Cinema & Teatro
Un evento internazionale ha riunito i professionisti del Cinema Mondiale: a tu per tu con due produttrici self made, Drea e Caterina
Il mese scorso Roma ha ospitato il MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, cinque giorni di incontri, proiezioni e tavole rotonde hanno riunito professionisti del settore, tra cui produttori, registi, sceneggiatori, studenti e giovani imprenditori.
di Delia Stradella
Il MIA è ormai diventato un appuntamento imprescindibile nel calendario culturale ed economico della capitale. Quest’anno, Roma ha ospitato anche altri due importanti eventi, Rome Art Week e la Festa del Cinema di Roma, riaffermando la propria vocazione
internazionale e la volontà di consolidare il suo ruolo nel panorama culturale contemporaneo, in un dialogo costante con città come Milano.
Professionisti provenienti da tutto il mondo hanno preso parte al MIA, condividendo esperienze, visioni e prospettive sul futuro dell’industria audiovisiva.
Dréa Lewis è una produttrice indipendente originaria di Atlanta, Georgia, che sta esplorando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, interrogandosi al tempo stesso sul suo reale potere e valore. Ha costruito la propria società da zero e oggi si trova a Roma, dove sta creando relazioni e facendo networking con professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.

Dréa Lewis
L’Italia gode di grande prestigio per la sua tradizione e la sua maestria cinematografica. È un Paese con un’eredità cinematografica senza eguali, una straordinaria tradizione di eccellenza visiva e solidi incentivi alla coproduzione. Vedo un notevole potenziale di collaborazione tra produttori americani e italiani, soprattutto quando un progetto trae vantaggio da prospettive internazionali, dall’accesso a mercati diversi o da una storia capace di mettere in relazione culture differenti. Per i produttori indipendenti che desiderano ampliare i propri orizzonti oltre i confini nazionali, collaborare con partner italiani significa aprirsi le porte ai fondi europei, a vivaci circuiti di distribuzione internazionale e a un patrimonio immenso e profondamente radicato, capace di arricchire qualsiasi progetto.
Dréa ha un obiettivo preciso: ampliare il proprio business e creare nuove opportunità al di fuori degli Stati Uniti.
Ho partecipato al MIA con l’intenzione di approfondire la mia conoscenza dei meccanismi di finanziamento internazionali, consolidare le relazioni con i professionisti dell’industria cinematografica globale e individuare nuove opportunità per portare avanti i miei progetti attraverso partnership internazionali. Ho acquisito una maggiore consapevolezza di come i progetti vengano strutturati, finanziati, posizionati sul mercato e portati alla distribuzione. Il MIA mi ha offerto l’opportunità di imparare direttamente dalle persone che prendono queste decisioni. Roma rappresenta uno scenario straordinariamente suggestivo, capace di favorire relazioni autentiche e basate sulla fiducia, piuttosto che semplici rapporti di natura commerciale.
Dréa mantiene uno sguardo critico sull’intelligenza artificiale: non tutto ciò che luccica è oro.

L’intelligenza artificiale è uno strumento al servizio di chi racconta storie. Può velocizzare gli aspetti più amministrativi del lavoro, come l’impaginazione, l’organizzazione e la ricerca. Tuttavia, le grandi storie, i personaggi e le sfumature emotive nascono dalle esperienze vissute. È attraverso un’immaginazione vivida che la propria anima entra in connessione con l’arte. Come produttrice indipendente, ho utilizzato l’AI per esplorare concept visivi e valutare diversi approcci ai progetti. Mi ha aiutata a lavorare in modo più efficiente, soprattutto considerando che non dispongo ancora delle risorse di una grande casa di produzione. Paradossalmente, uno dei miei film attualmente in fase di sviluppo, Messiah Module, racconta proprio di un’intelligenza artificiale creata per salvare l’umanità eliminando il libero arbitrio. Credo che la tecnologia debba essere al servizio della libertà di scelta dell’essere umano, non sostituirla: è proprio questa la premessa su cui si sviluppa il film.
Una sorta di assistente artificiale, dai costi contenuti e dalle potenzialità pressappoco infinite.
L’intelligenza artificiale ha il potenziale per abbattere alcune delle barriere che storicamente hanno reso difficile per i produttori indipendenti competere con le realtà più strutturate. Riduce i costi di attività che un tempo richiedevano grandi team, come la preparazione dei materiali di presentazione dei progetti, l’analisi delle sceneggiature e le prime bozze dei budget. Contribuisce così a rendere più accessibili le infrastrutture e gli strumenti di lavoro.
Drèa non ha dubbi a riguardo:
Il futuro non consiste nello scegliere tra tecnologia e umanità. Si tratta di saper utilizzare la tecnologia senza perdere quella voce umana che dà significato e valore al racconto.
Anche se i prompt permettono di generare immagini tecnicamente impressionanti, questo non significa necessariamente che siano capaci di raccontare una storia significativa. Il pubblico ha sempre desiderato, e continuerà a desiderare, ciò che i contenuti sintetici non possono offrire: specificità, vulnerabilità e autenticità. Il mio progetto The Legend of A’Moni: Starlight Stitchers è nato dall’immaginazione di mia
figlia e dal legame che la unisce a mia nonna. Nessun algoritmo e nessun prompt avrebbero potuto inventare una storia simile.
Numerosi anche i giovani produttori italiani che hanno partecipato attivamente ai panel, condividendo la loro esperienza e il loro know how con il pubblico.
CATERINA DE MATA è una produttrice romana specializzata in animazione, attiva nel settore da oltre quindici anni. La sua società, L&C, è una realtà indipendente che ha saputo ritagliarsi uno spazio nel mercato grazie a una visione lungimirante e a un approccio intelligente.
Alla guida di un team di otto persone, Caterina ha costruito un modello di lavoro fondato sulla cooperazione e sulla condivisione. È proprio questa la forza di L&C: affrontare le sfide del mercato superando logiche antagonistiche e privilegiando il confronto, il fair play
e la collaborazione tra professionisti.

