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Attualità

Sì, il Presidenzialismo funziona così, il Presidente lo votano i cittadini

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Tempo di lettura: 2 minuti

Quando e se dovesse essere approvata questa riforma costituzionale ai cittadini verrà riservato il potere di eleggere direttamente il Presidente della Repubblica

di Marcello De Vito

Enrico Letta ed il PD oggi hanno scoperto, leggendo il programma del centrodestra, che cosa sia una Repubblica presidenziale.

Ed hanno gridato allo scandalo!

Che scandalo che il Presidente della Repubblica venga eletto direttamente dai cittadini e non nel “conclave” segreto del Parlamento.

In fondo perché coinvolgerli questi cittadini? Troppo importante la scelta, non è per loro: “Date loro brioches!”

Quando e se dovesse essere approvata questa riforma costituzionale ai cittadini verrà riservato questo potere, fermo restando che sino ad allora varrà l’attuale sistema, con la fase di passaggio da definirsi con disposizioni di carattere “transitorio” (da cui potrebbe discendere o una questione di opportunita’ ovvero la decadenza), senza che per questo si debba gridare a inesistenti scandali.

Cosa c’è di strano?

Un sistema analogo esiste in Francia: siamo al cospetto di una nazione antidemocratica? La Costituzione è immodificabile?

La nostra è un’ottima Costituzione, ma può essere modificata proprio per migliorare il funzionamento delle Istituzioni, come del resto confermato dal fatto che è la stessa Costituzione a prevedere tale facolta’ di revisione al suo art. 138. Un motivo ci sarà?

Il PD infatti ha tentato piu’ volte di modificarla: non solo nel programma dell’Ulivo del 2006 era inserita una previsione di premierato forte, ma poi nel 2013 tentò una modifica proprio con Letta (peraltro toccando la procedura di revisione) e nel 2016 penso’ proprio a stravolgerla con Renzi.

Altro che revisione!

Nessuno si scandalizzo’. Semplicemente i Cittadini votarono e bocciarono nel 2016. Tutto come da Costituzione.

Ma si sa, quando le modifiche della Costituzione sono proposte dal PD sono “le buone riforme”, diversamente sono colpi di mano.

Insomma è una loro prerogativa.

Io penso che le “regole del gioco” debbano essere scritte sempre nella ricerca di una maggioranza parlamentare più ampia possibile.

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