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Italiani nel Mondo

Le Catene di Cultura e Tradizioni — The Chains of Culture and Tradition

Pubblicato

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Tempo di lettura: 8 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Le Catene di Cultura e Tradizioni

di Gianni Pezzano

 

“Abbiamo qualcosa che loro non hanno e non avranno mai, cultura e tradizione! E finché avremo queste nessuno ci distruggerà mai. Il nostro è il paese più grande del mondo” 

Questa commento non è stato detto in italiano ma in hindi, però potrebbe benissimo essere stato detto da moltissimi addetti ai lavori cuturali, e non solo, in Italia ogni volta che qualcuno suggerisce modi nuovi per fare cose, in modo particolare risolvere problemi, partendo dalla promozione del nostro paese all’estero. 

Difatti, il commento viene da un film indiano affascinante del 2009 “Swades” (“Una luce dal passato” in Italia) che racconta la storia di un ingegnere indiano negli Stati Uniti che, per motivi di famiglia, ritorna al paese di origine brevemente e si trova a dover affrontare problemi endemici nel paese. Il commento è la risposta di un consigliere comunale del paesino ai suoi suggerimenti per risolvere questi problemi. 

La scena ci ha colpito e non solo perché abbiamo sentito questo stesso commento quasi ogni volta che abbiamo cercato di fare qualcosa di nuovo ed innovativo. Ha colpito anche perché l’India è uno dei pochi paesi del mondo che possono sfidare l’Italia per la longevità e la varietà della sua Storia, Cultura e tradizioni ed il successo mondiale dei film di Bollywood dimostra che hanno anche altre lezioni da darci per il futuro.  

Ma quel che colpisce di più del commento è che molte volte chi lo pronuncia è una persona che spesso ha le stesse critiche di quel che succede nel paese ma che lo difende automaticamente semplicemente perché le nuove idee, oppure le ispirazioni per le nuove idee, vengono dall’estero.  

Proprio quel che succede al protagonista del film e possiamo dire da esperienze personali che questo succede quasi ogni volta che cerchiamo di dare un contributo per promuovere la nostra Cultura e paese all’estero. 

E bisogna dire che il film non è una storia inventata, è tratto dalla storia vera di una coppia indiana di ingegneri emigrati negli USA, che hanno risolto i problemi del loro paese d’origine in India precisamente con idee che avevano visto negli Stati Uniti, e alla fine la coppia ha deciso di rimanere nel proprio paese d’origine per cercare di aiutare i loro concittadini a risolvere altri  problemi. 

E la nostra domanda spontanea alla fine del film era di domandarci: perché l’Italia non fa la stessa cosa con gli italiani che abitano all’estero, sia emigrati che figli/discendenti di emigrati che hanno qualifiche ed esperienze lavorative che potrebbero aiutare l’Italia a risolvere problemi importanti? 

Vogliamo dare due esempi specifici. Il primo, ogni comunità italiana nel mondo ha gruppi di assistenza con decenni di anni di esperienza nell’integrazione di immigrati in quei paesi, allora perché non cerchiamo di utilizzare questo serbatoio di esperienze per trovare il miglior modo di aiutare gli immigrati che ora vengono in Italia?  

Il secondo esempio potrebbe aiutare il paese a rilanciarsi a livello internazionale in seguito alla pandemia. Noi abbiamo emigrati e figli/discendenti di emigrati che lavorano in tutti i campi dell’educazione e la Cultura nei loro paesi di residenza. Allora, perché non utilizzare queste esperienze per aiutarci a promuovere nel modo più efficace non solo il nostro turismo a livello internazionale, ma anche e soprattutto ogni aspetto della nostra Cultura, partendo dalla nostra lingua? 

E nel dare questi due esempi vogliamo anche dare uno sguardo alle prossime elezioni dei Comites in giro per il mondo con un suggerimento per il futuro. Invece di eleggere i Comites con un sistema elettorale criticato sia in Italia che all’estero, perché non istituiamo un sistema di nomine dei componenti dei Comites secondo specifiche qualifiche ed esperienze in base a progetti per promozioni mirate, secondo le esigenze e il profilo del paese di residenza? 

In fondo, i Comites, spesso criticati online nelle pagine social degli italiani all’estero, hanno perso il loro ruolo di “rappresentare” le loro comunità quando il Parlamento in Italia ha deciso di creare le circoscrizioni estere ed eleggere Deputati ed Senatori dall’estero e quindi una riorganizzazione del genere non solo darebbe un ruolo  vero ed importante ai Comites, aiuterebbe anche ad avvicinare molto di più l’Italia con le sua comunità all’estero, con ovvi benefici per tutti. 

Ovviamente questo è un suggerimento molto ambizioso e fino a un certo punto provocatorio, ma possiamo davvero dire che l’Italia non abbia bisogno di nuovi modi di promuovere il nostro paese? 

Non possiamo negare che le promozioni nel passato hanno avuto l’effetto paradossale di vedere il paese che vanta il Patrimonio Culturale più grande del mondo solo al settimo posto come meta turistica internazionale, e che la nostra Cultura è vista fin troppo spesso come pasta e pizza, partendo proprio dagli italiani all’estero come vediamo ogni giorno sulle loro pagine social, e quindi non apprezzata nel mondo alla pari del suo vero livello di varietà. 

