Attualità
IMU e TARI, le nuove regole
D’ora in poi la dichiarazione della tassa sulla casa si potrà fare soltanto online. Piccola rivoluzione fiscale per gli italiani che posseggono una casa.
Di Francesca Fontana
Cambiano le regole per l’abitazione per milioni di cittadini: arrivano novità importanti che riguardano due delle tasse più conosciute e discusse: l’Imu e la Tari, cioè l’imposta sugli immobili e quella sui rifiuti. Il governo ha introdotto una riforma dei tributi locali per digitalizzare tutto e a rendere le procedure più semplici, ma che allo stesso tempo chiede ai cittadini di stare molto più attenti alle scadenze per non rischiare sanzioni.
Partiamo dalla novità principale che riguarda l’Imu. D’ora in poi la dichiarazione della tassa sulla casa si potrà fare soltanto online. Basta con i moduli cartacei consegnati allo sportello o inviati in modi diversi a seconda del comune. Ci sarà un unico modello nazionale predisposto dal ministero che servirà per comunicare qualsiasi variazione o per chiedere eventuali sconti sulle tasse locali. Da un lato la procedura diventa più chiara per tutti, dall’altro non ci saranno più scuse: chi deve aggiornare la propria posizione fiscale dovrà farlo solo ed esclusivamente attraverso i canali digitali.
Sulla Tari, invece, la vera rivoluzione riguarda i tempi, che diventano molto più stretti. Finora, quando si cambiava casa o si modificavano i metri quadri dell’immobile, si aveva tempo fino al trenta giugno dell’anno successivo per avvisare il comune. Adesso non è più così. La denuncia di variazione andrà presentata entro novanta giorni dal momento in cui avviene il cambiamento. Che si tratti dell’acquisto di un nuovo appartamento, dell’inizio o della fine di un affitto, oppure di una variazione nel numero dei familiari che vivono in casa, servirà muoversi in fretta. Tre mesi di tempo e non oltre, altrimenti si rischiano contestazioni e multe.
Infine c’è un punto fondamentale che riguarda le liti catastali, cioè quando si fa ricorso perché non si è d’accordo sul valore attribuito alla propria casa. Fino a oggi queste cause potevano durare anni creando molta confusione sui rimborsi. La nuova legge stabilisce che durante il processo si continua a pagare l’Imu sul valore vecchio. Soltanto quando il giudice emetterà la sentenza definitiva si faranno i conti finali. Se il cittadino vince la causa e la rendita viene abbassata, potrà chiedere i soldi pagati in più fino al trentuno dicembre del quinto anno successivo alla sentenza. Se invece vince il comune, l’ente recupererà le somme arretrate per tutti gli anni della causa, chiedendo gli interessi ma senza applicare sanzioni.
Insomma, il messaggio per i proprietari di casa è molto chiaro: ci sarà meno burocrazia sulla carta, ma servirà molta più precisione nel rispettare le nuove scadenze.
