Attualità
Roma. Al teatro dei Conciatori il Cyrano di Bergerac

E’ in scena dal 16 al 28 di aprile al Teatro dei Conciatori in zona Piramide – Roma il Cyrano di Bergerac, regia di Matteo Fasanella. Si tratta di una riadattamento del celebre classico di Edmond Rostand curata da Antonella Bagorda che riveste anche il ruolo di protagonista affiancata da Gianpiero Botta, Susanna Lauletta , Antonio Coppola, Lorenzo Lucchetti e dallo stesso Matteo Fasanella nel ruolo di De Guiche.
Un esperimento nato già dallo scorso anno che vuole restituire centralità al dramma interiore che Cyrano prova, spogliandolo di inutili arricchimenti scenici che distolgono l’attenzione del pubblico dal sentire emotivamente il dolore umano per l’amore non corrisposto verso Rossana. Un impianto scenico dunque basato molto di più su effetti luce, recitazione e quadri musicali piuttosto che su sontuosità di arredo. Un teatro essenziale quello di Fasanella che ha il pregio di riportare la sua ragion d’essere alla
primordiale vocazione: trasmettere emozioni.
‘Il teatro è parola,- riferisce il giovane regista – e con grandi testi classici come il Cyrano diventa poesia. Amo il personaggio Cyrano non come si ama un eroe ma perché esprime tutto il dolore per una amore, quello verso Rossana, che non sa controllare. A tal punto che si ritrova a fare qualsiasi cosa pur di vedere realizzato questo amore anche nel corpo di un altro. Cyrano è semmai un antieroe, un uomo vero che soffre e cerca di realizzarsi senza mai ferire, “ salir anche non alto, ma salir senza aiuto” è l’emblema di quello che oggi manca nel nostro vivere sociale. Si danna e si immola senza coinvolgere altri che sé stesso.’ La commedia, in questa nuova versione priva di orpelli e contorni, diventa dramma umano fuori dal tempo e la veste inusuale che Matteo Fasanella insieme alla neo compagnia teatrale ‘Felici e contorti’ ha saputo dare ha fatto sì che il teatro dei Conciatori la selezionasse in cartellone per questa primavera al fianco di nomi più celebri, nonostante la giovanissima età dei sei personaggi che la mandano in scena. A dimostrazione che il buon teatro può essere povero e privo di risorse finanziarie, ma assolve sempre il compito di far vibrare le corde dell’anima.