CATERINA DE MATA
C’è un tale bisogno di contenuti di qualità per bambini che non esiste una vera competizione. C’è piuttosto la necessità di lavorare insieme, scambiare idee e condividere talenti, forse più che in qualsiasi altro settore.
L&C si concentra principalmente sulla produzione di serie animate, distribuite attraverso Rai, uno dei più importanti partner commerciali per le piccole società di animazione italiane. Caterina ha fondato la propria società giovanissima, seguendo il suo intuito.
Lavoravo a fianco di mio padre, documentarista. Studiavo comunicazione multimediale e design all’università, ricordo di aver avuto una sorta di folgorazione: capii che dovevo occuparmi dei bambini. Imparai a fare cartoni animati seguendo i tutorial su YouTube, da autodidatta. Ho realizzato il mio primo corto, poi sono stata assunta da una società di Torino, dove mi sono strutturata. Dopodiché ho costituito la mia società di produzione, con spirito pionieristico. Dodici anni fa abbiamo iniziato a caricare contenuti su YouTube per bambini di età compresa tra gli 1 e i 5 anni, curando il canale italiano e la distribuzione di Camioncino Leo di Project First.
Youtube è una piattaforma vitale per il settore che permette un rapporto diretto con il pubblico, un vantaggio strategico di questi tempi… Essendo stati tra i dinosauri di YouTube abbiamo conquistato una fetta di mercato importante, con più di un milione di iscritti!

I canali Youtube fanno numeri da capogiro, basti pensate ai fenomeni mediatici Me contro te, con una fan base che sfiora i dieci milioni di follower.
I Me contro te sono molto commerciali, quello che facciamo noi è cercare di portare contenuti di qualità, cercando di intercettare il gusto del pubblico. È importante dare ai bambini un percorso formativo solido e serio.
Servono contenuti educativi non giocattolabili, così come servono contenuti commerciali. È giusto che non sia tutto orientato al commercio.
Caterina ha partecipato al Mia come Speak note, esperienza che consiglia a tutti gli “addetti ai lavori”.
Al Mia mi sono relazionata con professionisti di settore…chissà, potrebbero nascere delle nuove sinergie! Mi piacerebbe partecipare ad un lungometraggio, offrire il mio know how del pubblico nel mondo digitale, mi piacerebbe vedere cosa succede in sala.
Per quanto riguarda i progetti futuri, Caterina ha in serbo per i più piccoli una serie “ibrida” intitolata “Le repubbliche Marinare”.
Le Repubbliche Marinare è documentario “animato” per ragazzi, la conclusione di una serie intitolata La trilogia del viaggio, da Cristoforo Colombo a Marco Polo. Live action e storia si fondono insieme: riprendiamo le città italiane, i bambini partecipano attivamente alla narrazione, interagendo con il conduttore; la curiosità è il filo rosso. Siamo alla ricerca di broadcaster internazionali, l’Italia e la sua storia seducono ancora il mercato estero.
É difficile produrre pensando soltanto al mercato locale, ogni progetto necessita di un approccio internazionale, una prospettiva più ampia e al passo coi tempi.
Il Mia è un appuntamento imprescindibile, oggi più che mai.
È il mio quinto MIA, ho notato un audience sempre più internazionale e di prestigio… dopo Cannes, ho l’impressione che i mercati più piccoli come il Mia avranno in futuro più spazio rispetto ai mercati tradizionali, più grandi ma dispersivi e “difficili”. In un momento in cui tutti mirano all’internazionalità è sempre più difficile scegliere dove andare. In un mercato dispersivo e costoso come quello di Cannes è difficile trovare la persona giusta, con cui intavolare una collaborazione sana e produttiva. Meno persone e rapporti più solidi: è fondamentale creare un dialogo tra partner commerciali.
Caterina intende crescere ancora e incrementare l’offerta, conquistando una nuova fetta di pubblico.
Il mio sogno è continuare a creare e mantenere un rapporto diretto con il pubblico, mi piacerebbe ampliare la nostra fan base e parlare agli adolescenti, oltre che ai bambini.
Infine non escludo di approdare al cinema, prima o poi…
