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Lavoro o politica? Dis…Onorevoli per un pugno di euro!

By 13 Agosto 2020 Ottobre 16th, 2020 No Comments

Necessità e passione sono due cose ben distinte. La Politica Italiana ha perso quella dignità che i Parlamentari dovrebbero avere per rispettare quell’appellativo a loro conferito: “Onorevole”

 Di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari – CTIM Australia

La situazione che stiamo vivendo in questi giorni dimostra più che mai, se ce ne fosse ancora bisogno, che la Politica Italiana nell’ultimo decennio ha perso quella dignità che i Parlamentari dovrebbero avere per omaggiare quell’appellativo a loro conferito: “Onorevole”.

Stiamo parlando del caso della richiesta, da parte di Consiglieri Comunali, Amministratori Regionali sino ad arrivare ai Parlamentari, dei 600 euro diventati 1000 messi a disposizione del Governo per aiutare le Partite Iva nel momento più difficile della pandemia da covid19, finiti nelle tasche di questi personaggi moralmente discutibili e privi di quell’etica di cui un Politico dovrebbe essere dotato. E come al solito nel Bel Paese abbiamo già provveduto a differenziare e giustificare gli uni o gli altri, dando la responsabilità di quanto accaduto ad una parte politica o all’altra senza comprendere che non vi è nessuna giustificazione accettabile in nessuna direzione.


Il titolo da noi pensato è “Lavoro e Politica” distinguendo le due cose in necessità e passione, quindi dovrebbe essere logicamente chiaro a tutti che per la maggioranza della popolazione il lavoro è un bisogno primario per il proprio sostentamento e quello della propria famiglia, mentre la Politica dovrebbe essere una passione che si trasforma in un contributo volontario che una persona sente di dare alla propria comunità, infatti il politico dovrebbe essere al servizio del suo elettorato.

Con questa puntualizzazione non possiamo che condannare moralmente ed eticamente tutti quei politici che hanno fatto questa richiesta bonus dimostrando che manca una formazione etico-morale di chi si avvicina alla Politica. Anche colui che si giustifica affermando che non vive grazie ad essa, dovrebbe sapere che la moralità e l’etica nell’ambiente politico dovrebbero essere il faro che illumina il sentiero di chi per “passione” si avvicina a questa nobile attività. Va altresì ricordato che non vi è una necessità di fare politica, come lo è per il lavoro, e che quindi coloro che si avvicinano ad essa dovrebbero sapere che il costo da pagare per la loro passione è quello di non potersi più considerare persone uguali agli altri dunque, nel caso specifico, a chi ha affermato che ha chiesto il bonus emergenza perché non vive di Politica, noi rispondiamo che nessuno è costretto ad intraprendere un percorso politico.

Ricordiamo a scanso di equivoci che, tutti questi signori, non hanno infranto nessuna legge ma hanno macchiato per l’ennesima volta la moralità e l’etica di quella nobile attività chiamata Politica. Detto questo, crediamo che l’impegno futuro della Politica italiana dovrebbe essere nei prossimi trent’anni  quello di lavorare profondamente sul comparto dell’istruzione per ripristinare quel senso civico, morale ed etico che via via nell’ultimo ventennio è andato perduto, e che ha ormai creato quella barriera mentale che ha privato le ultime generazioni che sono arrivate al potere e nelle amministrazioni Regionali e Comunali, di quel senso di vergogna che ogni essere umano dovrebbe provare quando commette questi atti indegni, immorali ed eticamente scorretti, che la popolazione non dovrebbe scusare ma condannare, ovviamente moralmente ed eticamente, senza se e senza ma.

Crediamo inoltre che la formazione Politica sia assolutamente fondamentale ai giorni nostri e le conoscenze storiche, geografiche e geopolitiche dovrebbero essere la base di un Politico, indipendentemente dalle sue competenze specifiche personali; oggi purtroppo viviamo un’ignoranza storico-politico-istituzionale inverosimile che, un Paese con una storia grandiosa come l’Italia, ci basta accennare l’Impero Romano ed il Rinascimento, non può permettersi se vuole contare ancora qualcosa nel mondo.

Qualcuno ha innalzato le barricate invocando la privacy, a tutti coloro che sventolano questa bandiera per non dar modo di essere giudicati moralmente ed eticamente, noi ricordiamo ancora il concetto basilare espresso qui sopra riguardo la Politica, e che tutti dovrebbero fare proprio:

“Chi intraprende un percorso politico deve prendere coscienza del fatto che nell’esatto istante in cui lo inizia non potrà più considerarsi come tutti gli altri cittadini quindi, dovrà essere capace anche di rinunciare a ciò che gli è concesso per legge in favore di quella morale e di quell’etica che lo rende Onorevole in quella nobile attività che è aver deciso di servire il proprio Paese e la propria Comunità”.

E per questo, proponiamo ai legislatori di introdurre una legge sulla trasparenza etico-morale che imponga ad ogni politico la rinuncia alla privacy su qualsiasi compenso richiesto o ricevuto dallo Stato, o da qualsiasi apparato statale per dar conto ai cittadini ed agli elettori dell’integrità dei politici che hanno eletto.

Chiudiamo questa nostra riflessione, ricordando ai nostri Connazionali che in molti Paesi del mondo, compreso l’Australia dove noi viviamo, comportamenti del genere anche se legali, non sarebbero mai stati giustificati, non dal sistema politico ma dai cittadini. Qui per molto meno consiglieri comunali, politici Statali e Nazionali, per comportamenti ritenuti immorali ed eticamente scorretti, si sono dovuti dimettere per la pressione imposta dall’opinione pubblica che pensa che chi profitta di un solo dollaro o approfitta di un privilegio, sicuramente è predisposto mentalmente a commettere atti ben più gravi.

Due casi su tutti, una Consigliera, che per errore utilizzò la carta di credito istituzionale per un taglio di capelli anziché usare quella personale, fu costretta a dimettersi; altro caso, che vidi appena arrivato in Australia, nel mio sobborgo il Sindaco utilizzò l’autovettura per faccende personali, questo le costò il posto da Primo Cittadino e la cosa particolare è che venni a conoscenza di questo caso perché il sobborgo era tappezzato di volantini con la faccia del Sindaco e lo sbaglio che aveva commesso: “aveva utilizzato l’autovettura, quindi soldi della Comunità per scopi personali”.


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