Guaidó promette di distribuire cibo e medicine ai venezuelani. Critiche da Caritas e Croce Rossa


Molti Paesi hanno inviato fondi e beni di prima necessità al fronte anti-Maduro che vuole costruire una rete umanitaria per aiutare i bisognosi. Organizzazioni no profit temono l’utilizzo della carità per “fini politici”. Farmaci e cibo in realtà potrebbero essere bloccati da esercito pro Maduro

Ieri, il leader dell’opposizione venezuelana Juan Guaidó ha promesso di distribuire tra la popolazione cibo e medicine, le quali saranno inviate a breve dalle numerose nazioni che l’hanno riconosciuto presidente ad interim del Venezuela. Tra i Paesi “pro-Guaidó”, sono stati soprattutto Stati Uniti e Canada, che hanno finanziato l’opposizione, mettendo a disposizione di quest’ultima un fondo di oltre 40 milioni di euro.  Guaidó ha reso noto la sua intenzione di destinare le ingenti risorse alla costruzione di una rete umanitaria, che si occuperà di far recapitare gli aiuti alle persone più bisognose. La Croce Rossa e la Caritas, però, hanno negato la loro partecipazione al progetto, ritenendo che l’opposizione venezuelana voglia guadagnare consenso elettorale  distribuendo tra i più poveri cibo e medicine. “Gli aiuti umanitari- ha sostenuto la Caritas attraverso un comunicato-non  dovrebbero essere usati come strumento per perseguire fini politici, ma solo per aiutare le persone più vulnerabili». In Venezuela, ogni giorno, centinaia di persone muoiono di fame o a causa di malattie. In tale situazione è facile che persone disperate decidano di dare il proprio voto in cambio di cibo e medicine.

Questa  “strategia elettorale” è stata utilizzata dal dittatore Nicolás Maduro per mantenere il suo consenso durante anni di forte recessione. Ancora oggi, il regime venezuelano fa distribuire cartoni pieni di cibo, denominati “CLAP”, tra i sostenitori di Maduro che, nella stragrande maggioranza dei casi, appartengono alle classi meno abbienti della popolazione e dipendono completamente dagli aiuti dello Stato. Coloro che manifestano contro Maduro perdono automaticamente il loro “diritto a nutrirsi” e vengono lasciati  morire di fame. A coloro che hanno accusato l’opposizione venezuelana di voler utilizzare lo stesso metodo di Maduro,  Guaidó ha risposto dicendo che “i destinatari degli aiuti umanitari saranno selezionati in base al bisogno e non all’appartenenza politica”. Negli ultimi giorni, diverse tonnellate di beni di prima necessità sono stati immagazzinati a ridosso del confine venezuelano e, a breve, saranno inviate nel Paese. Ma la probabilità che gli aiuti vengano respinti alla frontiera dai militari venezuelani è alta. Le forze armate hanno dichiarato fedeltà a Maduro, il quale ha sempre impedito l’arrivo di aiuti umanitari inviati dall’estero per continuare a mantenere il massimo controllo sulle importazioni e ad essere l’unico a poter elargire i sussidi. Molti soldati venezuelani, però, vivono in povertà estrema e, secondo  Guaidó, potrebbero essere proprio loro  a ribellarsi, lasciando entrare gli aiuti nel Paese.

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