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Perché la volontà politica è importante per ridurre i rischi antropogenici— Why political will is important to reduce anthropogenic risks

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Tempo di lettura: 5 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Perché la volontà politica è importante per ridurre i rischi antropogenici

Rischio antropogenico: il caso della nave-rigassificatore attraccata nel porto di Piombino

di Marco Andreozzi

La pandemia di sars-covid-2 partita da Wuhan in Cina nell’autunno del 2019, e dalla quale il mondo si sta progressivamente riprendendo, è stato un evento grave che avrebbe colpito ancor più vite umane senza la tecnologia ospedaliera attuale e gli sviluppi legati alla scienza vaccinale, insieme alla diffusa disponibilità di mascherine facciali (inizialmente prodotte quasi esclusivamente in Cina) unitamente ai confinamenti che abbiamo dovuto accettare. Eventi come questi lasciano comunque sempre strascichi pesanti sulle economie e le società, tra cui uno in atto molto evidente: l’invasione russa dell’Ucraina.

Sebbene le pandemie siano state relativamente frequenti in passato e, in alcuni casi, anche la letteratura le abbia menzionate – vedi ‘I Promessi Sposi’ – la memoria storica di esse fino a tre anni fa era pressoché nulla, almeno nel mondo ricco che poi è risultato in parte meno preparato e reattivo – pur con piani pandemici obbligatori secondo direttive dell’OMS (e qui l’Italia è risultata in difetto) – perché uso a un livello di igiene diverso da quello riscontrabile nelle società emergenti. E pensare che estremamente aggressiva era stata l’influenza ‘spagnola’ esplosa un secolo prima, nel 1918, e che anche la mia nonna materna prese in forma grave. Pur tuttavia nei libri di storia si studia la prima guerra mondiale e di seguito l’avvento del fascismo; né la nonna mi aveva mai parlato di questo fatto che nel mondo causò decine di milioni di morti.

Rischi antropogenici cui saremo più preparati nel futuro prossimo, mentre dalla Cina si hanno notizie di una nuova epidemia da qualche settimana. Peraltro, le prospettive di sviluppo della biologia sintetica come arma biologica rientrano nei modelli di monitoraggio e prevenzione dei patogeni naturali, anche con l’impiego dei sistemi di ‘intelligenza artificiale’ (che apre altri temi). Siamo nell’ambito che l’Istituto sul Futuro dell’Umanità di Oxford definisce come rischi che ‘minacciano la distruzione dei potenziali di lungo termine dell’umanità’. Uno di essi è la tempesta geomagnetica (CME) di cui abbiamo già scritto, ma la storia ci porta altri esempi: dal gigantesco asteroide che causò l’estinzione dei dinosauri 66 milioni di anni fà alla super eruzione vulcanica dell’odierna Yellowstone, che 630.000 anni fa ricoprì di cenere la metà del territorio USA e che oggi causerebbe una ferita nella civiltà. Tutti questi eventi sono molti rari, ma tutti minano il futuro dell’umanità e, attenzione, le simulazioni sviluppate presso detto centro ricerche prevedono che nei prossimi cento anni esiste una probabilità su sei che l’umanità perda il controllo del proprio futuro.

Insomma, che i governi debbano essere competenti davvero – al di là dell’ingenua auto-referenzialità di alcuni politici – è fuori dubbio: la sicurezza-totale in primo luogo, come negli anni ottanta si parlava di qualità-totale nell’industria. E se tra i rischi antropogenici rientra, ad esempio, la minimizzazione delle sorgenti di metano come fattore importante nei cambiamenti climatici, allo stesso modo l’attitudine all’attenzione agli eventi con bassissima probabilità che accadano ma grave ricaduta sull’umanità, deve prevalere a tutti i livelli. In proposito e a livello micro, il pensare a una nave-rigassificatore attraccata a un porto e pronta per marzo 2023 (fine inverno), come nel caso di Piombino – quindi senza la dovuta valutazione di impatto ambientale – rientra esattamente nel quadro delle situazioni di rischio sopra esposte (il gas potrebbe causare un’esplosione). Vade retro. Voltiamo pagina nel sistema energetico, invece.

Why political will is important to reduce anthropogenic risks

Anthropogenic risk: the case of the regasification vessel ship docked in the port of Piombino

by Marco Andreozzi

The sars-covid-2 pandemic that started in Wuhan, in China, in the fall of 2019 and from which the world is progressively recovering was a serious event that would have affected even more human lives without current hospital technology and developments related to vaccine science, together with the widespread availability of face masks (initially made almost exclusively in China) and the lockdowns that we had to accept. Events like these, however, always leave heavy aftermath on economies and societies, including one that is very evident: the Russian invasion of Ukraine.

Although pandemics have been relatively frequent in the past and, in some cases, even the literature has mentioned them – see Italian Manzoni’s ‘The Betrothed’ – the historical memory of them up to three years ago was almost nil, at least in the rich world then partially less prepared and reactive – albeit with a mandatory pandemic plan according to WHO directives (and here Italy was found to be at fault) – because used to a level of hygiene different from that found in emerging societies. The ‘Spanish flu’ had exploded just a century earlier, in 1918, and my maternal grandmother had a severe form too. However, in the history books the First World War is studied and subsequently the advent of Fascism; nor had my grandmother ever told me about this fact which caused tens of millions of deaths around the world.

Anthropogenic risks for which we will be more prepared in the near future, while from China there have been news of a new epidemic for a few weeks. Moreover, the development prospects of synthetic biology as a bioweaponry fall within the models of monitoring and prevention of natural pathogens, also with the use of ‘artificial intelligence’ systems (which opens up other topics). We are in the context that the Institute on the Future of Humanity at Oxford defines as risks that ‘threaten the destruction of humanity’s long-term potentials’. One of them is the geomagnetic storm (CME) we have already written about, but history brings us other examples: from the gigantic asteroid that caused the extinction of dinosaurs 66 million years ago to the super volcanic eruption of today’s Yellowstone, which 630,000 years ago covered half of the US territory with ash and today it would cause a wound in civilization. All these events are very rare, but they all undermine the future of humanity and, beware, the simulations developed at that research center predict that in the next hundred years there is a one in six chance that humanity will lose control of its future.

 In short, that governments must be truly competent – beyond the naive self-referencing of some politicians – is beyond doubt: total-security in the first place, as in the eighties there was the total-quality trend in industry. And if among the anthropogenic risks there is, for example, the minimization of methane sources as an important factor in climate change, in the same way the attitude to pay attention to events with very low probability of happening, but serious repercussions on humanity must prevail, at all levels. In this regard and at a micro level, thinking of a regasification-vessel to be docked at a port and ready by March 2023 (end of winter), as in the case of Piombino in Tuscany – therefore without the due environmental impact assessment – falls exactly within the above framework of risk situations (gas might cause an explosion). Vade Retro. Let’s turn the page in the energy system instead.

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