Allora smettiamo di vedere le nostre promozioni e progetti limitate dalle catene della Cultura e le tradizioni e cominciamo a cercare nuovi ed innovativi modi di promuovere il nostro paese in ogni suo aspetto, non solo della nostra Cultura, ma anche ogni aspetto della nostra industria per rilanciare il nostro paese a livello mondiale come non abbiamo mai fatto in passato, utilizzando le nostre comunità in giro per il mondo come rampa di lancio di ogni genere dei nostri prodotti. 

E desideriamo chiudere questo articolo con una frase dell’indiano più famoso del mondo, Mahatma Gandhi, che spiega benissimo perché “Cultura e Tradizione” possono essere catene che ci impediscono di realizzare in pieno l’enorme potenzialità del Belpaese e quindi ispirarci a provare strade nuove: 

 “Nessuna cultura può vivere se cerca di essere esclusiva.”  

 

di emigrazione e di matrimoni

The Chains of Culture and Tradition

by Gianni Pezzano

 

“We have one thing they do not have and will never have, culture and tradition! And as long as we have that no one can destroy us. Ours is the greatest country in the world” 

This comment was not made in Italian but in Hindi, however it could very well have been said by many of Italy’s experts of Culture, and not only, every time someone suggests new ways of doing things, especially for solving problems, starting with the promotion of our country overseas.  

In fact the comment comes from a fascinating 2009 Indian film “Swades – We the People” that tells the story of an Indian engineer in the United States and returned to his country of origin briefly for family reasons and finds himself facing endemic problems in the country. The comment is the answer of one of the small town’s council members to his suggestions for solving these problems.  

The scene struck us and not only because we have heard this same comment made almost every time we tried to do something new and innovative. It struck us also because India is one of the few countries in the world that can challenge Italy for the longevity and variety of its history, Culture and traditions and the worldwide success of Bollywood’s films shows that they also have other lessons to teach us for the future.   

But what struck us most about the comment is that many times who says it is a person who often has the same criticism about what happens in the country but who defends it automatically because the new ideas, or the inspiration for the new ideas, come from overseas. 

This is precisely what happens to the film’s protagonist and we can say from personal experience happens almost every time we try to give a contribution to promoting our Culture and country overseas.  

And it must be said that the story is not fictional, it was inspired by a true story of an Indian couple of engineers who migrated to the USA who resolved the problems of their town of origin precisely with ideas they had seen in the United States and in the end the couple decided to remain in their country of origin to try and help their fellow citizens solve their other problems.  

And our spontaneous answer at the end of the film was to wonder: why does Italy not do the same thing with the Italians who live overseas, whether they be migrants or the children/descendants of migrants who have the qualifications and work experience that could help Italy to solve major problems? 

We want to give two specific examples. The first, every Italian community around the world has welfare groups with decades of experience in the integration of migrants in those countries, so why do we not try to use this reservoir of experience to find the best ways to help the migrants who are now coming to Italy? 

The second example could help the country relaunch itself internationally following the pandemic. We have migrants and children/descendants of migrants who work in all the fields of education and Culture in their countries of residence. So, why do we not use this experience to help us promote more effectively not only our tourism internationally but also and above all every aspect of our Culture, starting with our language? 

And in giving these two examples we also want to take a look at the upcoming elections of the Comites around the world and make a suggestion for the future. Instead of electing the Comites with an electoral system that is criticized both in Italy and overseas, why do we not set up a system for appointing the members of the Comites according to specific qualifications and experience based on targeted promotions according to the needs and profile of the country of residence? 

After all, the Comites, often criticized on the social media pages of the Italians overseas, lost their role of “representing” their communities when Italy’s Parliament decided to created overseas electorates to elect Deputies and Senators from overseas and therefore such a reorganization would not only give the Comites a real and major role, it would also help to bring Italy much closer to its communities overseas, with obvious benefits for everyone. 

Obviously this is a very ambitious and up to a certain point provocative suggestion but can we really say that Italy does not need new ways to promote our country? 

We cannot deny that the promotions in the past have had the paradoxical effect of seeing the country that boasts the world’s biggest Cultural Heritage ranked only seventh as an international tourist destination and that all too often our Culture is seen as pasta and pizza, starting precisely from the Italians overseas as we see every day on their social media pages, and therefore is not appreciated in the world on a par to its true level of variety. 

So let us stop seeing our promotions and projects limited by the chains of Culture and traditions and let us start looking for new and innovative ways of promoting every aspect of our country, not only of our Culture but also of every aspect of our industry, to relaunch our country globally as we have never done on the past, by using our communities around the world as a launching pad for all kinds of our products.  

And we wish to close this article with a phrase from Mahatma Gandhi, the world’s most famous Indian, which explains very well why “Culture and Tradition” can be chains that prevent us from fully fulfilling Italy’s huge potential and therefore must inspire us to try new roads: 

“No culture can live if it tries to be exclusive”