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Italiani nel Mondo

Gli idioti tra di noi — The idiots amongst us

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Gli idioti tra di noi

di Gianni Pezzano

 

La bellezza, l’intelligenza e l’idiozia non hanno passaporto, colore di pelle o religione e abbiamo avuto prova di questo in risposta a un post su una pagina Facebook degli italiani di una città all’estero che, per ovvi motivi, rimarrà innominata. — CONTINUA

Nel post una ragazza italiana recentemente laureata ha chiesto assistenza nel sistemarsi in quella città per poter fare un dottorato di ricerca in un’università locale. È una richiesta che in una forma o l’altra appare spesso su queste pagine e non doveva suscitare scalpore, ma l’arrivo dell’idiota di turno ha mostrato proprio la veracità della frase sopra, suscitando scompiglio e scalpore da altri utenti e, oso dire, anche imbarazzo per la ragazza che aveva fatto la richiesta. 

Un utente che possiamo dire soffra di una forma particolare di idiozia non ha risposto alla domanda, ma ha detto “il tuo nome non è italiano, cosa fai in una pagina dedicata agli italiani della città di XXX?” 

Non sono stato l’unico a dirgli che un nome da solo non definisce chi sia o non sia italiano. Infatti, l’italiano del post era educatissimo, non una sorpresa visto che non solo è nata e cresciuta in Italia, indubbiamente figlia o nipote di emigrati nel paese,  ma è laureata in Ingegneria Spaziale all’Università degli Studi di Bologna e lavora in quel campo. Inoltre, considerando che vuole fare un dottorato di ricerca in un altro paese, ha una conoscenza perfetta di almeno un’altra lingua, se non di più viste le sue origini.  

In risposta alle obbiezioni di altri utenti, compreso chi scrive, lui ha contestato i commenti con tutta l’arroganza e l’aggressività del suo genere di idiozia con accuse di “buonismo” e altre parole simili e anche commenti offensivi verso gli immigrati che ora sono in Italia, alcuni alla terza e oltre generazioni. 

Quel che il suo atteggiamento rende ancora più ridicolo, ed è un paradosso,  è che, dal suo nome anglicizzato ed il cognome italiano lui stesso è figlio o nipote di emigrati in un paese dove vige una legge di ius soli per la cittadinanza e quindi, secondo il suo “ragionamento” in risposta al post originale, nemmeno lui avrebbe diritto di considerarsi cittadino del paese in cui è nato… 

Ringrazio gli amministratori della pagina che hanno risposta immediatamente alle segnalazioni, compresa la mia, cancellando i commenti ed è stato anche cacciato dal gruppo. Però, questo vicenda non può passare senza commento. 

Il lettore acuto avrà notato che la frase inziale dell’articolo cita la bellezza, ma non la bruttezza, ed il motivo è molto semplice. 

I componenti del genere di idiozia al quale appartiene l’utente abusivo espongono tutta la bruttezza di quella minoranza molto vocale della popolazione di ogni paese che giudica, e spesso condanna, persone secondo il loro nome, il loro passaporto, il colore della loro pelle e anche la loro religione. 

Ed è proprio questo il motivo per cui non ho nominato le chiare origine della ragazza del post perché farebbe il gioco di quella minoranza che sentiamo ogni giorno nei luoghi di lavoro, a scuola, ai bar, per la strada, sui mezzi pubblici e così via rendendo la vita difficile per coloro che sono “diversi” in ogni paese del mondo.  

Il migliore e unico biglietto da visita della ragazza, e di ciascuno di noi, dovrebbe essere SEMPRE il nostro comportamento personale, le nostre qualifiche e le nostre esperienze. 

Ed i componenti di questa minoranza vocale comprende ciascuna categoria della società da politici a sportivi, da medici a semplici operai, da insegnanti a presentatori e persino commentatori nei giornali, alla radio e alla televisione, alcuni dei quali hanno fatto carriera proprio con questi comportamenti perché fanno “spettacolo” che aumenta il pubblico dei loro programmi. 

E mi duole dire che abbiamo avuto abbondanti prove della presenza di italiani e figli/discendenti di emigrati italiani tra questi idioti negli ultimi mesi da coloro nelle pagine social degli italiani all’estero, e non solo, che hanno contestato i risultati di alcuni sportivi italiani alle Olimpiadi, calciatori agli Europei di calcio e vincitori di altre manifestazioni sportive perché i loro nomi, oppure le loro apparenze, non si conformavano ai concetti “puristi” di cosa vuol dire essere “italiani”. 

Inoltre, c’è un aspetto particolarmente triste nel vedere questi atteggiamenti sulle pagine social degli italiani all’estero. Le frasi offensive vengono scritte o pronunciate da figli, nipoti e pronipoti di emigrati italiani che nel corso di oltre duecento anni hanno subito pregiudizi, discriminazioni e nei casi più traumatici, in modo particolare negli Stati Uniti, linciaggi dai locali proprio per via delle loro origini.  

