Attualità
Bolsonaro leader dell’estrema destra eletto in Brasile.Timore per la nascita di una dittatura
Il neo Presidente è un ex ufficiale che si è sempre dichiarato favorevole alla dittatura e alla tortura per gli avversari.
di Vito Nicola Lacerenza

Il Brasile ha un nuovo Presidente: è Jair Bolsonaro che ha ootenuto il 55% dei conensi, prevalendo sull’avversario, il socialista Fernando Haddad, fermo al 44.8%. La vittoria di Bolsonaro, è apparsa quasi scontata agli osservatori, perché ha messo al centro della sua agenda politica due temi di fondamentale importanza per l’opinione pubblica brasiliana: la lotta alla violenza e la lotta alla corruzione. Negli ultimi anni lo Stato si è mostrato incapace di garantire la sicurezza ai cittadini che ormai rinunciano ad uscire per strada la sera per paura di essere rapinati o uccisi. L’anno scorso sono stati registrati 63.000 omicidi in Brasile. Un’ondata di violenza che è cresciuta di pari passo con l’aggravarsi della situazione finanziaria del Paese, colpito dalla recessione più grave della sua storia. La crisi economica, secondo gran parte dell’opinione pubblica brasiliana, è da attribuirsi alla corruzione dell’ex classe politica legata al Partito dei Lavoratori, i cui principali esponenti sono stati al centro di scandali politici: l’ex presidente del Brasile Dilma Rousseff è stata destituita dopo la condanna per il reato di malversazione, mentre il suo predecessore Luiz Inácio Lula sta scontando una pena detentiva di 12 anni per il reato di corruzione. Quest’ultimo era candidato alle presidenziali 2018, prima che la condanna lo escludesse dalla competizione elettorale. Il discredito verso il Partito dei Lavorati è pesato anche su Fernando Haddad.
Il candidato sconfitto da Bolsonaro che, a differenza dei suoi avversari, non è mai stato coinvolto in nessuno scandalo ed è, inoltre, un ex capitano dell’esercito di religione cristiano cattolica e i suoi nonni erano emigrati dal Veneto. Bolsonaro si è presentato agli elettori come “l’uomo forte, senza macchia e di sani principi” in grado di risollevare le sorti del Brasile con una serie di misure drastiche. Sul fronte dalla lotta alla violenzail neo presidente ha promesso di concedere alla polizia la possibilità di sparare a vista alle persone ritenute potenzialmente pericolose e di abbassare l’età minima per essere penalmente perseguibili da 18 a 16 anni. Inoltre, per incentivare la legittima difesa, Bolsonaro intende liberalizzare la vendita delle armi ed ha proposto una liberalizzazione dell’economia in tutti i settori con l’intento di semplificare la burocrazia e ridurre la pressione fiscale. I provvedimenti serviranno a liberare l’economia dalle “ingerenze” dello Stato che hanno rallentato la crescita nazionale promuovendo politiche sociali a favore delle categorie più deboli della popolazione.
Nel programma di Bolsonaro sono previsti sussidi per i poveri e per i neri, i quali, per il leader di estrema destra, “passano le loro giornate a non far nulla.” Bolsonaro si è apertamente dichiarato omomofobo: “Preferirei vedere mio figlio morto piuttosto che sapere che è gay – ha detto- Ma i miei ragazzi non corrono questo pericolo: sono stati educati bene, secondo i valori della Chiesa”, Chiesa che ha visto nelcandidato di estrema destra il principale alleato per impedire la legalizzazione delle unioni omosessuali, dell’aborto e della droga in Brasile.
