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Gli sfruttatori del nostro orgoglio – The exploiters of our pride

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Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Gli sfruttatori del nostro orgoglio.

Siamo tutti orgogliosi della nostra famiglia, e non c’è bambino che non abbia sognato un passato glorioso da parte dei propri avi, ma in fondo sappiamo che non tutti gli avi erano potenti. Anzi, la stragrande maggioranza della popolazione è sempre stata vittima di pensieri e volontà dei potenti. Ma questo non ci impedisce di sognare in grande.

Purtroppo, c’è gente che cerca di sfruttare questo desiderio naturale e questo succede da molto tempo e non solo ora nell’epoca dei social, che rendono pubblico quel che molti pensano fosse il loro passato, e quel che questi sfruttatori fanno non è altro che un inganno crudele.

Sin da almeno gli anni ’30 negli Stati Uniti, e poi anche in altri paesi, esistono agenzie che offrono di fornire ai loro clienti la possibilità di poter costruire il proprio albero genealogico, ma questa non è un’impresa semplice, e ci vuole poco per capire che in moliti casi le informazioni fornite non sono affidabili oltre le prime due generazioni delle famiglie in cerca delle proprie origini.

Inoltre, molte di queste famiglie hanno la gradita sorpresa di scoprire che apparentemente appartengono a linee aristocratiche antiche con tanto di stemma. Ma possiamo fidarci di queste informazioni?

E basta citare un dettaglio triste, e anche tragico, del nostro passato che dimostra che troppo spesso, e una volta è già troppo spesso, le informazioni fornite non sono affatto affidabili.

I cognomi Diotaiuti, Diotallevi, Sperandio, Degli Esposti, Esposti, Trovati, Trovatelli, Incerti, Innocenti, insieme ai più conosciuti Casadio/Casadei e il ancora più celebre Esposito, insieme a molti altri cognomi sparsi per tutte le regioni del paese, hanno tutti un aspetto in comune, e questo NON è di avere una linea aristocratica.

Difatti, sono alcuni dei cognomi dati ai trovatelli lasciati nei conventi e altre strutture da madri incapaci, per moltissimi motivi, di poter accudire i loro figli appena nati. Molti turisti in Italia (e altri paesi) avranno visto le aperture vicino alle porte di conventi ecc., che permisero a queste madri di poter lasciare i loro figli, prima di fare suonare la campana per avvertire i residenti della presenza di un nuovo neonato.

E recentemente un post sui social ha dimostrato chiaramente il gioco di almeno un’agenzia nel fornire informazioni false ai suoi clienti.

Difatti, l’utente ha voluto fare vedere orgogliosamente lo stemma della propria famiglia fornito da questa agenzia.

Purtroppo, il cognome mostrato era uno di quelli elencati sopra, e quindi lo stemma era falso, come hanno notato molti altri utenti che non hanno esitato a dire la verità delle origini del cognome, molti di loro, purtroppo, con toni di disprezzo verso la vittima della truffa. Perciò, non è stata una sorpresa scoprire che l’utente ha poi cancellato il post poco dopo.

Naturalmente, ci dispiace per l’utente, e gli altri come lei, ma casi come questo devono dimostrare quanto sia facile essere tratto in inganno da queste agenzie che offrono assistenza ai discendenti di emigrati italiani per scoprire il loro passato.

Per evitare di trovarsi in situazioni del genere bisogna capire che queste ricerche genealogiche sono in effetti ricerche storiche e dovranno essere trattate come tali.

E dobbiamo partire da un dato inconfondibile, fino a pochi anni fa in termini storici, la stragrande maggioranza dei nostri emigrati all’estero era composta da gente di origini povere, e in molti casi contadini.

Quindi, visto che l’aristocrazia compone una piccola parte della popolazione nazionale, è impossibile che regolarmente i discendenti dei nostri emigrati vengano presentati con presunti stemmi di famiglia da agenzie pagate da loro per fare le ricerche delle loro vere origini.

In parole povere, il cliente dell’agenzia deve capire che un documento non è vero semplicemente perché dimostra il suo cognome perché, come sappiamo, esistono innumerevoli famiglie con gli stessi cognomi e quindi è facile creare un albero genealogico fasullo utilizzando questi omonomi…

Inoltre, per fare ricerche veritiere sulle proprie origini, in moltissimi casi bisogna farle in Italia perché molti archivi non si trovano online, e spesso sono nelle chiese parrocchiali e non presso il Comune, soprattutto quando si tratta degli avi prima del ‘900 nelle campagne.

E già il fatto che un’agenzia fornisce informazioni dopo pochi mesi deve fare capire al cliente che le ricerche non sono state fatte a dovere.

Certo, lo stemma fa piacere quando presentato, magari in una bella cornice, ma una bella presentazione non garantisce l’esattezza delle informazioni. Come bisogna anche capire che le ricerche per gli stemmi veri si dovranno fare in archivi che sono solo in Italia, e spessissimo non reperibili online nella loro completezza.

Poi, nel caso dei cognomi elencati sopra, bisogna capire che un’eventuale ricerca su di essi sarà inevitabilmente destinata a finire al primo membro della famiglia con il cognome, perché non esiste modo di sapere chi fossero le madri, e, ovviamente, i padri dei trovatelli. Un’altra fonte di tristezza per chi desidera sapere di più delle proprie origini.

Quindi vogliamo consigliare ai nostri lettori che si avvicinano a queste agenzie di chiedere loro di fornire i documenti con cui hanno disegnato gli alberi genealogici, e non solo fornire prove di ricerche online. E sarebbe opportuno fare confermare le informazioni, preferibilmente dalla Facoltà di Storia dell’Università più vicina.

Una ricerca vera impegna il venire in Italia, e spesso questo vuol dire non pochi mesi, ma anche anni di lavoro meticoloso. Un lavoro impegnativo, e quindi costoso.

