Attualità
Il problema dell’italiano medio: la demagogia al posto del confronto
Questo fenomeno è particolarmente evidente sui social network, dove spesso le discussioni degenerano rapidamente in slogan, accuse generiche e argomentazioni che hanno poco o nulla a che fare con l’argomento di partenza.
Di Tiziana Primozich
Uno degli aspetti più frustranti del dibattito pubblico italiano è la crescente tendenza a sostituire il confronto sui temi reali con la demagogia. Questo fenomeno è particolarmente evidente sui social network, dove spesso le discussioni degenerano rapidamente in slogan, accuse generiche e argomentazioni che hanno poco o nulla a che fare con l’argomento di partenza.
Basta osservare i commenti sotto qualsiasi post di attualità. Un articolo che parla di trasporti pubblici finisce per trasformarsi in una discussione sull’immigrazione. Un post dedicato alla sanità viene invaso da accuse contro il governo precedente o quello attuale. Una notizia di femminicidio diventa il pretesto per esaltare il gaypride sminuendo il ruolo della famiglia tradizionale a favore di quelle così dette ‘arcobaleno’. Una notizia sportiva diventa il pretesto per attaccare un partito politico, come anche il tema degli immigrati, quelli che delinquono, diventa teatro di scontro in difesa di quelli che invece lavorano onestamente…e su cui nessuno ha nulla da obiettare, ma tant’è, meglio difenderli anche se nessuno si è permesso di parlarne male, meglio guerreggiare sul nulla, fa più figo! In effetti in molti casi, i commenti non rispondono nemmeno al contenuto pubblicato, ma vengono utilizzati come occasione per ripetere convinzioni personali che evitano il confronto, o slogan già pronti.
Questa demagogia quotidiana invece di affrontare il tema specifico e analizzarlo nel merito, sposta l’attenzione verso argomenti emotivamente più coinvolgenti o politicamente più divisivi. Il risultato è che il dibattito perde profondità e diventa una successione di monologhi in cui ciascuno cerca conferme alle proprie idee anziché confrontarsi con quelle degli altri. Senza contare che spesso si arriva alle offese…facile dietro la tastiera di un pc o di un mobile!
La conseguenza è un impoverimento del dibattito pubblico. Se ogni argomento viene immediatamente piegato a una narrazione ideologica o a una polemica preconfezionata, diventa impossibile affrontare seriamente i problemi concreti. Le questioni reali vengono oscurate dal rumore di fondo delle polemiche permanenti.
La capacità di restare sul tema, comprendere ciò che si sta leggendo e rispondere nel merito dovrebbe essere la base di qualsiasi confronto civile. Eppure, sempre più spesso, sembra prevalere la necessità di esprimere la propria appartenenza a una fazione piuttosto che contribuire alla discussione e di conseguenza alla risoluzione dei problemi.
Forse il vero problema non è la mancanza di opinioni, ma la mancanza di attenzione verso l’argomento di cui si sta parlando. Quando ogni discussione diventa un pretesto per ripetere gli stessi slogan, il confronto smette di essere uno strumento di comprensione e si trasforma in una semplice gara a chi urla più forte. Ed in un paese che si dice democratico questo svilente atteggiamento non fa altro che riaffermare un’amara realtà: che se un popolo è ignorante e presupponente, l’utopica realizzazione di una democrazia è sempre più distante.
In fondo, in una incapacità di usare, dico usare, i vantaggi della IA a nostro vantaggio, restiamo legati ad un atteggiamento feudale che non ci permette di evolverci verso un futuro più costruttivo e vantaggioso per tutti noi, destinati ad essere gestiti da una oligarchia di potere che spesso bada solo ai propri personali interessi. Non ci resta che piangere!!!
