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Gran Bretagna, ok ai matrimoni gay

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img1024-700_dettaglio2_nozze-gayA mezzanotte scorsa è entrata in vigore la legge che regola i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Soddisfazione di Stonewall, l’arcigay britannica

di Cat

 Roma, 29 marzo – Allo scoccare della mezzanotte tra il 28 e il 29 marzo è entrata in vigore la legge che permette i matrimoni gay in Regno Unito e Galles. La riforma, approvata con un forte consenso di entrambe le Camere del Parlamento inglese, vede in larga misura anche l’approvazione dell’opinione pubblica britannica. L’elemento di maggiore novità sta nel permettere alle organizzazioni religiose di celebrare matrimoni nelle loro chiese, rendendoli assolutamente legali. Rimane impossibile però la celebrazione di matrimoni gay all’interno delle chiese cattoliche o anglicane. Lo stesso premier David Cameron spiega con soddisfazione ” non sarà più importante in Gran Bretagna sapere se sei eterosessuale o omosessuale: lo Stato riconoscerà il rapporto nello stesso modo”.   La riforma ha soprattutto un valore simbolico: le coppie di fatto omosessuali, infatti, beneficiavano già del diritto di adozione, fecondazione assistita e maternità “surrogata”.  Pochi minuti dopo la mezzanotte Sean Adl-Tabatabai e Sinclair Treadway, hanno coronato il loro sogno, sposandosi davanti a un centinaio di persone nel municipio del Borough di Camden. Adl-Tabatabai dopo la cerimonia ha commentato: “E’ stupefacente e surreale. Mi sentivo in un momento storico. Quando il sindaco ha detto quelle parole, mi ha davvero scosso”. Durante l’iter legislativo, che ha portato ad una legge rivoluzionaria, la più forte contrarierà è stata quella della Camera dei lord e di gruppi religiosi. E se anche la pubblica opinione è largamente favorevole alla nuova norma, un sondaggio della Bbc condotto su un campione di un migliaio di individui e pubblicato venerdì, mostra che il 22% degli intervistati, pur non condannandoli, rifiuterebbe un invito a un matrimonio gay. Intanto, la scorsa notte, migliaia di persone hanno festeggiato nelle strade dei principali centri cittadini in Inghilterra e Galles. Ruth Hunt, capo operativo di Stonewall (l’Arcigay britannica), ha detto: “Questo è un momento veramente storico. Questi matrimoni lanceranno un segnale potente a tutti i giovani omosessuali e bisessuali: voi potete essere quello che volete e amare chi volete. Ora, finalmente, e solo oggi, le persone Lgbt sono pienamente uguali di fronte alla legge”. Al contrario della Francia, dove analoga legge è stata contestata con forti proteste di piazza, e di Russia e Uganda dove l’omosessualità è addirittura bandita, il Regno Unito con la firma di Elisabetta II, diventa il decimo Paese in Europa e il quindicesimo al mondo a garantire matrimoni fra persone dello stesso sesso.

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