Tensione tra Canada e Arabia Saudita

By 10 agosto 2018Mondo, Primo piano

Il Canada chiede la liberazione delle attiviste per i diritti umani arrestate dalle autorità saudite. Una crisi diplomatica che potrebbe far cessare i rapporti tra i due Paesi.

di Vito Nicola Lacerenza


Il governo canadese ha chiesto “l’immediata liberazione” di alcune attiviste per i diritti umani e altri difensori delle libertà civili, arrestati recentemente in Arabia Saudita. Quest’ultima, come prima reazione, ha adottato  una serie di misure sanzionatorie: prima, tra tutte, l’immediata espulsione dell’ambasciatore canadese dall’Arabia Saudita. Il secondo provvedimento è stato quello di sospendere i collegamenti aerei col Canada e bloccare l’importazione di armi dal Paese nordamericano, infliggendo all’industria bellica canadese un danno economico di 3 miliardi di euro. Ma la crisi diplomatica non ha risparmiato neppure i 16.000 ragazzi sauditi emigrati in Canada per compiere gli studi universitari. Agli studenti il governo dell’Arabia Saudita ha ordinato di “lasciare il Canada” dal momento che le borse di studio sono state congelate, così come sono stati congelati i fondi per l’assistenza sanitaria destinati ai cittadini sauditi ricoverati in Canada. Il governo dello Stato arabo sta preparando il trasferimento dei pazienti in ospedali di altri Paesi. Gli uomini d’affari sauditi invece  dovranno, per decisione del loro governo, sbarazzarsi di ogni bene immobile posseduto in Canada  e cedere ogni azione comprata da aziende del Canada, “costi quel che costi”. Come se non bastasse, l’Arabia Saudita ha reso nota la sua intenzione di interferire con gli interessi  del Canada in medio oriente.

Una minaccia che appare sempre più reale visto che l’Egitto, il Bahrein, il  Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti hanno offerto il loro sostegno all’Arabia Saudita. Il Paese arabo ha definito la  “posizione del Canada” come “una grave e inaccettabile violazione delle leggi del regno (Saudita),delle procedure giuridiche, della magistratura del regno e come una violazione della sovranità nazionale”. Di fronte a tali accuse il governo canadese ha rivendicando il suo impegno nella  difesa dei diritti umani. «Il Canada sarà sempre a favore nei diritti umani, nel Canada e nel mondo- ha detto la Ministra degli Esteri canadese Chrystia Freeland- E i diritti delle donne sono diritti umani».

Sebbene lo scontro diplomatico tra i due paesi rischi di acuirsi, i Paesi occidentali si sono mantenuti neutrali, evitando di schierasi con una delle due parti. Un’atteggiamento duramente criticato da Amnesty International che ha chiesto a Regno Unito, Stati Uniti e Francia, nazioni legate all’Arabia Saudita da importanti relazioni economiche, di “non voltarsi dall’altra parte” e di fare pressione sul governo saudita affinché rilasci le attiviste per i diritti umani e i difensori dei diritti civili. Figure tutt’altro che benvenute in Arabia Saudita, il Paese più conservatore del mondo, dove vige la teocrazia e il potere del re è assoluto. Qualunque proposta di riforma liberale o forma di protesta contro l’ordine costituito è sempre stata considerata dai re sauditi come un’ “influenza occidentale destabilizzante”, pericolosa per lo Stato.

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