La BPW/FIDAPA Italia per le donne nei CDA

By 6 giugno 2016Italia

Il lancio della campagna #boardswhitwomen per l’adozione di normative in tutta Europa che possano garantire la parità di genere nei consigli di amministrazione, è l’occasione per fare il punto della situazione in Italia e sui reali risultati della legge Golfo – Mosca

Di Barbara Belfiore


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Roma, 06 Giugno – In un particolare periodo economico/sociale critico per l’Italia e per l’Europa intera, l’Associazione BPW/FIDAPAItalia (Federazione italiana donne arti professioni e mestieri/Business Professional Women), tra le associazioni femminili più grandi per numero di socie a livello internazionale, (solo in Italia conta 11.300 socie), dona speranza alle donne che lavorano e alle giovani donne under 35 che si affacciano al mondo del lavoro professionale, lanciando la campagna di sensibilizzazione “Women on Boards” che partendo nell’estate 2015 dall’ONU (New York) ad oggi sta facendo il giro dell’Europa. Il progetto prende spunto dalla Legge 120 Golfo/Mosca del 2011, che ha introdotto le cosiddette “quote rosa” nelle aziende obbligando sia le aziende pubbliche che private ad avere nel loro organico almeno un quinto del genere meno rappresentato. Da allora ad oggi (i dati sono del giugno 2015) la presenza delle donne nei Consigli d’Amministrazione è passata in Italia da uno scarso 6% a circa il 27,6% e contro il 21,2% del resto dell’Europa. La Campagna di sensibilizzazione promossa dalla BPW/FIDAPA Italia ha visto a Roma, la sua tappa italiana, con la Tavola rotonda dal titolo: “Donne nei CDA, una Risorsa di Valore” svolta venerdì 26 maggio u.s. presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Chigi. Il ricco ed illustre parterre di relatrici provenienti da tutta Italia e dall’Europa (un esempio Karin Raguin Coordinatrice BPW/Europe), hanno posto l’accento sul ruolo che hanno OGGI le donne nei CDA sia nelle imprese collettive che familiari. Le donne di “Women on Boards”, ha detto Karin Ragiun, non vogliono eliminare gli uomini nei CDA ma bensì portare nei luoghi di potere le loro qualità di correttezza, precisione ed organizzazione, doti indiscutibili per una donna, da questo è scaturita la campagna:

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Tra le relazioni più significative oltre l’illustre e rappresentativo intervento di Lella Golfo (Presidente Fondazione Marisa Bellisario) sono state le relazioni della Consigliera Magda Bianco (Capo del Servizio Clienti e antiriciclaggio Vigilanza  Bancaria e Finanziaria – Banca d’Italia ) e della Consigliera Monica Parella, (Coordinatrice Ufficio per gli interventi in materia di parità e pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri), che sono servite ad illustrare come – nonostante le stime forniteci dalle principali banche – dati, quali ISTAT e Global Gender Gap, mettano in evidenza come nel nostro Paese si sia ancora lontani dal raggiungere una parità tra uomo e donna nel campo dell’occupazione, della retribuzione e nella distribuzione del potere della “governance” aziendale –  significativi e scientificamente provati sono i vantaggi apportati nei diversi campi lavorativi grazie ad un coinvolgimento femminile; come detto l’Avv. Rossello: “la presenza femminile incide sulle prestazioni delle imprese, sulla competitività e sui profitti; tali risultati sono frutto di una maggiore presenza sul posto di lavoro e di un maggiore rispetto delle regole”. Per usare le parole della Consigliera Parella, “non tutti sanno che a fine giugno 2015 nelle società italiane quotate le donne ricoprono il 27,6% dei posti da consigliere (contro il 7.4% nel 2011); l’Italia con il 27,6% supera la media europea che ad aprile 2015 era pari al 21,2%. Per gli anni 2014 e 2016 solo una percentuale pari al 3% degli Amministratori Unici è di genere femminile.

Con la campagna di sensibilizzazione “Women on boards”, le donne della Fidapa/BPW Italia (rappresentate dalla Presidente Nazionale Pia Petrucci, Eufemia Ippolito, Rappresentante BPW International presso il Consiglio d’Europa, e dalla Responsabile per la Comunicazione Fidapa/BPW, Bettina Giordani che ha moderato l’incontro)  vogliono fare molto di più, oltre che dimostrare che le donne nei ruoli di potere “ci devono stare perché utili”, vogliono formare e far crescere professionalmente le donne, offrendo a giovani donne di talento l’opportunità di un inserimento rapido ed agevole nel mondo del lavoro, costituendo al contempo una nuova idea di leadership femminile, basata sulla solidarietà di rete e sulla formazione costante e condivisa, con il Progetto avviato nel 2013 “Donne e Futuro” e la Presidente Avv. Cristina Rossello, ha descritto le tappe: “iniziando da un percorso di tutoraggio e “mentoring”, in cui le ragazze considerate particolarmente meritevoli e promettenti in un determinato campo di attività, vengono premiate con una borsa di studio e affiancate a “madrine”, figure rappresentative ed esperte, individuate in quello stesso ambito, cui spetta il compito di guidare e spronare le giovani premiate, riconoscendone e sviluppandone le potenzialità, consigliandole nell’individuazione delle migliori modalità di immissione nel mondo del lavoro e delle più favorevoli opportunità professionali”.

Quindi, possiamo finalmente affermare che il Progetto BPW/FIDAPA Italia sta dimostrando che si può ottenere un cambiamento di mentalità nella dirigenza degli uomini, grazie al modo di esprimere conoscenza e preparazione della donna nel settore del business. Il Progetto “Women on boards” è soltanto all’inizio, ma si è rivelato così efficace al punto che il modello italiano per una volta è di esempio per l’Europa intera.

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