Social Network

Ambiente & Turismo

El Niño 2026: la crisi climatica colpisce i più vulnerabili – El Niño 2026: the climate crisis hits the most vulnerable

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 6 minuti
di emigrazione e di matrimoni

El Niño 2026: la crisi climatica colpisce i più vulnerabili

di Marco Andreozzi

I cambiamenti climatici rappresentano una delle maggiori sfide del XXI secolo. Se a fine giugno si è sciolto A23a, un tempo l’iceberg più grande del mondo, la calda estate europea sta misurando la temperatura del problema, soprattutto nelle regioni latine, Francia e Spagna in primo luogo. L’Europa è tra le aree che si scaldano più rapidamente e, tuttavia, se si guarda agli impatti, le regioni tropicali ed equatoriali di gran parte dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia meridionale sono generalmente considerate più vulnerabili. Qui, le conseguenze colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più vulnerabili, le persone con disabilità, in situazioni generali di scarsità di risorse economiche, infrastrutture fragili e servizi sanitari limitati.

Ebbene, il fenomeno di El Niño del 2026 potrebbe influenzare oltremodo il clima globale con ondate di calore, siccità e precipitazioni intense in diverse aree del pianeta. El Niño altera la circolazione atmosferica e oceanica, provocando impatti differenti a seconda delle regioni. Alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia meridionale possono sperimentare gravi periodi di siccità, mentre parti dell’America Latina sono maggiormente esposte ad inondazioni e frane. Eventi che compromettono sicurezza alimentare, disponibilità di acqua e continuità dei servizi sanitari, aggravando le condizioni di vita dei più fragili.

El Niño è un fenomeno climatico periodico che si verifica nell’Oceano Pacifico equatoriale, quando le acque superficiali della sua parte centrale e orientale diventano insolitamente più calde del normale, influenzando il clima in molte regioni del mondo. E’ causato da un indebolimento o da un’inversione degli alisei, i venti che normalmente soffiano da est verso ovest lungo lo stesso oceano. La causa ultima dell’indebolimento degli alisei non è ancora completamente compresa: è il risultato di complesse interazioni naturali tra oceano e atmosfera. Il cambiamento climatico può influenzarne intensità e impatti, ma non è considerato la causa diretta di El Niño. Compare ogni 2 – 7 anni e dura da 9 a 12 mesi, anche se alcuni eventi possono protrarsi oltre. Fa parte del ciclo climatico naturale chiamato ENSO (El  Niño Southern-Oscillation), il cui opposto è la Niña, caratterizzato da acque del Pacifico equatoriale più fredde della norma. Gli effetti climatici sono generalmente opposti, esattamente come nei rapporti armonici donna-uomo, Yin-Yang 阴阳 della tradizione filosofica cinese: l’oscurità dell’acqua, la ricettività femminile; la luce del sole, il calore maschile.

Tornando a terra, le persone con disabilità affrontano ostacoli aggiuntivi durante le emergenze climatiche. L’evacuazione può risultare difficile in assenza di mezzi di trasporto accessibili, mentre i sistemi di allerta precoce spesso non sono progettati per rispondere alle esigenze di chi presenta disabilità sensoriali, cognitive o motorie. Inoltre, la distruzione delle infrastrutture sanitarie può interrompere l’accesso a farmaci, dispositivi assistivi e servizi di riabilitazione essenziali. Il rischio di esclusione sociale aumenta, così come quello di vedere ancor più compromessi il diritto all’istruzione, al lavoro e alla salute.

Affrontare queste sfide richiede politiche climatiche inclusive che integrino la disabilità nella pianificazione della riduzione del rischio di disastri. È fondamentale sviluppare sistemi di allerta accessibili, infrastrutture resilienti, programmi di protezione sociale e servizi sanitari in grado di garantire continuità anche durante le emergenze. Allo stesso tempo, il coinvolgimento diretto delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità nei processi decisionali può contribuire a determinare soluzioni più efficaci. La Commissione Europea ha individuato la possibilità di prossimi disastri umanitari (aggiuntivi) in Ciad, Somalia, Sud Sudan, e in Sudan, dove i ribelli delle Forze di Supporto Rapido (RSF) si sono di recente posizionate nella regione del Nord Kordofan, facendo temere massacri equivalenti a quelli perpetrati l’anno scorso ad El Fasher in Darfur. L’ondata climatica di El Nino potrebbe portare a “piovere sul bagnato” anche in Venezuela, dopo i recenti potenti terremoti, in Ecuador e Haiti. Azioni di cooperazione internazionale dedicate sono attese, ricordando che la questione è anche un tema di equità sociale e diritti umani delle persone affette da disabilità.

