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Lega, Sergio Divina : Europa si, Europa no

By 24 Marzo 2014 Aprile 11th, 2014 No Comments

divinaUscire dall’euro ma non dall’Europa, è questo l’attuale cavallo di battaglia della Lega nord. “E’ la moneta unica  la causa della crisi” sostiene il senatore trentino Divina

Roma, 23 marzo – “Secondo dati Istat la crisi ha determinato una perdita del potere d’acquisto, valutabile in media 2400 euro l’anno per ogni famiglia italiana” è quanto sostiene Sergio Divina, senatore e vicepresidente della Lega nord eletto in Trentino Alto Adige, che attribuisce questo crollo economico alla moneta unica che ormai da più di un decennio ha sostituito la lira. “ L’euro doveva essere lo strumento per parificare i costi in ambito europeo– spiega Divina, – ma così non è stato. Ha invece contribuito a rinforzare chi forte lo era già e ad indebolire ulteriormente chi si trovava in difficoltà. Uno Stato con una moneta troppo ‘pesante’ rispetto alla reale economia si ritrova ad avere un ‘listino prezzi’ dei suoi prodotti troppo alto, di conseguenza avrà difficoltà a venderli. E’ quello che è successo al nostro Paese dall’entrata nell’Euro in poi: un vero massacro che ha mandato a gambe all’aria troppe piccole e medie imprese”. In realtà il debito pubblico italiano era già alto anche prima di entrare nell’euro, che va ricordato, vede la nostra partecipazione con un cambio di 1936,27  lire per ogni euro. Secondo la Lega nord, che ha abbandonato il federalismo facendo diventare la necessità di uscire dall’euro il nuovo cavallo di battaglia proposto ai suoi sostenitori, il cambio lira – euro ha determinato un calo parossistico della vendita dei prodotti del made in Italy, diventati troppo costosi e poco competitivi, ed un aumento degli acquisti dei prodotti d’importazione. Che tradotto in termini di occupazione vuol dire che le assunzioni di lavoratori avvengono in altri paesi e non certo in Italia dove la produzione è in continuo calo ed aumenta la disoccupazione. “Con l’avvento dell’euro gli italiani hanno visto dimezzati i loro risparmi, – incalza Sergio Divina , – e raddoppiati i prezzi dei beni di primo consumo, a partire dalla spesa giornaliera per mangiare. L’euro italiano, sopravvalutato, ha creato solo danno, senza contare il confronto con i cosiddetti paesi virtuosi gestito dallo spread, che ci rende poco affidabili per i mercati esteri. Più che una Europa unita sembriamo paesi l’un contro l’altro armati a colpi di spread in una lotta per recuperare una maggiore dignità economica agli occhi del mondo”. lira euroLa tesi della Lega nord trova conforto nella qualificata opinione di almeno sette premi Nobel per l’economia, ultimo in ordine di tempo Cristopher Pissarides, Nobel del 2010 e docente  alla London School of Economics, che sostiene “ L’euro dovrebbe essere smantellato in maniera ordinata, oppure i membri più forti dovrebbero fare rapidamente tutto il necessario per renderlo compatibile con crescita e occupazione”. Del resto con l’introduzione del fiscal compact e nel rispetto del Mes per i prossimi vent’anni dovremo versare all’Europa più di 50 miliardi l’anno, impegno che il nuovo presidente del Consiglio Matteo Renzi deve rispettare se vuole far restare il Paese in eurozona. “ Noi della Lega consideriamo Renzi un buon venditore di pentole, tante parole e zero soluzioni,” – conclude Divina, – “La verità è che uscire dall’euro è l’unica via per salvare la nostra economia, diversamente andremo in default. Certo per rimettere in piedi il paese non basta questo. Mantenere il rapporto politico con l’Europa è fondamentale, e l’appuntamento con le europee di maggio prossimo è una priorità nei nostri programmi. Oltre questo per realizzare una crescita economica bisogna ridurre la burocrazia e la spesa dell’amministrazione pubblica, rendere più rapida la giustizia, abbassare le tasse, aiutare le imprese e favorire la ricerca, unica in grado di produrre nuove idee e di conseguenza nuova economia. E se restiamo nell’euro anche le decisioni politiche continueranno ad essere viziate da volontà altrui perché in eurozona nessuno è padrone in casa propria. ”


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