra più importanti al mondo, la spagnola (madrilena) Silvia Sanz Torre, un riconoscimento che celebra il suo talento e la sua brillante carriera.

Un’ovazione tra il pubblico si è levata per Marco Travaglio al suo primo Pegaso D’Oro per il giornalismo. Singolare e graditissima la presenza ai Flaiano del controcorrente e “antidivo” Zerocalcare, in T-shirt e pantaloni corti, meme del suo personaggio (Due Spicci) a cui mancava l’alterego Armadillo sostituito per l’occasione dal suo amato cane Ziggy, un bastardino che è stato ai suoi piedi per tutta la serata. Una presenza quella di Calcare che ha attratto proprio tutti: giovani e meno giovani, curiosi e intellettuali che come Travaglio hanno sorriso alle sue battute in romanesco, dissacranti e vere che nel clima opprimente del politically correct, ha portato una folata di libertà. Una nota positiva di ammirazione per la presentatrice, ormai storica, Martina Riva, tra le più professionali e preparate, che ha guidato la cerimonia di premiazione in meno di due ore. Un’edizione, quest’anno, come sempre ricca di premiati e premianti, con giurie di qualità e un team al femminile che ha fiancheggiato Carla Tiboni (in primis Romina Remigio) nella grande impresa.
Tutti vanno con piacere a ritirare il Premio Flaiano. Soltanto un anno fa Ferzan Ozpetek dichiarava: “Sarei venuto anche a piedi a ritirare un premio così prestigioso, il più importante per un regista in Italia, poiché porta il nome del grande Flaiano”.