Nessuna persona ha il diritto di criticare o giudicare altri per via delle loro origini, particolarmente perché non esiste popolo nel mondo che non abbia commesso orrori nella propria Storia, come non esiste popolo nel mondo che in un modo o l’altro non abbia dato contributi importanti in ogni campo dell’esistenza umana.  

Eppoi quando vediamo commenti offensivi in quelle pagine social e qualcuno li contesta la loro risposta è molto spesso “ho il diritto al mio parere”, che ignora un fatto fondamentale, ogni diritto ha i suoi limiti ed il diritto di libertà d’espressione non vuol dire essere liberi dalle conseguenze del nostro comportamento come l’idiota del post ha imparato a proprie spese, conseguenze che in ogni paese potrebbero anche essere giudiziarie. 

Ed infine vogliamo dare il nome alla specie di idiozia di coloro che si comportano in quel modo, quel nome è bruttissimo ma adattissimo al loro comportamento: il razzismo… 

 

di emigrazione e di matrimoni

The idiots amongst us

by Gianni Pezzano

 

Beauty, intelligence and idiocy have no passport, skin colour or religion and we had proof of this in response to a post on the Facebook page of the Italians in an overseas city which, for obvious reasons, shall remain unnamed. 

In the post a young Italian woman who recently graduated from university asked for help in setting herself up in that city to be able to do a PhD in a local university. It is a request that in one form or another often appears on these pages and should not have caused uproar but the arrival of an idiot showed the veracity of the comment above, causing confusion and a stir from other users and, I dare say, even embarrassment for the young woman who made the request. 

The user, who we can say suffers from a particular form of idiocy, did not reply to the request but said “your name is not Italian, what are you doing on a page dedicated to the Italians of the city of XXX?” 

I was not the only one who told him that a name alone did not decide who is or is not Italian. In fact, the Italian of the post was very educated, not a surprise since she was not only born and raised in Italy, undoubtedly the daughter or granddaughter of migrants in the country, but she had graduated in Aerospace Engineering at Bologna University and works in that field. Furthermore, since she wanted to do a PhD in another country she knew at least one other language perfectly, if not more given her origins. 

In reply to the objections of others users, including the writer, he contested the comments with all the arrogance and aggressiveness of his kind of idiocy with accusations of “snowflake” and other similar words and also offensive comments about the migrants now in Italy, some of which are in the third generations and beyond.  

What makes his attitude even more ridiculous, and it is a paradox, is that from his anglicized name and Italian surname he himself is the son or grandson of migrants in a country with a ius soli (place based) citizenship law and therefore, according to his “reasoning” in response to the original post, not even he would have the right to consider himself a citizen of the country in which he was born… 

I thank the administrators of the page who immediately responded to the reports, including mine, by deleting the comments and he was also kicked out of the group. However, this matter cannot go without a comment. 

The acute reader would have noticed that the phrase that opened the article mentioned beauty but not ugliness and the reason is very simple. 

The members of the genre of idiocy to which the abusive user belongs expose all the ugliness of that very vocal minority of the population of every country that judges, and often condemns, people according to their name, their passport, the colour of their skin and also their religion. 

And this is the very reason why I did not mention the obvious origins of the young woman of the post because it would play the game of that minority that we hear every day in the workplace, at school, the bars, on the street, on public transport and so forth making life difficult for those people who are “different” in every country in the world. 

The young woman’s best and only visiting card and for every one of us should ALWAYS be our personal behaviour, our qualifications and our experience. 

And the members of this vocal minority include every category of society from politicians to sports men and women, from doctors to simple workers, from teachers to even commentators in the newspapers, on the radio and television, some of whom made a career precisely with this behaviour because they make a “show” that increases the audience of their programmes.  

And it hurts me to say that we have a lot of proof of the presence of Italians and children/descendants of Italian migrant amongst these idiots in recent months from the people on the social media pages of the Italians overseas, and not only, who contested the results of some Italian sportsmen and women in the Olympic Games, footballers in the European Championship and winners of other sporting events because their names, or even their appearance, do not conform to the “purist” concepts of what it means to be Italian.  

Furthermore, there is a particularly sad aspect of seeing these attitudes on the social media pages of Italians overseas. The offensive comments are written or said by the children, grandchildren and great grandchildren of Italian migrants who, over two centuries, suffered prejudice, discrimination and in the most traumatic cases, particularly in the United States, lynchings by the locals precisely because of their origins.  

Nobody has the right to criticize or judge others due to their origins, particularly because there is no people in the world that has not committed horrors in their history, just as there is no people in the world that in one way or another has not made major contributions in every field of human existence. 

And then, when we see offensive comments in the social media pages and someone disputes them the answer is very often “I have a right to my opinion” that ignores one fundamental fact, every right has its limits and the right of freedom of expression does not mean freedom from the consequences of our behaviour, as the idiot of the post learnt the hard way, consequences that in every country could also be judicial.  

And finally we want to name the kind of idiocy of those who behave in that way, that name is very ugly but very suitable for their behaviour: racism.