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Attualità

I figli naturali avranno gli stessi diritti dei legittimi

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996812_10151610360071406_584375729_nIl prossimo Cdm darà il via libera alla normativa sull’equiparazione dello status.

Roma, 10 luglio – “Mater semper certa est, pater numquam” , così recitava il diritto romano e l’influenza culturale  di questo assioma si è trascinata sino ai giorni nostri, impedendo di fatto il riconoscimento dello status di figli a coloro che nascevano al di fuori del matrimonio. Ma l’attuale Governo ha deciso di porre rimedio alla evidente disuguaglianza  che nega ai figli naturali la certezza ed il diritto di poter contare su un padre,  con una nuova normativa che sarà discussa nel prossimo Consiglio dei ministri. Si tratta di un testo già sviluppato  dalla Presidenza del Consiglio e dal ministero degli Interni, della Giustizia,  delle Politiche sociali e dell’ Economia, e che diventerà un decreto legislativo.260x01350054657703Figli_legittimi_e_naturali

In effetti già il 27 novembre dello scorso anno la legge 219/2012, votata in Parlamento a larga maggioranza, aveva equiparato i figli naturali a quelli legittimi ed il decreto legislativo pensato dal Governo apporterà solo alcuni aggiustamenti come previsto dalla stessa legge: ”La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia all’interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio e’ adottivo”, dispone la norma, e all’articolo 2, affida al governo una delega per la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, da approntare entro 12 mesi. Un provvedimento che mette fine ad una serie di urgenze affrontate dai Tribunali, unici a risolvere singoli casi con sentenze ad hoc, e che dovrà affrontare anche nuove emergenze come quelle dei diritti dei figli biologici nati da inseminazione artificiale e dei figli delle coppie gay.

imagesLa nuova normativa ha di fatto il compito di ottemperare anche agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che vietano le discriminazioni in base alla nascita e la distinzione fra famiglia legittima e illegittima, tenendo in conto il superiore interesse del minore soprattutto in materia di successioni e donazioni.

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