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Ecoitaliasolidale: una risposta alle disastrose alluvioni in Emilia Romagna e Marche

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Due scienziati di fama internazionale, nell’ambito di un workshop sull’Idrogeno, ci informeranno sugli ultimi studi relativi ai cambiamenti climatici, con un accenno a quello che è appena accaduto sulle regioni adriatiche.

Un evento di rilievo internazionale, una risposta ai disastri climatici è prevista per l’8 giugno prossimo al Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma. Due scienziati di fama internazionale, nell’ambito di un workshop sull’Idrogeno, ci informeranno sugli ultimi studi relativi ai cambiamenti climatici, con un accenno a quello che è appena accaduto sulle regioni adriatiche. Ad aprire i lavori sarà lo scienziato Riccardo Valentini, membro dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e docente presso l’università della Tuscia. E’ più di un ventennio che questo scienziato studia i fenomeni connessi al riscaldamento del nostro pianeta analizzando in particolare i fenomeni negativi connessi, come la siccità, la distruzione delle foreste e le alluvioni devastanti come quelle che hanno interessato l’Emilia Romagna e le Marche. Il perché di questo clima impazzito verrà illustrato durante il convegno. Altro scienziato, responsabile del laboratorio ecologia marina  dell’università della Tuscia, il prof. Marco Marcelli, spiegherà perché il Mediterraneo, tra i mari chiusi del pianeta, è quello che si sta riscaldando di più, con conseguenze negative future sia nel comparto agricolo che in quello turistico, nonché nel settore sanitario.

In quella sede il prof. Luigi Campanella, guru internazionale sulla chimica verde, racconterà al pubblico presente come il Dipartimento di Chimica della Sapienza di Roma e associazioni ambientaliste come Ecoitaliasolidale, hanno progettato e attuato il primo progetto europeo per creare innovative figure di esperti sui cambiamenti climatici. Lo scorso anno, infatti, sono stati diplomati dal Dipartimento di Chimica della Sapienza 50  professionisti capaci di prevedere e prevenire situazioni estreme legate ai cambiamenti climatici, utilizzando sistemi innovativi capaci di individuare criticità territoriali, al fine di prevenire  inondazioni, incendi di boschi, cunei salini e situazioni pericolose alla salute umana causate da prolungate bolle di calore africano.  Figure queste che secondo gli esperti potrebbero collaborare attivamente in tutti i comuni italiani. Non si tratta  di inventare un’altra protezione civile, si tratta di un nuovo ruolo professionale che ha lo scopo di prevenire catastrofi indotte da condizioni meteoclimatiche particolarmente avverse. Sono questi i primi professionisti a livello europeo sui cambiamenti climatici. Anche una delegazione di questi esperti parteciperà ai lavori del workshop sull’idrogeno.

Chi interessato a partecipare a questo workshop all’università deve  comunque prenotarsi via email a: mission.mediterraneo@virgilio.it

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