Italia

Emergenza Covid19. La Cisl Medici Lazio evidenzia: tamponi a raffica ma poi non ci sono i tracciamenti

By 22 Ottobre 2020 Novembre 10th, 2020 No Comments

‘Si continua a rincorrere il Covid: ispezioni preventive se ne fanno o si agisce solo tardivamente dichiarando zona rossa e chiudendo RSA?’ la riflessione in un comunicato di Luciano Cifaldi, primario oncologo, Segretario Cisl Medici Lazio

‘Quello che sta accadendo è la prova provata che non si sta investendo nella medicina territoriale e neanche nei dipartimenti di prevenzione cioè quelli che si occupano di igiene pubblica’ – dichiara in un comunicato Luciano Cifaldi, segretario generale della Cisl Medici Lazio .

‘Vorremmo che qualcuno ci spiegasse a cosa serve fare migliaia di tamponi se poi non si riescono a fare i tracciamenti. A questo punto a cosa serve sapere che c’è il tampone positivo e magari saperlo anche a diversi giorni di distanza dal prelievo. I vari cluster nella nostra regione stanno a significare che si continua a rincorrere il Covid: ispezioni preventive se ne fanno o si agisce solo tardivamente dichiarando zona rossa e chiudendo RSA?’

‘Il mancato potenziamento della medicina del territorio – prosegue la nota della Cisl Medici Lazio – comporta che i pronto soccorso continuano a riempirsi e gli ospedali vengono riconvertiti in strutture Covid. Intanto si riducono e vengono sospese le attività quotidiane di elezione e le liste di attesa si allungano. Le altre malattie, quelle cardiovascolari, quelle tumorali non vanno certo in vacanza e continuano a colpire le persone che però vedono ristretta la possibilità di un adeguato accesso alle cure in termini di tempistica. Visto che la situazione è eccezionale allora sono necessari approcci eccezionali’.


‘Occorre trasformare i rapporti di lavoro degli operatori della sanità da determinati ad indeterminati, attingere dalle graduatorie esistenti per colmare i vuoti in organico, trasformare il rapporto degli specialisti ambulatoriali in tempo pieno a 38 ore. Non è più tempo di eroismi e neppure di eroi. Il personale nella sanità sta lavorando in condizione di grave stress e di autentico pericolo per la propria salute e per quella dei propri familiari. Eh si perché medici ed infermieri hanno una propria vita al di fuori del lavoro anche se questo può sembrare strano in tempi di lockdown’.


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