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Cina. Nuova aviaria, padre infetta figlia: deceduti
Il British Medical Journal riporta un caso di contagio da uomo a uomo del virus H7N9 in Cina orientale. Ma aggiunge: “Il virus non ha un potenziale pandemico”.
Roma, 7 agosto – Sul British Medical Journal, Chang-jun Bao e colleghi del Centre for Disease Control and Prevention della provincia cinese dello Jiangsu, descrivono il primo caso di trasmissione del virus dell’aviaria H7N9 da uomo a uomo. Si tratta di un uomo e una donna, padre e figlia, rispettivamente di 60 e 32 anni, che ammalatisi sono poi deceduti la scorsa primavera. L’uomo avrebbe contratto il virus essendo un assiduo frequentatore di mercati di pollame. La donna si sarebbe ammalata in seguito all’assistenza in ospedale fornita al padre malato. I test genetici hanno dimostrato che padre e figlia sono stati infettati da ceppi virali geneticamente quasi identici. Gli ufficiali sanitari hanno monitorato e analizzato 43 persone entrate in stretto contatto con padre e figlia: tutti sono risultati negativi al virus tranne il genero dell’uomo, che aveva aiutato nell’assistenza in ospedale e che ha sviluppato un’infezione di media intensità. Da giugno, il virus H7N9 ha contagiato 133 persone nella Cina orientale, uccidendone 43. I ricercatori tengono tuttavia a sottolineare come la capacità di trasmissione interumana del virus H7N9 sia «limitata e non sostenibile», negando di fatto il timore di possibili pandemie, anche perché un unico caso di trasmissione uomo-uomo “non sorprende e non indica necessariamente che il virus sta per sviluppare una capacità di trasmissione interumana sostenuta”. Tuttavia il caso descritto sul British Medical Journal indica che il contagio tra esseri umani è avvenuto confermando che la minaccia esiste e che l’H7N9 resta un “osservato speciale”.