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Perché imparare l’italiano? – Why learn Italian?

By 27 Settembre 2020 Ottobre 16th, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Perché imparare l’italiano? 

L’italiano non è soltanto la lingua del nostro paese, ma è anche e soprattutto quel che ci identifica come italiani e segna la differenza più importante tra noi e le altre nazionalità. 

Perché imparare l’italiano? Scritta così in italiano sembra una domanda strana da fare, però è una domanda che non solo dobbiamo fare ma dobbiamo anche fornirne risposte convincenti per fare capire ai figli e discendenti degli emigrati italiani in tutto il mondo, che la nostra lingua non è solo un ricordo del loro passato ma che potrebbe, e dovrebbe fare parte anche della loro vita oggigiorno. 

L’italiano non è soltanto la lingua del nostro paese, ma è anche e soprattutto quel che ci identifica come italiani e segna la differenza più importante tra noi e le altre nazionalità. 


Però, la lingua deve essere anche il legame che tiene vivi i legami tra l’Italia e le comunità italiane sparse in tutto il mondo, ma questi legami non devono essere limitati solo a una o due generazioni, ma devono continuare di generazione in generazione, e questo potrà succedere solo e quando avremo incoraggiato i figli e nipoti dei nostri amici e parenti all’estero che imparare la nostra lingua non è solo qualcosa che appartiene a un paese che molti di loro non hanno ancora conosciuto, ma che la nostra lingua è anche parte integrale della loro identità e il loro patrimonio culturale. 

La prima risposta 

Per noi in Italia la prima risposta alla domanda è fin troppo scontata, ma è un aspetto che abbiamo l’obbligo finalmente di capire perché è una chiave fondamentale per la promozione della nostra Cultura all’estero, ed è l’aspetto che molti in Italia non possono immaginare. 

La prima risposta alla domanda è che per i figli e i discendenti degli emigrati italiani imparare la nostra lingua renderebbe la loro vita più ricca sotto ogni aspetto, perché darebbe a loro il mezzo più importante per capire la vera grandezza del loro patrimonio culturale. 

Noi in Italia sappiamo che il nostro è il Patrimonio Culturale più grande del mondo, ma questa consapevolezza non esiste quando usciamo fuori dai nostri confini nazionali. 

Ogni paese ritiene d’avere la Cultura più grande del mondo e quindi ogni paese insegna questo ai suoi studenti, e tra questi studenti si trovano figli e discendenti di immigrati italiani che fin troppo spesso non studiano niente del nostro paese, della nostra, e dunque della loro, Storia e Cultura che fa parte della loro eredità personale, e per capire davvero ogni aspetto di questo Patrimonio la vera chiave può essere soltanto la nostra lingua. 

Attenzione però, non commettiamo l’errore di voler partire dalla Gloria della lirica e gli autori più importanti ed il motivo per questo è semplicissimo. Loro non hanno i mezzi personali idonei per apprezzarli, quello che è considerato il bagaglio culturale che si comincia a costruire dalle scuole elementari in Italia. 

Allora da dove dobbiamo partire per fare capire ai figli e discendenti dei nostri emigrati italiani che vale davvero la pena imparare la nostra lingua? 

Arbore 

La risposta a questa domanda l’ha fornita il leggendario musicista italiano Renzo Arbore ai primi Stati Generali della lingua italiana a Firenze nel 2016. Nel dichiarare al pubblico un’idea per molti degli addetti ai lavori quasi eretica, cioè di partire dai cantanti pop e dai cantautori, lui ha dimostrato una consapevolezza non solo dei limiti dei potenziali studenti all’estero, ma anche che abbiamo l’obbligo di fare conoscere al mondo i nostri grandi artisti a tutti i livelli, a partire dalla categoria quasi sconosciuta all’estero proprio perché cantano esclusivamente nella nostra lingua, i cantautori. 

Per questo motivo abbiamo aggiunto due filmati di canzoni di due più grandi cantautori in assoluto. Il primo non solo un grande musicista, ma anche un vero poeta, Fabrizio de André con “La Canzone di Marinella” e il secondo Lucio Battisti che ha cantato anche in spagnolo, ma sconosciuto al grande pubblico di lingua inglese con la sua “Pensieri e parole” votata come la canzone italiana del secolo alla fine del ‘900. 

Entrambi i filmati hanno le versioni originali dei testi e le traduzioni in inglese e il brano di Battisti ha anche la traduzione in spagnolo per i nostri lettori in Sud America. Ci vuole poco per l’orecchio a capire che le canzoni sono anche poesie, e le rime che non possono essere tradotte in altre lingue, in modo particolare in inglese. 

Sono due brani leggendari della musica leggera italiana che non solo sono bellissime di per sé, ma ancora di più, come parte di un programma attento e a lungo termine, potrebbero fare parte del percorso degli studi di italiano che porterebbe i figli e i discenderti dei nostri emigrati a poter veramente capire ed apprezzare la lirica. 

