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Risposte certe e in tempo reale: l’IA rivoluziona la Pubblica Amministrazione

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La progressiva automazione delle attività amministrative poggia su due pilastri: il perfezionamento degli algoritmi e l’incredibile disponibilità di sempre nuovi dati.

di Alessio Zedda

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione è una realtà, certo, appena all’inizio, che sta determinando delle radicali trasformazioni sociali. L’uso di sistemi avanzati che sfruttano l’Intelligenza Artificiale ha un valore paragonabile, se non superiore a livello di impatto, alle grandi innovazioni che si sono succedute nel corso della storia nel rapporto tra Stato e cittadini. Gestione delle pratiche e processi decisionali sono ad un passo da una rivoluzione trainata da un’evoluzione tecnologica senza precedenti. La capacità degli Enti Pubblici di rispondere in modo trasparente, efficace e tempestivo alle richieste della comunità che rappresentano sarà accresciuta enormemente nei prossimi mesi. Cambierà il volto e l’idea stessa della Pubblica Amministrazione per come l’abbiamo conosciuta finora.

La progressiva automazione delle attività amministrative poggia su due pilastri: il perfezionamento degli algoritmi e l’incredibile disponibilità di sempre nuovi dati. Ma come incidono questi due strumenti nel concreto? La modalità più semplice riguarda, naturalmente, la semplice classificazione dei documenti e la gestione di pratiche burocratiche per le quali esiste un corpus normativo definito e aggiornato. L’interesse, tuttavia, si sta orientando sulla crescente necessità di orientare le politiche pubbliche nella direzione di una sempre maggiore efficienza operativa. L’Intelligenza Artificiale consente, oltre ad una sostanziale riduzione delle tempistiche, una accurata analisi predittiva in grado di ridurre il margine di errore e potenziare l’efficacia del sistema amministrativo. Primo risultato: addio alla proverbiale lentezza della Pubblica Amministrazione.

La verifica dei requisiti è uno dei cardini maggiormente automatizzati, il primo tassello per la velocizzazione delle risposte amministrative. Il supporto ai dipendenti che debbono prendere decisioni sulla base di anomalie da correggere o integrazioni da fornire, riduce drasticamente il numero di mansioni ripetitive e i compiti noiosi, incrementando la disponibilità di risorse in ruoli di maggior valore e in attività dove le competenze non siano ridotte ad una semplice abitudine. Il lavoro umano, dunque, lungi dall’essere sostituito, ottiene una profonda riqualificazione, elevandosi a supervisione, facendosi interprete e garante del funzionamento impeccabile di sistemi automatizzati.

La grande quantità di informazioni raccolte quotidianamente dalle amministrazioni pubbliche è spesso sottoutilizzata, la gestione e l’elaborazione di questi dati offre una mole di conoscenze determinanti nel consentire una migliore pianificazione delle decisioni. Processare questi dati rapidamente e riuscire, contestualmente, a tenere conto della maggiore quantità di informazioni possibile, attraverso l’uso di strumenti di analisi avanzata, consente la programmazione efficace di interventi pubblici mirati, per i quali l’Intelligenza Artificiale rappresenta un alleato imprescindibile per chi voglia ottenere una Governance più informata e responsabile del contesto in cui opera.

Assistenti virtuali e piattaforme automatizzate garantiscono un servizio permanente, senza soluzione di continuità, sempre accessibile e, nei casi di una eccellente ottimizzazione, anche personalizzato. L’adozione dei sistemi di intelligenza Artificiale, pertanto, è un fattore cruciale che incide positivamente sulla capacità di fornire risposte esaustive, rapide, complete e strutturate alla collettività. Ottenere informazioni in tempo reale era, fino a dieci anni fa, semplicemente utopico, ora la qualità del servizio della Pubblica Amministrazione assistito dall’IA può aprire le porte ad un inedito rapporto di fiducia tra il cittadino e gli Enti Pubblici.

Fin qui sembra che vada tutto liscio, ma non è esattamente così: introdurre nella Pubblica Amministrazione sistemi di automazione basati sull’uso dell’Intelligenza Artificiale presenta una serie di criticità che devono essere considerate. Nulla che non si possa risolvere con una regolamentazione adeguata, ma sono ostacoli che vale la pena richiamare. Pensiamo agli algoritmi utilizzati, per i quali deve essere garantita la trasparenza di funzionamento, ma anche alla responsabilità delle decisioni che vengono prese in modo automatico, per le quali deve essere prevista una precisa attribuzione. La questione della privacy, inoltre, solleva questioni non secondarie sulla tutela di informazioni che non sono più affidate alla cura dell’uomo, così come il rischio di bias discriminatori, che rischiano di alterare il principio di equanimità e neutralità della Pubblica Amministrazione. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale, pertanto, può dispiegare tutta la sua forza innovatrice soltanto se mette al centro del processo la centralità della persona e il rispetto dei principi di accountability e legalità.

Un ultimo aspetto potenzialmente critico riguarda la formazione del personale, che richiede un investimento sulla preparazione dei dipendenti, oltre all’adeguamento delle strutture. Due fattori determinanti per garantire il pieno soddisfacimento della potenzialità insite in uno strumento decisamente rivoluzionario. La sfida, come sembra evidente, è innanzitutto culturale. Un sistema più flessibile, agile, tempestivo e trasparente è possibile a patto di governare la trasformazione con responsabilità, competenza e consapevolezza condivisa. Non si tratta di adottare una tecnologia innovativa ampiamente diffusa in via informale e la cui portata è ancora largamente ignota, si tratta di vincere la sfida di orientare uno strumento formidabile per metterlo al servizio delle comunità locali.

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