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Italiani nel Mondo

Migranti: Integrazione o Assimilazione? — Migrants: Integration or Assimilation?

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Migranti: Integrazione o Assimilazione?

di Gianni Pezzano

 

Non potevamo lasciare l’ultimo articolo sul razzismo (https://thedailycases.com/gli-idioti-tra-di-noi-the-idiots-amongst-us/) senza parlare di un aspetto fondamentale per l’immigrazione che deve preparare il terreno su come gli immigrati in qualsiasi paese vengono accolti e come dovranno sistemarsi nel nuovo paese di residenza. 

Di solito questo aspetto dell’immigrazione viene visto in due modi molto diversi tra di loro, che possono essere definiti dalle due parole nel titolo di questo articolo, l’Assimilazione e l’Integrazione.  

Come riporta il Centro Interculturale della Città di Torino nel suo sito web l’Assimilazione, in parole povere, il processo in cui l‘immigrato deve rinunciare alla sua vecchia cultura per assumere per intero la lingua e le usanze, lo porta verso “l’invisibilità, cioè verso l’atomizzazione individuale e la scomparsa in quanto collettivo individuale distinto in seno alla collettività di accoglienza”. 

In sintesi, l’immigrato deve perdere ogni aspetto della sua identità personale legato al paese d’origine/nascita per assumere per intero la cultura del nuovo paese di residenza. 

Pensando ai modelli degli emigrati italiani nel mondo, se i paesi di residenza dei nostri parenti e amici all’estero avessero optato per la l’Assimilazione non ci sarebbero mai state le varie “Little Italy” in giro per il mondo, i loro figli/discendenti non avrebbero potuto imparare la lingua italiana, molte industrie all’estero fondate da italiani utilizzando prassi italiane, come la produzione di salumi, formaggi, senza dimenticare ristoranti italiani, come anche prodotti industriali non sarebbero mai esistiti, rendendo molto più povere le Culture e le economie dei vari paesi di residenza. E questo vale per ogni gruppo di immigrati in ogni paese dove ci sono immigrati. 

Però, se guardiamo l’Integrazione, un gruppo di esperti del Consiglio Europeo citato dai sociologi Erika Cellini e Roberto Fideli lo definisce come un “processo di conforto e di scambio di valori, di standard di vita e modelli di comportamento tra popolazione immigrata e società ospitante”. 

Insomma, un processo in cui gli immigrati diventano membri attivi della nuova Cultura di residenza, fornendo esempi, tradizioni, usanze, ecc., che con il tempo diventerebbero parte integrale non solo della Cultura ospitante, ma spesso fornendo modelli anche per scambi culturali con i vari paesi d’origine dei gruppi. 

Infatti, un aspetto che l’Assimilazione ignora è che ogni incontro tra Culture, e l’emigrazione è senza dubbio una dei modi più comuni per incontri culturali, comporta il cambiamento di entrambe le Culture perché forniscono fonti di nuovi modelli di comportamenti, nuove visioni del mondo, ecc. 

Vediamo questo ogni giorno sui social quando immigrati italiani in giro per il mondo mostrano la continuazione delle loro tradizioni nel fare le salsicce, i pranzi di famiglia, le prime comunioni, e molte altre usanze, moltissime delle quali sono state poi adottate dai locali. Senza dimenticare che con il tempo l’arrivo inevitabile di nuovi parenti non italiani nelle famiglie vuol dire l’assunzione anche di alcune delle tradizioni delle loro culture. 

Questo vale in tutti i campi della vita, ma specialmente nei campi delle arti dove l’arrivo di nuovi artisti da altre culture fornisce nuovi stili di musica, arte, uso del colore, modelli di ispirazione che creano nuove forme di arte.  

In Italia abbiamo un esempio classico di questo con il jazzista napoletano, James Senese, figlio di madre napoletana e padre di un soldato Afro-Americano. Il suo gruppo Napoli Centrale ha avuto un ruolo importante nel rinnovo della canzone napoletana dopo la Seconda Guerra Mondiale, che ha ispirato altri cantautori napoletani partendo dal grande Pino Daniele. Il filmato sotto del 1975 fa vedere un esempio del jazz insieme al dialetto napoletano di Napoli Centrale. Inoltre, il secondo filmato sotto mostra uno spettacolo di Pino Daniele insieme a James Senese sul sassofono. 

 

 

Esempi come questi di Napoli si trovano ovunque ci siano immigrati e dove le autorità locali hanno incoraggiato gli immigrati a utilizzare i loro talenti, ed un esempio stupendo di questo si trova negli Stati Uniti dove un immigrato siciliano è diventato uno dei registi cinematografici più importanti della Storia del cinema, Frank Capra, che spesso utilizzava l’ispirazione della sua vita e di altri immigrati in quel paese per definire il “sogno americano” che quasi tutti di loro cercavano quando sono partiti dai loro paesi d’origine. 

 

 

Naturalmente, l’integrazione è delicata e non tutte le usanze dei paesi vecchi sono adatte alla nuova vita, e non parliamo solo degli esempi che molti indicano dell’emigrazione di gruppi musulmani. Ogni paese ha avuto usanze e tradizioni che non si conformano con quel che consideriamo una “vita moderna”. Due esempi di questo vengono proprio dall’Italia dove il “delitto d’onore” ed i “matrimoni riparatori” erano parte integrante della vita di certe regioni fino agli anni ’80, e la frequenza dei femminicidi nel nostro paese purtroppo dimostra che ci sono ancora coloro che vorrebbero praticare queste usanze barbare… 

Per realizzare Integrazione le autorità locali devono lavorare insieme alle comunità degli immigrati per assicurare non solo che non entrino fanatici, sia religiosi che politici, ma anche che le usanze ormai desuete nel mondo d’oggi non entrino nei nuovi paesi di residenza. 

