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Sarà un autunno duro, i prezzi dell’energia aumentano — It will be a hard autumn, energy prices going up

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di emigrazione e di matrimoni

Sarà un autunno duro, i prezzi dell’energia aumentano

di Marco Andreozzi

Ci siamo. L’indice PMI, in tendenza discendente da fine 2021, è sceso sotto quota 50, ovvero per l’industria italiana sarà un autunno caldo (o forse meglio dire freddo). Questo indice dello stato di un’economia è curato mensilmente dall’azienda londinese di servizi avanzati IHS Markit su un campione rappresentativo di imprese nei Paesi ricchi e in quelli in via di sviluppo. Il segmento energivoro di ceramica, carta, metallurgia, ecc. è già in sofferenza energetica per l’aumento dei costi regolamentati (luce e gas) e dei carburanti, sebbene il prezzo del petrolio sia in tendenza calante da giugno, sotto 90$/barile in questi giorni, causa la recessione cinese sempre più difficile da nascondere, ma la problematica riguarda molte altre tipologia d’impresa: il comparto dei trasporti, i servizi, commercio e distribuzione alimentare, e il segmento ristorazione/ospitalità.

Il prezzo del gas naturale resta molto alto ed estremamente volatile, con la quotazione alla borsa olandese TTF (l’ingrosso per il trasferimento dei titoli) anch’essa in tendenza discendente da fine agosto fin sotto 200€/MWh di questi giorni. Altalena dovuta alla speculazione finanziaria in atto e collegata a diversi fattori, tipo l’andamento delle riserve in Europa e, ad esempio, la siccità, quando alcune centrali nucleari devono rallentare o essere spente se l’acqua di raffreddamento viene da bacini fluviali cui deve essere restituita sotto soglie di temperatura normalizzate stagionalmente per evitare danni alla fauna. Così è successo in Francia quando in giugno l’azienda di stato EDF si è ritrovata con 29 dei suoi 56 reattori spenti (mai capitato prima). L’elettricità in Italia è principalmente generata a gas, sicché i due prezzi sono accoppiati, tanto che il dato medio all’ingrosso di luglio ha sfiorato 450€/MWh, quasi 130€/MWh più della Germania, mentre in Francia ha superato 400€/MWh per cause ‘atomiche’.

Idee ed azioni per fronteggiare gli extra costi ci sono. Il disaccoppiamento dei prezzi gas-luce proposto da Mario Draghi è corretto, ma sarà progressivo in regime di mercato, visto anche il ‘peso’ della generazione elettrica continua 24h che solo centrali a metano, carbone e nucleare garantiscono. La manovra economica per il 2023 è già annunciata più orientata verso la questione energetica e si auspica che alcune allocazioni di fondi PNRR siano rivisti in chiave di maggior sostenibilità di sistema. Ultimamente si è tornato anche a parlare di comunità energetiche, moda del momento per promuovere di fatto il buon affare del solare fotovoltaico d’importazione che di sostenibile ha molto poco e nulla c’entra con i principi del risparmio energetico.

Invece, la messa a fuoco – oltre ai collettori solari termici da incentivare in modo ‘quasi-mandatorio’ – dovrebbe andare su ciò di cui si parla pochissimo sebbene sia la sorgente più pulita, endogena e meno costosa. Si tratta del ‘negawatt’, di cui il Nobel Giorgio Parisi ha popolarizzato l’esempio più lampante ed adeguato al Paese parlando della cottura della pasta a fuoco spento. Esempi per l’enorme numero di micro, piccole e medie imprese italiane: realizzare condotte per uniformare il riscaldamento in tutto lo stabilimento (a diminuire i consumi), installare sensori e termostati per gestire al meglio i tempi della climatizzazione, reingegnerizzare processi produttivi verso maggior rapidità ed efficienza. Tutto questo porta risparmi chiari. E una volta per tutte nei plessi scolastici italiani si evitino gli sprechi energetici invernali (termosifoni accesi e finestre aperte).

It will be a hard autumn, energy prices going up

by Marco Andreozzi

Here we are. The PMI index, which has been in a downward trend since the end of 2021, has fallen below 50, which means that it will be a warm (or better to say cold) autumn for the Italian industry. This index of the state of an economy is edited monthly by the London-based business services firm IHS Markit on a representative sample of companies in rich and developing countries. The energy-intensive segment of ceramics, paper, metallurgy, etc. is already suffering energy from the increase in regulated costs (electricity and gas) and fuels, although the price of oil has been on a downward trend since June, below 90 $/barrel these days, due to the Chinese recession increasingly difficult to hide, but the problem concerns many other types of business: the transport sector, services, food trade and distribution, and the catering/hospitality sector.

The price of natural gas remains very high and extremely volatile, with the quotation on the TTF Dutch exchange TTF (Title Transfer Facility) also in a downward trend since the end of August to below 200 €/MWh these days. Swing due to financial speculation in progress and linked to various factors, such as the trend of reserves in Europe and, for example, drought, when some nuclear power plants have to slow down or be shut down if the cooling water comes from river basins to which it must be returned under seasonally normalized temperature thresholds to avoid damage to the fauna. This is what happened in France when in June the state-owned company EDF found itself with 29 of its 56 reactors turned off (never before). Electricity in Italy is mainly generated by gas, so that the two prices are coupled, and the average wholesale figure for July touched 450 €/MWh, almost 130 €/MWh more than Germany, while in France it exceeded 400 €/MWh for ‘atomic’ causes.

There are ideas and actions to deal with the extra costs. The decoupling of gas & electricity prices proposed by Mario Draghi is correct, but will be progressive under the liberalized market, also considering the ‘weight’ of 24h continuous power generation that only methane, coal and nuclear power plants guarantee. The budget for 2023 has already been announced to be more oriented towards the energy issue and it is hoped that some allocations of PNRR funds will be reviewed to support greater system sustainability. Lately we have also returned to talk about energy communities, a fashion of the moment to actually promote the good business of imported solar photovoltaics which has very little sustainability and has nothing to do with the principles of energy saving.

Instead, the focus – in addition to solar thermal collectors to be incentivised in a ‘quasi-mandatory’ way – should go on what is rarely talked about although it is the cleanest, endogenous and least expensive source. This is the ‘negawatt’, of which the Italian Nobel laureate Giorgio Parisi popularized the most striking and appropriate example for the country, speaking of the cooking of pasta with the heat off. Examples for the huge number of micro, small and medium-sized Italian companies: setup ducts to balance heating throughout the plant (to reduce consumption), install sensors and thermostats to better manage the air conditioning times, re-engineer production processes towards greater speed and efficiency. All this brings clear savings. And once for all in the Italian school complexes, winter energy waste should be avoided (radiators on and windows open).

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