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Roma, presentazione di ‘FUORI FUOCO’ interamente girato da detenuti

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Un film documentario di: Erminio Colanero – Rosario Danise – Thomas Fischer – Rachid Benbrik – Alessandro Riccardi – Slimane Tali. Il primo film girato all’interno di un carcere dai detenuti stessi approda alla Camera dei Deputati il 17 luglio alle 17.00

Il 17 luglio alle 17:00 il Presidente Roberto Fico accoglierà alla Camera dei Deputati una delegazione di detenuti/registi del carcere di Terni, per la proiezione del loro documentario lungometraggio FUORI FUOCO, prodotto da ALBA Produzioni con Rai Cinema. L’iniziativa è stata dell’On. Walter Verini, commissione Giustizia che riconosciuto il valore di questa produzione molto speciale.

Interverranno l’On. Andrea Orlando (ex Ministro della Giustizia), Stefano Anastasia (Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Regioni Lazio e Umbria) e Chiara Pellegrini (Direttrice Casa Circondariale di Terni).

Questo film, presentato in anteprima all’ultima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, verrà distribuito nelle sale da settembre mentre una versione breve è già andata in onda per Speciale TG1.

Un esperimento riuscito, il primo in Italia, durato alcuni anni, reso possibile grazie all’impegno e alla determinazione della Direttrice del carcere di massima sicurezza di Terni, Chiara Pellegrini, nell’ottica di dare voce ai detenuti attraverso un mezzo potente, di grande impatto emotivo, come il cinema e facilitare il loro reinserimento nella società.

I sei detenuti/registi selezionati per il progetto hanno appreso l’uso della telecamera con un workshop all’interno del carcere e poi hanno avuto la libertà di scegliere cosa raccontare e con quale linguaggio, sia della loro vita che di quella dei loro compagni di prigionia disponibili a essere ripresi.

Pesanti le condanne: omicidio, rapina a mano armata, traffico di stupefacenti.

Sei storie, personalità e nazionalità diverse, stadi diversi della detenzione.

Il risultato è FUORI FUOCO, un film dove nulla è stato messo in scena, dove la semplice verità è la dimensione più sorprendente.

Molti i cambiamenti in corso d’opera e gli incidenti di percorso: alla fine delle riprese, sfruttando un permesso speciale, Slimane Tali è evaso, scappando nel suo paese, il Marocco, con il quale l’Italia non ha un trattato di estradizione.

Oreste Crisostomi, filmmaker di Terni, durante un cineforum all’interno del carcere ha ispirato i detenuti per la definizione del soggetto del film, da un’idea di Michele Lo Foco. Ferdinando Vicentini Orgnani (regista e sceneggiatore del film “Ilaria Alpi – il più crudele dei giorni” e di molti documentari) e Sandro Frezza (produttore con una ventina di titoli al suo attivo), con la casa di produzione ALBA Produzioni, hanno accompagnato per quasi tre anni la realizzazione di questo film. Il successivo coinvolgimento di Rai Cinema ha dato il via alla produzione di un vero lungometraggio documentario, la cui versione breve (52’) è andata in onda su Rai 1.

Un grande artista, Michelangelo Pistoletto, ha regalato l’immagine emblematica di una sua opera per il manifesto del film (in allegato) proprio per la novità e il per coraggio di questa operazione di “cinema sociale”, che offre un punto di vista potente e inedito.

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