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Sistema spettacolo: riforma del settore e introduzione dello Statuto del Lavoro

By 3 Ottobre 2020 No Comments

Le proposte del Forum Arte e Spettacolo (FAS). La conferenza stampa di Bologna con Paolo Fresu, Diodato, Alberto Butturini, Matteo Lepore, Chiara Chiappa, i senatori Francesco Verducci (PD), Michela Montevecchi (M5S) e Loredana Russo (M5S) e i deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (M5S) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

Sono riassunte in cinque titoli chiave le proposte del Forum Arte e Spettacolo per la riforma del settore a partire dalla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo. Cinque titoli presentati oggi a Bologna in conferenza stampa da Paolo Fresu, Diodato, dal fonico Alberto Butturini, da Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, e Chiara Chiappa, Presidente della Fondazione Centro Studi Doc. 
 
Il blocco delle attività artistiche e di spettacolo per il Covid-19 ha messo in luce i limiti reali in cui il settore si muove da decenni amplificandone le fragilità e rendendo con il passare dei mesi sempre più reale il rischio di disperdere un patrimonio unico al mondo di competenze e talenti. In questo panorama, il Forum Arte e Spettacolo è nato per raccogliere in un unico spazio il vasto mondo dello spettacolo con l’obiettivo di contribuire al progetto di riforma strutturale e complessiva del settore. Il Forum Arte e Spettacolo oggi riunisce oltre 50 associazioni, organizzazioni e realtà provenienti dalla filiera dello spettacolo che insieme hanno elaborato un pacchetto di proposte utili alla stesura dello Statuto del Lavoro nello Spettacolo e alla creazione di un sistema organizzativo semplice e trasparente.
 
LE PROPOSTE – SINTESI DEI CINQUE TITOLI
 
Proposta n. 1 – Posizione previdenziale unica per artisti e professionisti dello spettacolo, con identica contribuzione e diritti, che preveda anche l’assicurazione infortuni INAIL, senza diversificazione in base ai contratti di lavoro applicati e che consideri anche il montante dei compensi, non solo il fattore tempo, come misura delle prestazioni.
 
Proposta n. 2 – Reddito integrativo per artisti e professionisti dello spettacolo, da richiedere nei periodi di sospensione delle attività che comportano assenza di reddito e di indennità.
 
Proposta n. 3 – Sportello unico su piattaforma open source sul quale organizzare i registri delle professioni e tutti gli eventi. Una procedura semplificata per tutte le pratiche connesse all’organizzazione di eventi, che vengono protocollati con codice identificativo unico.
 
Proposta n. 4 – Semplificazioni per l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni artistiche: contratto semplificato per prestazioni di spettacolo occasionali, iter specifici per la gestione della sicurezza dello spettacolo, supporto per esordienti e forme innovative di associazionismo e organizzazione.
 
Proposta n. 5 – Incentivi economici a sostegno dello Spettacolo: aliquote IVA al 4%, detrazioni fiscali per tutti i corsi di musica e arte e credito d’imposta esteso a tutti gli enti pubblici e privati che operano in ambito culturale.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i senatori Francesco Verducci (PD), Michela Montevecchi (M5S) e Loredana Russo (M5S), insieme ai deputati Matteo Orfini (PD), Alessandra Carbonaro (MSS) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), tutti concordi nell’impegno a trasmettere al Governo l’urgenza di questi provvedimenti, sia in vista di un periodo – quello invernale – che per il settore sarà fortemente critico, sia nell’ottica di una riforma strutturale del settore.

GLI INTERVENTI 


“Siamo felici di ospitare a Bologna la presentazione del documento del FAS che è frutto di un imponente lavoro di ascolto e confronto tra artisti, operatori e istituzioni iniziato durante i mesi più bui del lockdown – ha esordito Matteo Lepore – Il forum è un luogo aperto e plurale di discussione, uno strumento utile a definire il futuro dello spettacolo dal vivo in un momento difficile come questo”.
 