A questi due grandi cantautori potremmo aggiungere Ivano Fossati, Bruno Lauzi, Franco Battiato, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Francesco Guccini e molti altri che fanno parte della vita in Italia ormai da decenni e decenni. Tristemente alcuni di loro, come De André, Battisti, Gaetano e Dalla non sono più con noi, ma questo dovrebbe darci la forza di capire che l’unico modo di assicurare che saranno ricordati è di farli conoscere anche al pubblico internazionale, tramite le nostre comunità italiane in tutti i continenti. 

Non solo cantautori 

E nello scegliere chi può diventare un tramite per incoraggiare l’insegnamento della nostra lingua, dobbiamo aggiungere anche autori che, come i cantautori, non hanno avuto il successo mondiale che le loro opere avrebbero meritato. 

I nostri autori, alcuni dei quali sono stati giornalisti, come Giorgio Bocca, Enzo Biagi, Giampaolo Panza e colui considerato il nostro giornalista più grande e anche l’autore di una Storia d’Italia importante, Indro Montanelli, non solo fornirebbero libri affascinanti da leggere, ma anche i mezzi per poter capire la nostra Storia aumentando le capacità in italiano degli studenti d’italiano all’estero, tanto da renderli capaci ed infine apprezzare in toto i nostri autori più impegnativi nella lingua che esprime al meglio i loro pensieri, l’italiano. 

Inoltre, dobbiamo aggiungere una categoria della Cultura che è relativamente nuova, circa 150 anni, ma che è ora un brand fondamentale della Cultura del mondo, il Cinema. 

L’Italia ha fornito registi e sceneggiatori di grandezza mondiale. Alcuni di loro, come Federico Fellini, Sergio Leone e Luchino Visconti, hanno avuto il riconoscimento che meritano, ma altri come Dino Risi, Alessandro Blasetti e Piero Germi, per nominarne soltanto tre, sono ancora  nomi sconosciuti al pubblico internazionale. 

Come per la musica e la letteratura, imparare la nostra lingua darebbe agli studenti la chiave per vedere e capire questi maestri importanti della nostra Cultura e altri mezzi per capire il nostro Paese perché la musica, la letteratura ed il cinema non sono altro che espressioni della Storia del paese. Comprenderne l’evoluzione significa comprendere anche e soprattutto il Bel Paese. 

Però, per fare questo dobbiamo aumentare il numero di studenti della nostra lingua in giro per il mondo, a partire dai figli e discendenti dei nostri parenti e amici che da oltre 150 anni vanno all’estero per realizzare una vita nuova. 

Lavorare insieme 

Però, per fare questo non basta ripetere la frase “abbiamo il Patrimonio Culturale più importante del mondo”. Dobbiamo partire dall’assunto che la lingua fa parte del patrimonio personale dei figli e discendenti degli emigrati e dobbiamo fornire loro esempi sui motivi per cui dovrebbero imparare la lingua dei loro padri. 

Sembrerà paradossale a molti, ma i primi passi dovrebbero essere nelle lingue dei paesi di residenza per fare capire a loro che ci sono personaggi, cantanti, registi ed autori che vale la pena conoscere per bene e per cui vale davvero la pena cominciare a studiare la lingua Italiana. 

E tutto questo non si fa con iniziative isolate, ma con programmi a lungo termine ben organizzati e mirati, perché il successo vero si ottiene con uno sforzo nazionale, preferibilmente in collaborazione con gli enti italiani in questi paesi per fare capire ai figli e discendenti dei nostri parenti e amici all’estero che l’italiano non è solo la lingua di chi abita in Italia, ma è anche la loro e che è soprattutto la chiave per una vita molto più ricca, sotto ogni aspetto. 

di emigrazione e di matrimoni

Why learn Italian? 

Italian is not only our country’s language but it is also and above all what identifies us as Italians and marks the major difference between us and other nationalities.

Why learn Italian? In the original Italian version of the article this seems a strange question to ask but it is a question that we must not only ask, we must also provide a convincing answers to make the children and descendants of Italian migrants around the world understand that our language is not only a reminder of their past but could and should also be part of their lives today.

Italian is not only our country’s language but it is also and above all what identifies us as Italians and marks the major difference between us and other nationalities.

However, the language must also be the link that keeps alive the connections between Italy and the Italian communities scattered around the world but these connections must not be limited to only one or two generations, they must continue from generation to generation and this will only happen when we have encouraged  the children and descendants of our relatives and friends overseas that learning our language is not only something that belongs to a country that many of them have not yet known but that our language is also a fundamental part of their identity and cultural heritage.

