Ambiente & Turismo
Matera al terzo posto tra le 52 città da visitare nel mondo secondo il New York Times.
La bellezza della Basilicata, celebrata da Carlo Levi, Mel Gibson, Francis Ford Coppola, diventa internazionale
di Vito Nicola Lacerenza
“La Basilicata esiste!” ha cantato l’attore lucano Rocco Papaleo. Quest’anno, anche il New York Times si è fatto portatore dello stesso messaggio, inserendo Matera, “la città dei sassi”, tra le 52 località del mondo da visitare nel 2018 e, per di più, al terzo posto. Sul podio, dunque. Per questa città, come per tutto il territorio lucano, è giunto, finalmente, quel meritato riscatto fin troppo atteso e desiderato dalla sua gente. “Nonostante il suo passato leggendario e antico, questa regione non è stata considerata nei tempi moderni”. Così ha scritto il New York Times, uno dei più autorevoli quotidiani del mondo. Considerazione valida solo in parte perché in passato già Hollywood ha celebrato e fatto conoscere le incredibili bellezze di Matera, prima con Mel Gibson, che, da regista, ha girato in Basilicata il film “La passione di Cristo, e, successivamente, Morgan Freeman che, sempre da regista, ha fatto dei “sassi” il set ideale per il suo remake di “Ben Hur”.
Senza contare, che il grande regista americano, Francis Ford Coppola, poco distante da Matera, a Bernalda, ha aperto un albergo e un bar. Ora, nel 2018, “i sassi” e la Lucania sono sotto gli occhi del mondo. Chissà cosa direbbe Alcide De Gasperi, che, nel 1950, in qualità di primo ministro, aveva visitato le grotte della splendida città lucana, trovando al loro interno famiglie di contadini in assoluto stato di indigenza, povertà e analfabetismo. Sarebbe sicuramente felice di vedere che, quella che allora era diventata la vergogna dell’Italia, oggi, è motivo di ammirazione da parte di tutti. Eppure, anche quelle pagine dolorose del passato non sono da disprezzare. Perché “i sassi”, quell’affascinante intrigo di grotte scavate nel tufo, sono il risultato di secoli e secoli di picconate date dai contadini materani per ricavarsi un’abitazione.
Quell’arcaica bellezza, capace di incantare il mondo, è figlia degli stenti, della miseria e delle difficoltà. La necessità di difendersi dagli assalti dei briganti ha spinto gli antichi abitanti a dare alla propria città la forma che ha oggi. Per respingere i banditi, c’era infatti bisogno di mutuo soccorso, di vicinanza. Perciò le case sono tutte a ridosso l’una sull’altra. È la bellezza della solidarietà, che si respira ancora oggi, camminando per le ripide scalinate dei “sassi”. Una bellezza, contadina, di cui Carlo Levi aveva già scritto nel suo libro “Cristo si è fermato a Eboli”. “Nella capitale dei sassi si cela la capitale degli antichi contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà”. Adesso, al posto dell’analfabetismo, c’è la nomina di Matera a capitale della cultura per l’anno 2019. Da quelle grotte di tufo, ora, risuonano le note jazz. Colonna sonora per le migliaia di turisti che ogni giorno, in ogni stagione, si abbandonano tra l’“antica bellezza” delle vie del centro e l’odierno brulicare degli originalissimi negozi che fanno da cornice ad alberghi incastonati negli scorci mozzafiato. Non resta che guardare con orgoglio a questa terra che ha saputo far tesoro della sua storia, a volte così ingrata e triste, per diventare uno dei posti più belli del mondo.
