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Siria, più del 50% dei cattolici italiani aderisce al digiuno chiesto dal Papa per la pace

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banners-jornada-orac-siria-ITAAlle 18,30 il via alla ‘Giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero’. Dalle 19  la veglia e, subito dopo la meditazione del Santo Padre, l’adorazione eucaristica in cinque tappe

 Roma, 7 settembre- “La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità”. Con questo tweet dall’account @Pontifex, il Papa ieri aveva ribadito l’invito alla giornata odierna di preghiera per la pace in Siria, rivolto a cattolici e non, comunque a tutti gli uomini di buona volontà. In Italia l’invito è stato raccolto dal 55% dei cattolici praticanti, circa un cittadino su quattro. Il via alle 18.30 quando verrà letto il testo dell’Angelus con cui domenica il Papa aveva convocato la giornata. Alle 19 in punto inizierà la veglia vera e propria preceduta dall’intronizzazione della Madonna ‘salus populi romani’, cui seguirà la recita del rosario. Questa prima parte si concluderà con la meditazione del Papa, prevista per le 20.30. A questo punto avrà inizio l’adorazione eucaristica scandita in cinque tempi, ognuno dei quali precede una lettura biblica sul tema della pace, una preghiera di Pio XII sul tema della pace, invocazioni in forma responsoriale per chiedere la pace, il canto, l’offerta dell’incenso, il silenzio per l’adorazione personale. Al termine di ognuno dei cinque tempi dell’adorazione cinque coppie di persone – in rappresentanza di Siria, Egitto, Terra Santa, Stati Uniti e Russia – faranno l’offerta dell’incenso. “L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace!”, aveva detto il Papa all’Angelus. “Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione”. banners-Audiencia-plaza-2-ITA_2In piazza S. Pietro è prevista una enorme affluenza dalle diocesi italiane, Azione cattolica, comunità di Sant’Egidio, Comunione e liberazione, focolarini, ma anche ordini religiosi tra cui gesuiti, francescani e salesiani. Papa Francesco schiera così il suo speciale esercito della pace nella ferma convinzione che per fermare la guerra occorre l’aiuto di tutti. In piazza anche ministri del Governo italiano e parlamentari. E dai loro territori episcopati, missionari e fedeli di Europa, Africa, Asia, Stati Uniti, Australia.  Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I si unisce al Santo Padre lanciando un suo appello ai leader mondiali riuniti per il G20 a San Pietroburgo, in Russia, perché favoriscano “una soluzione negoziale e non militare del conflitto siriano”. L’appello per la pace di Bergoglio ha raccolto consensi anche nella comunità musulmana: ieri l’Islamic Ideology Council ha organizzato una marcia per la pace in Siria con il movimento Sunni Tehrik. In piazza S. Pietro sono presenti anche cinquanta confessori per dare la possibilità ai presenti di usufruire del sacramento della penitenza e della riconciliazione. L’entrata alla piazza è gratuita per chiunque voglia partecipare.

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