“Arrivavo da un momento di grande condivisione, dopo Sanremo – ha continuato Diodato – Durante il lockdown ho avuto modo di riflettere molto. Attraverso i social ho raccolto la sofferenza di tutti i tecnici con i quali lavoro e sono cresciuto. Emergevano in modo complesso i timori per il futuro e venivano a galla le problematiche del nostro settore. Durante il lockdown cosa avremmo fatto senza la musica, senza la cultura? E in quei giorni per la prima volta mi sono sentito parte di un unicum. Mi sono interessato e ho iniziato a studiare dinamiche che non conoscevo. Ho capito che io e altri colleghi artisti potevamo amplificare questi messaggi e accendere un riflettore sui lavoratori dello spettacolo. Mi fa strano che un Paese come il nostro che ha un patrimonio culturale unico al mondo faccia ancora così fatica quando si parla di cultura. Ma credo che questa intrapresa dal FAS sia la strada giusta. Non solo per i lavoratori dello spettacolo, ma per tutti noi. Io continuerò a metterci la faccia per amplificare il messaggio il più possibile”.
 
“Si potrà dare un senso al lockdown solo rivedendo il passato per costruire il futuro – ha commentato Paolo Fresu – Quello del mondo dei lavoratori dello spettacolo necessita una profonda disamina capace di individuare la precarietà di un grande comparto. Una indagine tesa verso la scrittura di un nuovo statuto professionale capace di collocare gli artisti e le maestranze in un luogo nuovo e protetto. Solo così ci sentiremo fieri del nostro ruolo sociale contribuendo alla crescita del Paese e intravvedendo un domani migliore per noi, le nostre famiglie e la più ampia comunità”.
 
“I tecnici dello spettacolo svolgono un lavoro serio, difficile, duro, a volte durissimo, con poche garanzie e molti doveri, il tutto all’interno di un mondo lavorativo fatto di dumping, lavoratori improvvisati e privi di ogni forma contrattuale e costantemente sotto ricatto – ha commentato il fonico Alberto Butturini, in rappresentanza dei tecnici aderenti al FAS – Noi tecnici rappresentiamo il punto di vista di chi sta in prima linea e subisce per primo i colpi e le ripercussioni di un settore lavorativo abbandonato a sé stesso e alla sua poca unità e rappresentatività̀.
Oggi chiediamo tutele con una revisione totale del sistema”.
 
“L’Italia vanta una produzione artistica e culturale unica al mondo – ha aggiunto Chiara Chiappa – ma la crisi Covid-19 ha rivelato la fragilità già esistente in un settore caratterizzato da forme di lavoro atipiche, micro-imprese, discontinuità. Un settore straordinario richiede regole straordinarie, adeguate al riconoscimento del suo valore centrale per la qualità della vita e lo sviluppo economico sociale e sostenibile. Per questo da mesi il Forum Arte e Spettacolo ha profuso impegno ed energie per lavorare insieme agli altri operatori del settore a questo pacchetto di riforma del settore spettacolo che metta al centro l’uomo e la dignità del lavoro”.
 

IL FAS – FORUM ARTE E SPETTACOLO

Il Forum Arte e Spettacolo (FAS) raccoglie in un unico spazio oltre 50 associazioni, organizzazioni e realtà appartenenti alla filiera dello spettacolo con l’obiettivo finale di dare vita a un sistema nuovo attraverso un progetto di riforma strutturale del mondo dello spettacolo. Il Forum Arte e Spettacolo è costituito da tutte le parti che compongono il vasto mondo dell’arte e dello spettacolo nei suoi aspetti creativi, produttivi e di consumo identificati, seguendo la Risoluzione europea del 2007 come artiste e artisti, professioniste e professionisti dello spettacolo, con ciò comprendendo le professioni di musicista, circense, autore e compositore, consulente e ricercatore, tecnico, maestranze, manager, promoter, e luoghi e organizzazioni di arte e spettacolo, profit e non profit, comprendenti cooperative, associazioni, festival e rassegne, live club, compagnie, scuole e accademie, sale di registrazione, case discografiche, agenzie, uffici stampa e di comunicazione, nonché assessorati e amministrazioni, rappresentanze di organizzazioni sindacali che si riconoscono nel manifesto dei valori.


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