 The first answer

For us in Italy the first answer to the question is all too obvious but it is an aspect that we have an obligation to finally understand because it is an essential key for the promotion of our Culture overseas and it is an aspect that many in Italy cannot imagine.

The first answer to the question is that, for the children and descendants of Italian migrants, learning our language would make their lives much richer in every way because it would give them the most important means to understanding the true greatness of their cultural heritage.

We in Italy know that ours is the world’s biggest Cultural Heritage but this knowledge does not exist when we go outside out national borders.

Every country believes it has the world’s greatest Culture and therefore every country teaches this to their students and amongst these student there are descendants of Italian migrants who all too often do not study anything about our country, about our, and therefore also their own, history and Culture that is part of their personal heritage and to truly understanding every aspect of this Heritage the true key can only be our language.

But we must be careful and not make the mistake of wanting to start from the Glory of the Opera and the major authors and this reason for this is very simple. They do not have the personal means to appreciate them which is the cultural expertise that primary school in Italy begins to build in the children.

So, where do we have to start to make the children and descendants of our migrants overseas understand that it is truly worth learning our language?

Arbore 

The answer to this question was given by the legendary Italian performer Renzo Arbore at the first Estates General of the Italian Language in Florence in 2016. In declaring to the audience an almost heretical idea for many experts, that is to start from pop singers and the cantautori (singer songwriters), he showed an awareness not only of the limits of potential students overseas but also that we have an obligation to let the world know our great artists at all levels, starting with the category that is almost unknown overseas precisely because they perform almost exclusively in our language, the cantautori. 

For this reason we have added videos of songs by two of the greatest cantautori ever. The first was not only a great musician but also a true poet, Fabrizio de André, with “La Canzone di Marinella (Marinella’s Song) and the second Lucio Battisti who also sang in Spanish but is unknown to the huge English language public with his “Pensieri e Parole” (Thoughts and Words) that was voted the Italy’s Song of the Century at the end of the 20th century.

Both videos have the original versions of the lyrics and the translation into English and Battisti’s track also has the Spanish translation for our readers in South America. It takes little effort for the ear to understand that the songs are also poems and the rhymes that cannot be translated into other languages, especially into English.

These are two legendary songs of Italian Pop music which not only are beautiful in themselves but, even more, as part of a well planned and long term programme could be part of the path of Italian language studies that would take the children and descendants of our migrants to be able to truly understand and appreciate Opera.

To these two great cantautori we could add Ivano Fossati, Bruno Lauzi, Franco Battiato, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Francesco Guccini and many others who have been part of life in Italy for decade after decade. Sadly some of them, such as De André, Battisti, Gaetano and Dalla, are no longer with us but this should give us the strength to understand that the only way to ensure that they will be remembered is to make them known also by the international audience through our Italian communities in all the continents.

Not only cantautori 

And in choosing who can become a means for encouraging the teaching of our language we must also add authors who, like the cantautori, have not had the worldwide success that their works would have deserved.

Our authors, some of whom were also journalists, such as Giorgio Bocca, Enzo Biagi, Giampaolo Pansa and he who is considered our greatest journalist and also author of an important History of Italy, Indro Montanelli, would not only provide fascinating books to read but also the means to understand our history, increasing the Italian language skills of students of Italian overseas so as to make them capable of finally appreciating fully our most demanding authors in the language which best expresses their thoughts, Italian.

Furthermore, we must add another category of Culture that is relatively new, about 150 years old, but which is now a fundamental brand of the world’s Culture, the Cinema.

Italy has provided world class movie directors and scriptwriters. Some of them, such as Federico Fellini, Sergio Leone and Luchino Visconti have had the recognition they deserve but others, such as Dino Risi, Alessandro Blasetti and Piero Germi to name only three, are still unknown to the international public.

As with music and literature, learning our language would give students the key to watching and understanding these major masters of our Culture and other means for understanding our Country because music, literature and the cinema are nothing more than expressions of our country’s history. Understanding their evolution also and above all means understanding Italy.

However, in order to do this we must increase the number of students of our language around the world, starting with the children and descendants of our relatives and friends overseas who have been going overseas to create a new life.

 Working together

But to do this it is not enough to repeat the phrase “We have the world’s greatest Cultural Heritage” We must start with the assumption that the language is part of the personal heritage of the children and descendants of migrants and we must provide them with reasons why they should learn the language of their forebears.

It will seem paradoxical to many but the first steps should be in the languages of the countries of residence to let them understand that there are people, singers, directors and authors who are worth knowing well and for which it is truly worth the effort to start studying Italian.

And all this cannot be done with isolated initiatives but with well organized and targeted long term programmes because true success is achieved with a national effort, preferably in collaboration with Italian organizations in these countries to make the children and descendants of our relatives and friends overseas understand that Italian is not only the language of those who live in Italy but that it is also theirs and that it is above all the key to a life that is much richer in every respect.


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