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Vaticano, Papa Francesco riforma la giustizia penale: abolito l’ergastolo

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Udienza papale del mercoledì

Firmato oggi il motu proprio. Stretta anche sui reati contro i minori e la pedofilia. 

Roma, 11 luglio – La giustizia penale del Vaticano è stata riformata. Papa Francesco continua nella sua opera di cambiamento e, con un motu proprio firmato oggi, ha modificato un sistema penale fermo al codice Zanardelli del 1929, all’indomani dei Patti Lateranensi. E così il Santo Padre “venuto da un Paese lontano”, elimina l’ergastolo che sarà sostituito con la pena alla reclusione da 30 a 35 anni. Ma la riforma, di valenza storica, è ad ampio raggio e tocca i punti nevralgici di un sistema complesso finito nell’occhio del ciclone non solo per i casi di pedofilia.

Le leggi varate da Papa Francesco sono “in continuità con le azioni intraprese a partire dal 2010 durante il pontificato di Papa Benedetto XVI”, che riguardavano in particolare le misure contro il riciclaggio di denaro e il terrorismo internazionale, ma hanno contenuti più ampi, provvedendo all’attuazione di molteplici Convenzioni internazionali. Nelle nuove leggi penali varate, “il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione”, spiega una nota vaticana. La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Così, “sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall’introduzione della misura del blocco preventivo dei beni”. La riforma, inoltre, introduce, “in linea con gli orientamenti più recenti in sede internazionale, un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti, stabilendo una loro responsabilità diretta con sanzioni interittive e pecuniarie”. Varata anche una nuova legge in materia di sanzioni amministrative che, precisa il comunicato, “ha carattere di normativa generale, al servizio di discipline particolari che, nelle diverse materie, prevedranno sanzioni finalizzate a favorire l’efficacia ed il rispetto di norme poste a tutela di interessi pubblici”.
Particolare attenzione, poi, è stata dedicata ai delitti contro i minori, tra cui spiccano la vendita, la prostituzione, l’arruolamento e la violenza sessuale in loro danno. E ancora la pedopornografia, la detenzione di materiale pedopornografico, gli atti sessuali con minori. Sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia romana, ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano.
Nella riforma varata da Papa Francesco, poi, non manca la definizione dei delitti contro l’umanità, cui è stato dedicato un titolo a parte. Punizione, infatti, sono previste il genocidio e l’apartheid, sulla falsariga delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998. Infine – in conformità con quanto stabilito dal diritto internazionale – è stato esplicitamente previsto il delitto di tortura.

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