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Bosnia, alla Camera commemorazione del genocidio del 1995

By 11 Luglio 2013 No Comments

Bosnia (foto aggm.it)

 

Sereni: “Verità su Srebrenica. Il peso del passato ostacola la riconcilizione”.


Roma, 11 luglio – “Pieno sostegno del Parlamento italiano alla democrazia bosniaca, che sorge dalla consapevolezza, condivisa da tutte le forze politiche italiane e ribadita dal Capo dello Stato in occasione dell’ingresso della Croazia nell’Ue, che il nostro Paese possa fornire un importante contributo per una piena integrazione di tutti gli Stati dei Balcani occidentali nella costruzione europea”. Lo ha confermato la vice presidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, durante la commemorazione a Montecitorio del genocidio di Srebrenica avvenuto l’11 luglio del 1995. 

Mentre, oggi, si seppelliscono i resti di altre 409 vittime di quel massacro, la vice presidente ha chiesto, a nome dei sopravvissuti, delle madri di Srebrenica “giustizia e verità” perché “il peso del passato continua ad impedire la riconciliazione”. “Ci sono ancora – ha ricordato – più di 12 mila persone disperse, 423 mila rifugiati che non possono tornare alle loro case, circa 20 mila apolidi o che rischiano di divenirlo e almeno 20 mila donne vittime di violenza sessuale che hanno ancora bisogno di sostegno”.

“Riunificare l’Europa – ha spiegato – significa riconciliare il Continente con se stesso. La riconciliazione vive oggi una sua dimensione pratica, quotidiana, rassicurante: gli imprenditori dei paesi della ex Iugoslavia riprendono a collaborare tra loro, gli editori croati partecipano alle fiere del libro di Belgrado, le nazionali di calcio giocano l’una contro l’altra: a questi sforzi si aggiunge un nuovo spirito di riconciliazione che sembra animare anche i nuovi leader politici dell’area. Sappiamo però dall’esperienza maturata in altri contesti post-bellici, che questi gesti sono destinati a rimanere delle dimostrazioni di buona volontà, piuttosto che segni intenzionali di mutamento, se non vengono sorretti da programmi istituzionali di riconciliazione, i cui fondamenti vanno ricercati nella giustizia. Ma non vi può essere giustizia senza verità”.
“In questa prospettiva – ha concluso – i Parlamenti possono svolgere un ruolo decisivo: in quanto luoghi della rappresentanza e del confronto tra le diverse istanze della società civile, le Assemblee costituiscono infatti la sede più idonea per la gestione dei processi di pacificazione e di riconciliazione nazionale, assolutamente necessari affinché le ferite degli anni Novanta possano definitivamente rimarginarsi”.

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