Diritti umani

Il saluto della Duma a Giulietto Chiesa

By 1 Maggio 2020 No Comments

Omaggiato in Russia il giornalista scomparso da pochi giorni, una vita spesa alla ricerca del vero, della notizia oggettiva, perchè “La Stampa deve servire i governati non i governanti”

di Liberto Animo

Che Giulietto Chiesa sia stato un giornalista non amato dal mainstream non è un segreto di Stato, si perché Giulietto, ha sempre creduto al suo modello di giornalismo, un giornalismo curioso, indagatore, quel giornalismo di una volta, quello che fruga nei cestini dell’immondizia degli uffici dei potenti per capire e poi raccontare i fatti, e non solo raccontarli ma provare a spiegarli, con argomentazioni e riflessioni, insomma un giornalismo che nell’ultimo ventennio non è mai stato tanto amato persino dai suoi colleghi con cui ha più volte  discusso, anche violentemente.

Giulietto Chiesa ed altri giornalisti hanno capito che l’informazione ormai aveva e ha preso una strada che l’ha portata al servilismo del potere in carica. Giulietto fu per moltissimi anni un referente per tutte le questioni dell’Unione Sovietica ed in seguito per i Paesi dell’ex blocco sovietico, e per questo a volte additato come sostenitore di quella visione politica, quando in realtà, in più momenti ebbe a far notare i tanti sbagli che l’Unione Sovietica ed in seguito la Russia di Putin commisero nell’arco degli anni, proprio perché era profondo conoscitore d’entrambi i mondi, quei mondi, che più di una volta sfiorarono con le dita dei capi di Stato quel bottone che avrebbe potuto annientare l’intera umanità.


Ebbe scontri durissimi, uno per tutti, con David Parenzo che lo accusò di essere pagato da Bashar al-Assad, la discussione verteva sull’attacco con gas a Douma, circostanza per cui Giulietto Chiesa sosteneva che fosse tutta una messa in scena per screditare il presidente siriano, ricordo eletto con elezioni democratiche, mentre David Parenzo senza alcuna argomentazione passava al contrattacco solo denigrando ed insultando.

Peccato per David Parenzo che, come tante volte, la versione di Giulietto si rivelò veritiera e fu consegnata ai media da Wikileaks che intercettò delle e-mail di alti dirigenti dell’OPCW ( Organizzation for the Prohibition of Chemical Weapons) dove c’era scritto nero su bianco che il gas dell’attacco non esisteva sul territorio esplorato, ed in un’altra e-mail un dirigente ordinava al suo sottoposto di distruggere o modificare le prove, questo, nel mondo dell’informazione di massa non produsse  un bel nulla, e se ci pensate una notizia così avrebbe dovuto essere urlata e fatta arrivare in ogni angolo del pianeta!

Giulietto Chiesa ancora oggi aspetta le scuse dal Sig. David Parenzo che, nonostante gli avvenimenti sopra citati ha continuato a denigrare Giulietto anche a pochi giorni dalla sua morte.

Oggi però, questo suo duro lavoro e questa sua dedizione è stata ricompensata. Si perché oggi alla Duma, l’Assemblea Rappresentativa Russa istituita nell’ultimo decennio dell’era zarista e in vigore sino alla rivoluzione d’ottobre del 1917, oggi un ramo del parlamento della Repubblica Russa, è stato dedicato un minuto di silenzio per la scomparsa di Giulietto Chiesa, un grande atto di rispetto che, nella mia vita, non ho mai visto fare nei confronti di un giornalista.

Voglio chiudere questa mia riflessione ricordando a tutti quei giornalisti che per qualche motivo hanno abbandonato la strada che ogni giornalista dovrebbe perseguire, quella d’essere portatori di notizie e non portatori delle notizie dettate dal potere del momento, di ritornare ad essere quello che un giornalista deve essere e che l’informazione dovrebbe pretendere d’essere, cito dal film The Post:

“ The Press was to serve the governed, not the governors”

“La Stampa deve servire i governati non i governanti”


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