di emigrazione e di matrimoni

El Niño 2026: the climate crisis hits the most vulnerable

by Marco Andreozzi

Climate change represents one of the greatest challenges of the 21st century. While A23a, once the world’s largest iceberg, melted away at the end of June, the hot European summer is weighing the issue, especially in the Latin regions, particularly France and Spain. Europe is among the areas warming most rapidly, yet when it comes to impacts, the tropical and equatorial regions of much of Africa, America Latina, and South Asia are generally considered the most vulnerable. Here, the consequences disproportionately affect the most vulnerable populations—people with disabilities—in general amidst scarce economic resources, fragile infrastructure, and limited health services.

The 2026 El Niño phenomenon could significantly further influence global climate, with heat waves, droughts, and intense rainfall in various areas of the planet. El Niño alters atmospheric and ocean circulation, causing different impacts depending on the region. Some countries in Africa and southern Asia may experience severe droughts, while parts of Latin America are more exposed to floods and landslides. These events compromise food security, water availability, and the continuity of health services, worsening the living conditions of the most fragile people.

El Niño is a periodic climate phenomenon that occurs in the equatorial Pacific Ocean, when the surface waters of its central and eastern parts become unusually warmer than normal, affecting the climate in many regions of the world. It is caused by a weakening or reversal of the trade winds that normally blow from east to west across the ocean. The ultimate cause of the weakening of the trade winds is not yet fully understood: it is the result of complex natural interactions between the ocean and the atmosphere. Climate change can influence its intensity and impacts, but is not considered the direct cause of El Niño. It occurs every 2 to 7 years and lasts 9 to 12 months, although some events can last longer. It is part of the natural climate cycle called ENSO (El Niño Southern Oscillation), the opposite of which is La Niña, characterized by cooler-than-normal equatorial Pacific waters. Climate effects are generally opposite, just as in the harmonious female-male relationships, Yin-Yang (阴阳) of Chinese philosophical tradition: water darkness, feminine receptivity cum sun-light, masculine warmth.

 

Back on Earth, people with disabilities face additional obstacles during climate emergencies. Evacuation can be difficult in the absence of accessible transportation, while early warning systems are often not designed to meet the needs of those with sensory, cognitive, or motor disabilities. Furthermore, the destruction of healthcare infrastructure can disrupt access to essential medications, assistive devices, and rehabilitation services. The risk of social exclusion increases, as does the risk of further compromising the right to education, employment, and health.

Addressing these challenges requires inclusive climate policies that integrate disability into disaster risk reduction planning. It is crucial to develop accessible warning systems, resilient infrastructure, social protection programs, and healthcare services that can ensure continuity even during emergencies. At the same time, the direct involvement of organizations representing persons with disabilities in decision-making processes can help determine more effective solutions. The European Commission has identified the possibility of further humanitarian disasters in Chad, Somalia, South Sudan, and Sudan, where the Rapid Support Forces (RSF) rebels recently positioned themselves in the North Kordofan region, raising fears of massacres similar to those perpetrated last year in El Fasher of Darfur. The El Niño climate wave could also lead to “rain on the wet” of Venezuela, following the recent powerful earthquakes, as well as in Ecuador and Haiti. Dedicated international cooperation actions are expected, noting that the issue is also a question of social equity and the human rights of persons with disabilities.

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino). Tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale da un quarto di secolo; nomade digitale dal 2004 al 2019, e’ sinologo, parla correntemente il mandarino e in Cina e’ stato docente a contratto.

Marco Andreozzi, is a Doctor in Mechanical Engineering, Economics/Administration (Polytechnic of Turin). Industrial technologist and specialist in the energy sector, he comes from professional practices in five corporates in Italy and non-European countries, and as managing director for a quarter of a century; digital nomad from 2004 to 2019, he is a sinologist, speaks fluent Mandarin and was a visiting professor in China.

Advertisement