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“Attraversamenti in-visibili”: al Centro Aldo Nicolaj l’arte diventa comunità”

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All’Auditorium Pasquale De Angelis del Polo Civico di viale Aldo Ballarin, “Attraversamenti in-visibili”, l’open day ideato dall’Associazione Culturale Marte 2010 e aperto alla cittadinanza, alla presenza di una rappresentanza istituzionale del Municipio Roma VIII e del Comune di Roma.

Si è svolto ieri sera, presso l’Auditorium Pasquale De Angelis del Polo Civico di viale Aldo Ballarin, “Attraversamenti in-visibili”, l’open day ideato dall’Associazione Culturale Marte 2010 e aperto alla cittadinanza, alla presenza di una rappresentanza istituzionale del Municipio Roma VIII e del Comune di Roma. L’iniziativa ha proposto un viaggio tra linguaggi, esperienze e suggestioni ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, trasformando lo spazio in un luogo di incontro, partecipazione e scoperta.

Un’occasione di incontro e condivisione pensata per creare nuove relazioni tra cittadini, artisti, istituzioni e realtà culturali, trasformando gli spazi dedicati alla cultura in luoghi vivi, aperti e attraversabili. Teatro, danza, canto, operetta e cinema si sono alternati e intrecciati, superando i confini tra i diversi linguaggi e dando vita a un autentico attraversamento tra le arti.

La serata ha segnato anche l’apertura ufficiale della prima stagione del Centro Aldo Nicolaj, che proporrà un programma di laboratori affidati a professionisti delle diverse discipline artistiche e rivolti sia ai giovanissimi sia agli adulti.

Nel corso della serata sono intervenuti il Presidente del Municipio Roma VIII Amedeo Ciaccheri,  il consigliere municipale Umberto Sposato e i  consiglieri comunali Cristina Michetelli e Yuri Trombetti. Nel suo intervento, il presidente Ciaccheri ha sottolineato: «Questo risultato restituisce finalmente al territorio un luogo centrale per la vita culturale e sociale del Municipio Roma VIII: il Centro Aldo Nicolaj è uno spazio recuperato, riconosciuto e affidato per i prossimi dodici anni a una realtà che ha saputo resistere con tenacia e visione, grazie alla determinazione dell’Associazione Marte 2010 diretta da Silvia Mazzotta e Luca Monti».

Il consigliere comunale Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio di Roma Capitale, ha invece evidenziato: «L’obiettivo di questa amministrazione è stato quello di restituire gli spazi alla città e alla cultura, sottraendoli a una logica speculativa e riconsegnandolo alle associazioni. Grazie alla passione e alla libertà di chi lo anima, oggi questo luogo è diventato un presidio di comunità, capace di contrastare solitudine e disagio attraverso la partecipazione e la bellezza».

A chiudere gli interventi, la consigliera comunale Cristina Michetelli e delegata al Bilancio e al Patrimonio di Città Metropolintana ha dichiarato: «Questo risultato nasce da una comunità che ha saputo difendere e far vivere questo spazio anche nelle condizioni più difficili. Oggi, grazie al lavoro condiviso tra territorio e Campidoglio, quel presidio è stato restituito alle persone: perché il patrimonio pubblico non è fatto solo di luoghi, ma soprattutto di comunità, inclusione e cultura».

Tornando al programma artistico, la serata ha attraversato le arti nelle loro diverse espressioni. Ad aprire il percorso è stata la performance della compagnia Argillateatri, diretta da Ivan Vincenzo Cozzi e Isabella Moroni, ispirata a Le città invisibili di Italo Calvino.

Spazio poi alla danza con Maria Concetta Borgese, che ha curato le coreografie degli allievi del corso di movimento creativo partecipato, riunendo giovani promesse e appassionati, accompagnati al pianoforte dal maestro Theo Allegretti. La musica è stata protagonista anche con la cantante e insegnante Ilaria Monteleone, che insieme ad alcuni allievi del suo corso ha proposto un medley di brani, da Simon & Garfunkel ai Cranberries, fino a Noah.

A seguire, uno studio laboratoriale nato da un progetto teatrale ideato e realizzato da Luca Monti, in collaborazione con Paolo De Giorgio, dedicato alla trasposizione del linguaggio teatrale in quello cinematografico. A chiudere la serata, l’operetta, con alcuni estratti da La vedova allegra di Franz Lehár e da La principessa della Czarda di Emmerich Kálmán, interpretati dagli allievi diretti dalla maestra Graziela Orbesan.

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