Italiani nel Mondo

Il Cantautore Multiculturale: Franco Battiato – The Multicultural Singer-Songwriter: Franco Battiato

By 31 Ottobre 2020 Novembre 10th, 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Il Cantautore Multiculturale: Franco Battiato

Cantautori come Battiato, Dalla, De Gregori, Fossati, ecc., ecc., fino ai due mostri sacri della musica leggera italiana, Lucio Battisti (insieme alle parole dell’ancora grande Mogol) e Fabrizio de André non hanno mai avuto il riconoscimento che le loro opere meritano con il pubblico internazionale, a partire dai figli e i discendenti degli emigrati italiani.

Quella dei cantautori è una categoria particolare della Cultura italiana, non solo perché esprimono musica diretta alla popolazione in generale che è spesso dimenticata da altre categorie culturali, ma molto spesso mettono insieme temi e stili diversi per dare voce ad idee che altrimenti il loro pubblico non avrebbe considerato.

Tra i cantautori più popolari, ma anche uno dei più esoterici e legato a filosofie e pensieri insoliti, è il siciliano Franco Battiato che ha avuto grande successo, sia critico che di pubblico, con canzoni ed altre opere che hanno preso ispirazione da una varietà impressionante di fonti, sia italiane che non.


Probabilmente solo un siciliano cresciuto circondato dai reperti di molte altre civiltà, da quella greca, alla romana, quella musulmana, la normanna e quelle degli altri che hanno occupato l’isola poteva essere così aperto alle idee di altre culture e stili di vita.

Allora guardiamo la musica di Franco Battiato le cui opere incarnano il concetto, spesso molto criticato, del multiculturalismo che non è un modo di opprimere la cultura locale ma il riconoscimento esplicito che ogni Cultura è il risultato di altre Culture, a volte in modi molto inattesi.

Cominciamo questo breve panoramica di Battiato con il brano che l’ha fatto conoscere al pubblico internazionale, anche se non cantato da lui.

Vittoria

Nel 1981 la cantante forlivese Alice ha vinto il Festival della Canzone Italiana di San Remo con “Per Elisa” scritta insieme a Franco Battiato che, diventerà poi suo marito, e Giusto Pio.

Questo brano non é una classica storia d’amore, bensì la storia amara di delusione d’amore il cui potere viene tanto dall’amarezza delle parole della protagonista quanto dalle capacità interpretative di Alice stessa.

Il festival è spesso criticato per la banalità dei pezzi, ma questa vittoria ha dimostrato che anche l’originalità del brano e le capacità dei concorrenti possono far parte delle considerazioni dei giudici e il pubblico che decidono i vincitori ogni anno.

Battiato era già conosciuto dal pubblico italiano per la sua insolita canzone “L’era del cinghiale bianco”, ma il successo di Sanremo ha sancito le sue capacità in modo ufficiale e da quel punto ha potuto mettere insieme il suo interesse in altre culture in modi molti sorprendenti, sempre intelligenti e non raramente con la consapevolezza acuta che c’è una parte del pubblico che vuole uscire dagli schemi delle solite canzoni.

L’Oriente e altri viaggi

Come già accennato, il mondo arabo, in tutte le sue sfumature, l’ha sempre affascinato e una canzone fa esplicito riferimento a questo e non solo con il titolo “Arabian Song” in inglese, come anche da come canta alcune parti del testo in modo arabo.

Le parole arabe che ripete dicono “il maestro del villaggio disse che c’erano tante montagne” per spiegare le parole del testo e che mette in risalto la frase più sorprendente della canzone “L’uomo è l‘animale più domestico e più stupido che c’è” che rivela il suo lato filosofico.

Battiato non gioca mai con le sue allusioni, basta ascoltare le sue canzoni e guardarne i filmati per capire che lui non fa niente a caso. Ogni parola delle canzoni, ogni cambio di voce mentre canta e ogni immagine dei filmati delle sue canzoni sono studiati ad arte e curati al minimo dettaglio per dare al suo pubblico un’esperienza che va oltre semplicemente ascoltare i pezzi più orecchiabili.

Infatti le sue canzoni possono portare il pubblico a fare un viaggio tra Venezia e Istanbul con il brano dello stesso titolo, oppure nella sua “Prospettiva Nevski” visitare Mosca per capire un mondo che pochi di noi conosciamo e che lui introduce in modi sorprendente.

Come gli altri grandi cantautori è sempre in cerca di ispirazioni nuove e le sue altre opere che comprendono l’arte, ha fatto mostre dei suoi dipinti, e persino film e la lirica portano la sua firma.

Però, i suoi viaggi musicali non sono solo nel mondo e tra altre culture, ma anche all’interno della mente degli esseri umani e per questo motivo ha avuto una lunga e fruttifera collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro che ha portato a una serie di album nel corso di oltre vent’anni e anche l’opera lirica “Telesio”.

