Diritti umani

Junaid Hafeez, condannato a morte in Pakistan per aver difeso i diritti delle donne. La petizione su change.org

By 20 Gennaio 2020 No Comments

Il nostro giornale appoggia la petizione per chiedere #GiustiziaPerJunaidHafeez e chiedere l’abrogazione delle leggi pakistane sulla blasfemia. Non impiccate il professore Junaid Hafeez per aver insegnato i diritti delle donne. Helen Haft ha indirizzato questa petizione al Primo Ministro Imran Khan e ora ha già raccolto 1.377 firme

petizione di Helen Haft


Il 21 dicembre 2020 Junaid Hafeez, professore pakistano, è stato condannato all’impiccagione per blasfemia. Dopo essere tornato in Pakistan dal Mississippi – dove aveva trascorso un soggiorno accademico come borsista del Programma Fulbright – Junaid ha voluto riportare ai suoi studenti la passione per la letteratura e la giustizia sociale. Junaid è stato accusato di blasfemia dopo aver insegnato tematiche come i diritti delle donne. Dopo una lezione cui ha partecipato una scrittrice, Junaid è stato accusato di aver detto cose blasfeme: studenti conservatori hanno infatti protestato e hanno indotto le autorità ad accusare Junaid di aver insultato il Profeta Maometto sui social media. L’arresto di Junaid ebbe luogo nel 2013 e da allora è stato sempre recluso in isolamento. Il suo avvocato, Rashid Rehman, è stato assassinato nel 2014 per aver deciso di difendere il professore.

Junaid e io abbiamo preso entrambi parte al programma di scambio accademico Fulbright. Giorni prima di aver appreso della sua condanna a morte avevo pubblicato un pezzo sulla blasfemia in Pakistan.


Il codice di procedura penale del Pakistan stabilisce la pena di morte per “chiunque a parole, sia per iscritto che a voce, ovvero attraverso una rappresentazione visibile o insinuazione, diretta o indiretta, denigra il sacro nome del Santo Profeta Maometto (su di Lui la pace)”. Da quando in Pakistan è stata introdotta la pena di morte per blasfemia negli anni 80 si sono verificate 1500 accuse di blasfemia. Un’accusa di blasfemia in Pakistan equivale a una sentenza di morte. Il Governatore del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso nel 2011 dalla sua guardia del corpo per aver criticato la legge.

Asia Bibi, donna che ha trascorso 10 anni nel braccio della morte prima di essere assolta nel 2018, ha spronato la comunità internazionale a fare pressioni per la sua liberazione. Mentre il caso di Asia Bibi è stato un primo passo verso una giusta direzione su questo problema, la condanna di Junaid dimostra che c’è ancora tanta strada da fare per poter risolvere questa problematica.

Il caso di Junaid verrà sicuramente impugnato in appello tuttavia nel mentre il professore rischia di essere ucciso in qualsiasi momento. Non c’è garanzia che il verdetto verrà ribaltato ed è imperativo che la comunità globale prenda posizione contro questa violazione dei diritti umani.

Come ex borsista Fulbright che ha condotto studi e ricerche sul tema della blasfemia chiedo che la comunità globale si attivi in solidarietà con Junaid e a difesa del diritto di parola. Le leggi contro la blasfemia in Pakistan sono uno strumento che può essere utilizzato contro chiunque in qualsiasi momento. Le leggi impediscono alle persone di parlare non solo riguardo alla religione ma anche su tematiche come i diritti delle donne. Le leggi ad oggi hanno ridotto al silenzio attiviste e attivisti per i diritti delle donne, per i diritti umani, giornalisti, professori e cittadini comuni. Mentre minoranze religiose, dissidenti politici, liberi pensatori e intellettuali sono spesso presi di mira, le prime vittime sono gli stessi musulmani.

Il Pakistan ha il programma Fulbright più grande del mondo e uno dei network più numerosi di ex studenti e borsisti. Tanti pakistani hanno già preso posizione sui social media ponendo la propria vita in pericolo. La grande maggioranza dei pakistani non possono farlo o rischierebbero di andare incontro alla stessa condanna di Junaid. Come membri della comunità internazionale dobbiamo stare al fianco di quei pakistani coraggiosi che chiedono giustizia ed essere la voce di quelli che non possono parlare.

In Pakistan hanno condannato a morte il professor Junaid Hafeez per il suo attivismo per i diritti umani e per i diritti delle donne. Le autorità hanno infatti accusato il docente di blasfemia verso l’Islam. La comunità internazionale non può stare in silenzio e deve unirsi per chiedere subito la liberazione di Junaid e il bando delle leggi sulla blasfemia in Pakistan. La tua firma è importante. Qui di seguito il link alla petizione

http://chng.it/Zs8VYzznvg


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