Attualità
Spese per energia, i paletti dell’Europa
Niente taglio delle accise sui carburanti, niente incentivi per le biciclette elettriche o aiuti per pagare le bollette.
Di Francesca Fontana
L’Europa mette i paletti per le spese destinate all’energia. L’Italia potrà usufruire di 14 miliardi di scostamento di bilancio che rimarranno fuori dal patto di stabilità, ma Bruxelles è netta. Lo 0,6% del Pil in tre anni, dal 2026 al 2028, soldi che potremo prendere a debito e che dovranno essere usati solo per interventi strutturali. Niente taglio delle accise sui carburanti, niente incentivi per le biciclette elettriche o aiuti per pagare le bollette.
Le parole della commissione sono chiare: per attivare la clausola di salvaguardia si deve “Rafforzare la resilienza strutturale del sistema europeo e accelerare la transizione dai combustibili fossili”
Le risorse dovranno concentrarsi solo su interventi che porteranno frutti anche a lungo termine: come l’apertura di nuovi impianti per le energie rinnovabili o bonus per le caldaie di nuova generazione. Il governo prepara la risposta con i dettagli: Si pensa a incentivi anche per chi installa pannelli solari o adotta piani di cottura a induzione. E poi incentivi per l’acquisto di automobili, autobus, camion e furgoni a emissioni zero. A tutto questo si aggiungono i lavori per l’istallazione delle colonnine di ricarica, sia nelle strade, ad opera dei comuni, sia nelle abitazioni dei privati o nei condomini, dove è possibile.

Niente soldi a pioggia per aiuti che rimangono solo temporanei, solo lavori che aiutano la transizione ecologica, quella stessa che era rimasta al palo dopo le crisi produttive scatenate dalle guerre: sia quella in Ucraina che quella più recente in Medioriente.
La nota della commissione europea, che verrà pubblicata a giorni nella gazzetta ufficiale, non è completa, ammette Bruxelles, ma verranno valutate le questioni caso per caso.
Nella flessibilità chiesta a Bruxelles c’è anche il nodo della difesa. Anche in questo caso le spese verranno tenute fuori dai calcoli del patto di stabilità che rimane rigorosamente al 3%, nel rapporto deficit-Pil. In questo caso lo scostamento arriva allo 0,9% del prodotto interno lordo italiano, che equivale a circa 22 miliardi nel triennio 2026-2028. Ma su questo i dettagli sono ancora da chiarire.
Il piano italiano verrà poi valutato dall’Europa, l’ok definitivo arriverà durante l’Ecofin del 9 ottobre, proprio a ridosso della presentazione della finanziaria di quest’anno. Poi l’esecutivo dovrà passare alle camere per ottenere il via libera allo scostamento di bilancio.