E l’Integrazione dovrebbe comportare non solo l’insegnamento della lingua locale ai nuovi arrivati, ma anche che i figli/discendenti possano imparare la lingua e la Storia/Cultura del loro paese d’origine, perché queste fanno parte della loro identità e sono Patrimonio culturale personale.  

Ed in questo modo il paese ospitante incoraggerebbe scambi tra i paesi che avrebbero benefici importanti per tutti, culturali, e soprattutto economici, come vediamo regolarmente in altri paesi come gli Stati Uniti e l’Australia dove i figli/discendenti di immigrati hanno fondato industrie importanti con rami internazionali. 

Quindi non guardiamo l’immigrazione con l’occhio all’Assimilazione, ma con l’occhio all’Integrazione perché i vantaggi di accogliere nel modo giusto i nuovi immigrati sono molto più grandi ed importanti delle perdite subite pretendendo che loro assumano per intero la nuova Cultura, ed in questo modo non perdono una parte integrante della loro identità con ovvi rischi di radicalizzazione da parte di fanatici come abbiamo visto in Francia, il Regno Unito e altri paesi. 

 

di emigrazione e di matrimoni

Migrants: Integration or Assimilation?

by Gianni Pezzano

 

We could not leave the last article about racism (https://thedailycases.com/gli-idioti-tra-di-noi-the-idiots-amongst-us/) without talking about a fundamental aspect of immigration that must prepare the ground for how migrants are welcomed to any country and how they have to settle into the new country of residence. 

Usually this aspect of immigration is seen in two very different ways that can be defined by the two words in the title of this article, Assimilation and Integration. 

As stated in the website of the Intercultural Centre of the City of Turin Assimilation leads the migrant “towards invisibility, that is towards individual atomization and the disappearance as a distinct individual collective within the host community” 

In brief, the migrant must lose every aspect of his/her personal identity tied to the country of origin/birth to fully assume the culture of the new country of residence.  

Thinking about the models of Italian migrants around the world, if the countries of residence of our relatives and friends overseas had opted for Assimilation there would not have been the various “Little Italies” around the world, their children/descendants would not have been able to learn Italian, many industries founded by Italians using Italian systems, such as the productions of cured meats, cheeses, without forgetting Italian restaurants, as well as industrial products, would never have existed, making the Cultures and economies of the various countries of residence much poorer. And this is true for every group of migrants in every country where there are migrants.  

However, if we look at Integration, a group of experts of the European Council cited by the sociologists Erika Cellini and Roberto Fideli defines it as a “process of comfort and exchange of values, of standard of life and models of behaviour between the immigrant population and the host society” 

In summary, a process in which immigrants become active members of the new Culture of residence, providing examples, traditions, customs, etc, which over time would become an integral part not only of the host Culture but often also providing examples for cultural exchanges with the various countries of origin of the groups.  

In fact, one thing that Assimilation ignores is that every meeting between Cultures, and migration is without doubt one of the most common forms of meetings of cultures, involves changes in both Cultures because they provide sources of new patterns of behaviour, new visions of the world, etc, etc, etc. 

We see this every day on the social media when Italian migrants and their children/descendants around the world continually show their traditions with the making of sausages, family lunches, first holy communions and many other customs, many of which were then adopted by the locals. Without forgetting that over time the inevitable arrival of new non-Italian relatives also means assuming some of the traditions of their cultures. 

This is true in all fields of life but especially in the fields of the arts where the arrival of new artists from other cultures provides new styles of music, art, sense of colour and new models of inspiration that create new forms of art.  

In Italy we have a classic example of this with the Neapolitan jazz artist James Senese, the son of a Neapolitan mother and father who was an African American soldier. His group Napoli Centrale played a major role in the renewal of Neapolitan music after the Second World War that inspired other Neapolitan singer-songwriters starting with the great Pino Daniele. The 1975 video below shows an example of Napoli Centrale’s jazz together with Neapolitan dialect. In addition, the second video below shows Pino Daniele playing together with James Senese on the saxophone.  

 

 

Examples such as these from Naples are found wherever there are migrants where the local authorities encouraged the migrants to use their talents and a stupendous example of this is found in the United States where a Sicilian migrant became one of the most important directors in the history of cinema, Frank Capra, who often used inspiration from his life and the lives of other migrants in that country to define the “American dream” that almost all of them were looking for when they left their towns of origin.  

 

 

Of course, Integration is delicate and not all the old customs are suitable for the new life and we are not talking only about the examples that many use of migration of Moslem groups. Every country has had customs and traditions that do not conform with what we consider a “modern life”. Two examples of this come from Italy where the “delitto d’onore” (honour killing) and the “matrimoni riparatori” (reparatory marriages) were an integral part of life in certain regions until the ‘80s and the frequency of femicides in our country unfortunately shows that there are still those who would still like to practice these barbaric customs… 

In order to have Integration the local authorities must work together with the immigrant communities to ensure not only that fanatics, whether religious or political, but also customs that are now unsuitable for today’s world do not enter into the new countries of residence.  

And Integration must not only involve teaching the local language to the new arrivals but also that the children/descendants can learn the language and history/Culture of their country of residence because these are part of their personal identity and their personal Cultural heritage.  

And in this way the host country would encourage exchanges between the countries that would have major benefits, cultural and above all economic, for everybody, as we see regularly in other countries such as the United States and Australia where children/descendants of migrant have established major industries with international branches.  

So, let us not look at migration with an eye to Assimilation but with an eye to Integration because the advantages of welcoming the new migrants in the right way are much greater and more important than the losses suffered by expecting them to fully assume the new Culture and in this way they do not lose an integral part of their identity with obvious risks of radicalization by fanatics as we have seen in France, the United Kingdom and other countries.