Senza dimenticare che in non pochi casi, e a causa di guerre, sommosse, o disastri naturali, molti archivi sono stati distrutti, e quindi non si potrà andare oltre un certo punto storico, che rende anche più facile per i disonesti disegnare alberi genealogici per clienti che sicuramente non cercherebbero di verificarli.

Naturalmente, siamo orgogliosi del nostro passato e abbiamo il diritto di sapere il più possibile della nostra famiglia. Ma vogliamo davvero che queste agenzie continuino a sfruttare questo desiderio naturale per fare affari?

In conclusione, nel dubbio della veridicità del loro operato, consigliamo fortemente i nostri lettori di non fidarsi di queste agenzie, ma di fare le proprie ricerche, perché è l’unico modo di essere certi che l’albero genealogico che è il frutto di queste ricerche sia vero e non una fantasia che fino ad ora molte agenzie hanno fornito a clienti che non sanno come confermare se le informazioni fornite siano vere.

The exploiters of our pride.

All of us are proud of our family, and there is not a child who has not dreamed a glorious past for our ancestors, but deep down we know that not all our ancestors were powerful. On the contrary, the vast majority of the population has always been subject to the whims and the desires of the powerful. But this does not prevent us from dreaming grand dreams.

Unfortunately, there are people who try to exploit this natural desire, and this has been happening for a long time and not only now in the period of the social media that makes what many people think is their past public, but what these exploiters do is nothing but cruel deception.

Since at least the ‘30s in the United States, and then also in other countries, there have been agencies that offer to provide their clients the chance to be able to draw up their family tree, but this is not an easy task, and it does not take much to understand that in many cases the information provided is not reliable beyond the first two generations of the families looking for their origins.

Furthermore, many of the families have the pleasant surprise of discovering that they apparently belong to ancient aristocratic lines complete with their own coat of arms. But can we trust this information?

It is enough to mention a sad, and tragic detail from our past that demonstrates that all too often, and once is already too often, the information provided is not at all reliable.

The Italian surnames Diotaiuti, Diotallevi, Sperandio, Degli Esposti, Esposti, Trovati, Trovatelli, Incerti, Innocenti, the better known Casadio/Casadei, and the even more famous Esposito, along with many other surnames spread throughout all the regions of the country, all have one thing in common, and this is NOT having an aristocratic lineage.

In fact, these are some of the surnames given to foundlings left at convents and other structures by mothers who, for many reasons, were not able to take care of their newborn children. Many tourists in Italy (and other countries) will have seen the openings close to the gates of the convents, etc., that allowed these mothers to be able to leave their children before ringing the bell to warn the residents of the presence of a new baby.

And recently a post on the social media clearly showed the game of at least one agency that provided false information to its clients.

In fact, the user wanted to proudly display the coat of arms of his or her family provided by this agency.

Unfortunately, the surname shown was one of those listed above, and therefore the coat of arms was fake, as noted by a lot of other users who did not hesitate to tell the truth of the origins of the surname, many of them, unfortunately, with a disdainful tone towards the victim of the scam. Therefore, it was not a surprise to discover that the user deleted the post shortly afterwards.

Naturally, we feel sorry for the user, and the others like him, but cases like this must demonstrate how easy it is to be deceived by agencies that offer to help the descendants of migrants to discover their past.

To avoid being found in situations such as these, it must be understood that genealogical research is in fact historical research and must be treated as such.

And we must start from an unmistakable fact, until only a few years ago in historical terms, the vast majority of our migrants overseas was made up of people of poor, and in many cases peasant, origins.

Therefore, considering that the aristocracy makes up a small part of the national population, it is impossible that descendants of our migrants are regularly presented with supposed family coats of arms by agencies paid by them to research their real origins.

Put simply, the agency’s client must understand that a document is not real simply because it shows his or her surname because, as we know, there are countless families with the same surnames, and therefore, it is easy to create a bogus family tree using these namesakes.

Furthermore, to carry out truthful research of a person’s origins, in very many cases this must be done in Italy because many archives cannot be found online, and often they are in the parish churches and not the local council, especially when we are dealing with pre-20th century ancestors in the countryside.

And the fact that an agency provides information after only a few months should already make the client understand that the research was not done properly.

Of course, the coat of arms is pleasing when presented, perhaps with a nice frame, but a beautiful presentation does not guarantee the exactness of the information. Just as it must be understood that the research for real coats of arms must be done in archives that are located only in Italy, and very often not available online in their entirety.

And then, in the case of the surnames listed above, it must be understood that any research on them will inevitably be destined to end at the first member of the family with the surname because there is no way of knowing who the mothers, and obviously the fathers, of the foundlings were. Another source of sadness for those who wish to know more about their origins.

Therefore, we want to advise our readers who approach these agencies to ask them to provide the documents with which they had drawn up the family trees, and not just evidence of online research. And it would be wise to have the information confirmed, preferably by the Faculty of History of the nearest University.

True research involves coming to Italy, and often this means not a few months, but even years of meticulous work. It is a demanding, and therefore costly job.

Without forgetting that not infrequently, due to wars, uprisings and natural disasters, many archives have been destroyed, and so it is not possible to go beyond a certain historical point, which makes it even easier for the dishonest people to draw up family trees for clients who would certainly not try to verify them.

Naturally we are proud of our origins, and we have the right to know as much as possible about our family. But do we really want these agencies to continue to exploit this natural desire to do business?

In conclusion, with the doubt of the veracity of their operations, we strongly advise our readers not to trust these agencies, but to do their own research, because it is the only way to ensure that the family tree that is the fruit of this research is true and not a fantasy that up till now many agencies have provided to clients who do not know how to confirm whether the information provided is true.

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