Ma non ha mai smesso di produrre pezzi che hanno catturato il cuore del suo pubblico e il terzo pezzo che vogliamo presentare ai lettori internazionali ne è la prova.

Dichiarazione

Quando pensiamo alla canzone italiana indubbiamente pensiamo alle canzoni d’amore. Molte di loro sono state tradotte in altre lingue ma le versioni più belle sono sempre quelle originali perché nessuna traduzione, senza eccezione, può mai superare i pezzi originali.

Nel 1996 Battiato ha pubblicato il suo album “L’Imboscata” che contiene una canzone d’amore straordinaria, “La Cura”. La canzone non è affatto quel che si aspetterebbe da una canzone d’amore, soprattutto italiana.

La canzone ha avuto un successo enorme con il pubblico perché Battiato non vuole fare il gioco di “Ti amo”, oppure “Ti voglio bene” come farebbe un paroliere normale per esprimere le solite dichiarazioni d’amore tra coppie. Anzi, la parola “amore” si sente soltanto una volta con una frase bellissima “I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi”  e con questa canzone il solito “Ti amo” è diventato la promessa profonda di “Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te”.

L’amore non è solo un atto fisico, ma voler curare la persona amata, e in effetti in questo modo Battiato esprime l’aspetto più importante del rapporto tra due persone che si amano davvero.

Lingua

Però, proprio nel notare come Battiato, insieme agli altri grandi cantautori, utilizza in modo magistrale la lingua italiana, ci troviamo con il dilemma di promuovere questi artisti nel mondo.

Alcune canzoni possono fare questo salto, e “Il Ragazzo della via Gluck” di Adriano Celentano ha potuto fare questo con “Tar and Cement” cantata in inglese da Verdelle Smith che ha trasmesso il messaggio ecologico della canzone originale con un disco che ha avuto grandissimo successo mondiale. Cogliamo questo riferimento anche per dire che in effetti la canzone di Celentano, anche lui uno dei primi e grandissimi cantautori, è stata uno dei primi riferimenti nella cultura popolare mondiale alla crisi ecologica dell’industrializzazione e urbanizzazione.

Cantautori come Battiato, Dalla, De Gregori, Fossati, ecc., ecc., fino ai due mostri sacri della musica leggera italiana, Lucio Battisti (insieme alle parole dell’ancora grande Mogol) e Fabrizio de André non hanno mai avuto il riconoscimento che le loro opere meritano con il pubblico internazionale, a partire dai figli e i discendenti degli emigrati italiani.

Però, presentare questi cantautori nel modo giusto dovrebbe essere la chiave per fare capire a loro che davvero vale la pena poter imparare la lingua che li definisce, l’italiano.

E qui RAI potrebbe svolgere un ruolo ancora più determinante, magari finalmente fornendo nella sua programmazione internazionale sottotitoli nelle lingue dei paesi di residenza dei nostri parenti e amici all’estero. Non solo alle canzoni, ma anche alle fiction e i film per poter trasmettere ai figli e discendenti degli emigrati, che di solito capiscono poco o niente della nostra lingua, che il loro patrimonio culturale personale è davvero grandissimo e non apprezzato all’estero ai livelli che stramerita.

E Franco Battiato, un cantautore multiculturale nel senso vero dell’aggettivo, sarebbe un regalo ideale da dare a chi identifica la musica italiana solo con i cantanti di decenni fa e non i cantautori in generale che hanno cambiato la vita degli italiani in meglio.

 

di emigrazione e di matrimoni

The Multicultural Singer-Songwriter: Franco Battiato

Cantautori such as Battiato, Dalla, De Gregori, Fossati, etc., etc. up to the two sacred beasts of the cantautori of Italian pop music, Lucio Battisti (together with the still great lyricist Mogol) and Fabrizio de André, have never had the international recognition that their works deserved, starting with the children and descendants of Italian migrants.

The cantautori (singer songwriters) make up a particular category of Italian Culture, not only because they write music direct to the general public, which is often forgotten by other categories of Culture, but very often because they combine different issues and styles to give voice to ideas that their audience would not have considered otherwise.

One of the most popular cantautori, and also one of the most esoteric and connected to unusual philosophies and ideas, is the Sicilian Franco Battiato who has had great success with both the public and critics with songs and other works that take their inspiration from an impressive variety of Italian and non-Italian sources.

Probably only a Sicilian, brought up surrounded by relics from many other Cultures from the Greek to Roman, Moslem, Norman and those of the others that occupied the island, could have been so open to ideas from other Cultures and lifestyles.

So, let us look at the music of Franco Battiato whose works embody the often highly criticized concept of multiculturalism which is not a means to suppress local Culture but the explicit recognition that every Culture is the result of other Cultures, sometimes in very unexpected ways. 

