Ambiente & Turismo
Il futuro che mette radici nell’antico: Tuscolo reinventa la sfida dell’archeologia imprenditoriale
I siti archeologici si stanno orientando verso una connotazione diversa, nella quale trova spazio l’idea di valorizzare il patrimonio storico in un motore economico capace di autosostenersi.
di Alessio Zedda
Custodire la storia come semplice esercizio di contemplazione passiva riduce il patrimonio archeologico ad un costo fisso che grave su bilanci pubblici già in difficoltà. Una risposta possibile, oggi, arriva dal concetto di archeologia imprenditoriale, una vera sfida al modello convenzionale della tutela monumentale. I siti archeologici si stanno orientando verso una connotazione diversa, nella quale trova spazio l’idea di valorizzare il patrimonio storico in un motore economico capace di autosostenersi. L’obiettivo di una visione gestionale virtuosa, capace di generare un flusso finanziario costante è quello di garantire le ingenti risorse necessarie alla manutenzione ordinaria e, soprattutto, finanziare nuove ricerche scientifiche, capaci di arricchire le consapevolezze sul nostro passato.

In questo scenario, il Parco Archeologico Culturale di Tuscolo si sta imponendo come un laboratorio a cielo aperto, un’esperienza di straordinario interesse. A tirare le fila di questo ambizioso progetto di rilancio è la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini, che ha saputo superare la vecchia logica dell’assistenzialismo culturale per abbracciare una gestione dinamica del territorio. Tra spettacolo e sacralità, la rinascita trova il suo fulcro nel magnifico Teatro Romano di Tuscolo. Questo spazio è un luogo vivo, non è solo un reperto da fotografare. Ne è una straordinaria testimonianza la rassegna di teatro amatoriale FABULAE, che proprio in questi giorni sta animando le notti di luglio sotto le stelle del parco. Fabulae dimostra, ancora una volta, come lo spettacolo dal vivo possa valorizzare la pietra antica, attirando un pubblico eterogeneo e creando un legame profondo tra la comunità e le proprie radici.

Eppure i progetti della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini vanno oltre l’intrattenimento. Il piano di valorizzazione prevede nuove e più contemporanee modalità di fruizione del Foro e delle Terme, grazie ad una tecnologia immersiva della quale si stanno verificando le condizioni di fattibilità. Accanto al futuro c’è il presente prossimo, quello di una suggestiva e innovativa apertura alla dimensione spirituale e sociale, contemplando la possibilità di celebrare funzioni religiose proprio all’interno del Teatro Romano. I proventi derivanti da queste attività extra-ordinarie rappresentano la linfa vitale per la sostenibilità economica del sito, dai fondi per la ricerca alla manutenzione del Parco.

La strategia adottata per Tuscolo non è isolata, ma si inserisce in una tendenza nazionale che sta rivoluzionando i beni culturali in Italia. Da tempo a Roma le collaborazioni pubblico-private e le aperture straordinarie, anche notturne, dei Musei Capitolini o i percorsi immersivi nei Fori Imperiali dimostrano come l’indotto generato da questi eventi possa finanziare i lavori di restauro. Spostandoci non gruppo lontano, l’esempio monumentale di Pompei o la valorizzazione dei grandi teatri (come Siracusa e Taormina) confermano che quando un sito archeologico si concede il lusso della vitalità con Rassegne, Festival e Concerti, disciplinata ma redditizia, il ritorno economico può offrire alla ricerca scientifica una possibilità di sopravvivenza insperata. Fabulae dimostra che l’economia della cultura non è un’utopia.
