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Il sesso si paga con i soldi virtuali: è boom di bitcoin

By 11 Luglio 2013 Agosto 29th, 2013 No Comments

Bitcoin

La moneta virtuale spopola nel mondo dell’eros. Al bando assegni e contanti. Garantito l’anonimato.

Roma, 11 luglio – Sarà la crisi, sarà che l’hi tech avanza, saranno tutte e due le cose insieme, fatto sta che anche il mondo dell’eros si sta adeguando ai tempi che corrono. Niente assegni o contanti, roba vecchia, adesso le prestazioni sessuali si pagano con soldi virtuali, cosiddetti bitcoin.  Lo scriva la giornalista Sabina Cuccaro sul sito Sex and Rome . Usati da vip e imprenditori per non essere ‘tracciati’, stanno diventando la nuova moneta per riciclare affari illeciti,  e anche per il sesso che “non si deve sapere”.


Lo conferma Pascal, gigolò romano. “Sono stato contattato da un’imprenditrice svizzera – dice in esclusiva a Sex and Rome- Durante la cena, tra una chiacchiera e l’altra, in attesa di passare dal vino al letto, scopro che anche lei, come me, ha investito nei bitcoin e sfruttato la bolla di marzo”. Coincidenza molto gradita dalla signora di Lugano. “Passiamo all’albergo – continua Pascal –  e, fatto il mio lavoro di gigolò, lei prende il suo ipad, mi chiede il numero del mio conto e mi fa un versamento”. Ha versato sul suo portafoglio 10 bitcoin che allo stato attuale corrispondono a circa 1.000 euro. “Sul momento rimango stupito ma poi accetto pensando che questo possa rappresentare il futuro”. Non male per una serata. Lei, poi, gli confessa che molte sue amiche stanno cominciando ad utilizzare questa moneta per i pagamenti. “A questo punto – conclude con aria da manager – credo che a breve inserirò sul mio sito il pagamento diretto in bitcoin”. Anche le donne si stanno attrezzando, quindi, ma per il momento a richiedere il pagamento virtuale sono soprattutto gli uomini. Sonia, Escort del Centro storico, confessa: “Ho dovuto aprire un mio conto in bitcoin, quasi un cliente su dieci preferisce questo pagamento, si sentono più sicuri di non essere beccati dal fisco. E io ci guadagno di più rispetto al pagamento in contanti, perché in genere versano sempre un 20% in più per tenere largo il margine del rischio cambio”. Incuriosita da queste dichiarazioni, la giornalista naviga sul web, e su Portaportese on line trova due annunci di accompagnatrici dove è specificato:   “Si accettano bitcoin”. Un tempo era “Si accettano buoni pasto”, tempi che cambiano.


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