Let us start this short panorama of Battiato with a track that made him known to the international audience even if it was not sung by him.

Win

In 1981 the singer Alice won the San Remo Italian Song Festival of with “Per Elisa” (For Elisa) written together with Franco Battiato, who would become her husband, and Giusto Pio.

This piece is not a classic love song but rather a bitter story of disappointment in love whose power comes as much from the bitterness of the protagonist’s words as the performing skills of Alice herself.

The festival is often criticized for the banality of the entries but this win showed that the originality of a song and the skills of the competitor can also be part of the considerations of the judges and the public who decide the winners every year.

Battiato was already known by Italians for his unusual song “L’era del cinghiale bianco” (The era of the white boar) but the San Remo victory officially sanctioned his skills and from that point he could combine his interest in other Cultures in surprising ways that are always intelligent and often with the acute awareness that there is a part of the public that wants to get out of the mold of the usual love songs.

The Orient and other trips

As we already stated, the Arab world in all its nuances has always fascinated him and one song makes specific reference to this and not only with the title “Arabian Song” in English but also how he sings parts of the lyrics in an Arabic way.

The Arabic words which are repeated say “The village’s teacher said that there were many mountains” to explain the lyrics and to highlight the song’s most surprising phrase “L’uomo è l‘animale più domestico e più stupido che c’è” (Man is the most domestic and the stupidest animal there is) which reveals his philosophical side.

Battiato never plays with his references, we only have to listen to his songs and watch the videos to understand that nothing he does is by chance. Every word of the songs, every change of tone of voice and every image of the videos of his songs are artfully studied and cared for to the slightest details to give his audience an experience that goes beyond singing the catchier songs.

In fact his songs can take his audience on a trip from Venice to Istanbul with the song of the same title or to visit Moscow in his “Prospettiva Nevski” to understand a world that we barely know and that he introduces in surprising ways.

Like the other great cantautori he is always looking for new inspirations and his other works include Art, he has held exhibitions of his paintings, and even films and Opera bear his signature.

However, his musical journeys are not only in the world and amongst other Cultures but also inside the mind of human beings and for this reason he had a long and fruitful collaboration with philosopher Manlio Sgalambro which led to a series of albums over of more than twenty years and also the Opera “Telesio”.

But he never stopped producing pieces that captured the hearts of his audience and the third song we want to present to our international readers is proof of this.

Declaration

When we think of Italian songs we undoubtedly think of love songs. Many of them have been translated into other languages but the most beautiful versions are always the originals because no translation, without exception, can ever go beyond the original pieces.

In 1996 Battiato released his album “L’Imboscata” (The Ambush) that contains an extraordinary love song, “La Cura” (Care). The song is not at all what would be expected from a love song, especially Italian.

This song was a huge success with the public because Battiato did not want to play the game of “Ti Amo” or “Ti voglio bene” (both mean I love you) as a normal lyricist would do to express the usual declarations of love between couples. Indeed, the word “amore” (love) is heard only once with the beautiful “I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi” (The scents of love will arouse our bodies) and in this song the usual “Ti amo” becomes the profound promise of “Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te” (Because you are a special being I will take care of you).

Love is not only a physical act but wanting to take care of the beloved person is in fact expressing the most important part of the relationship between two people who truly love each other.

Language

However, it is precisely in noting how Battiato, together with the other great cantautori masterfully use the Italian language that we find ourselves with the dilemma of promoting these artists around the world.

Some songs can take this leap, and “Il ragazzo della via Gluck” by Adriano Celentano was able to do this with “Tar and Cement” sung in English by Verdelle Smith which transmitted the ecological message of the original song in a record that was a huge international hit. We also take this opportunity to also say that in fact this song by Celentano, one of the first and greatest of the cantautori, was one of the first references in the world’s popular culture to the ecological crisis of industrialization and urbanization.

Cantautori such as Battiato, Dalla, De Gregori, Fossati, etc., etc. up to the two sacred beasts of the cantautori of Italian pop music, Lucio Battisti (together with the still great lyricist Mogol) and Fabrizio de André, have never had the international recognition that their works deserved, starting with the children and descendants of Italian migrants.

However, presenting these cantautori in the right way could be the key to making them understand that it is truly worth the effort to learn the language that defines them, Italian.

And here RAI could play an even more decisive role, perhaps by finally providing its programmes overseas with subtitles in the languages of the countries of residence of our relatives and friends overseas. Not only to songs but also to TV series and films in order to pass onto the children and descendants of the migrants, who understand little or nothing of our language, that their personal cultural heritage is truly huge and not appreciated overseas at the levels that it more than deserves.

And Franco Battiato, a multicultural cantautore in the true sense of the adjective would be the ideal gift for those who identify Italian music only with singers from decades ago and not the cantautori in general who changed the lives of Italians for the better.


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