Ambiente & Turismo
Turismo di prossimità e vacanze corte
Gli italiani privilegiano la prudenza, tra crisi economica e tensioni geopolitiche internazionali
di Angela Celesti
Ci risiamo, quando si avvicinano le vacanze estive, il bilancio sulla crisi economica che si abbatte sugli italiani, diventa più evidente. Lunghe un mese? Neanche a dirlo. Tutto si riduce. E non sono soltanto i fenomeni del turismo “morde e fuggi” che ormai imperversa sul nostro paese da molto tempo, sia per chi arriva nella nostra splendida penisola, isole comprese, sia soprattutto per gli italiani del cosiddetto “ceto medio” che ormai guardano alla vacanza misurata in centimetri. Abbiamo già detto addio da tempo ai grandi ingorghi autostradali, le file ai caselli per raggiungere le mete agognate, figlie dei tempi del boom economico, scie dei famosi anni ’80, ultimi barlumi di un’Italia orgogliosa di reggersi sulle proprie gambe. Con la geopolitica cambia il mondo, nuovi assetti territoriali, guerre segnate da invasioni brutali come nel passato, con il paradossale pretesto di difendere la democrazia e liberare il mondo dall’ingiustizia.

Le conseguenze delle antiche “predazioni” arrivano in negativo anche nel nostro mondo globalizzato, mascherato da paladino di giustizia. Chiedo venia per lo sfogo, ma le dita sui tasti del computer si muovono da sole come in una sorta di flusso di coscienza che diventa epifania di verità nell’indecifrabilità dei “segni” e della storia. Basta una banale chiusura di rubinetti del tanto agognato petrolio a mandarci in crisi, una vile e scontata presa per il collo da parte di chi detiene il potere energetico. Quell’enorme giacimento nero, sterco della terra che in milioni di anni lo ha raccolto nelle sue viscere, diventa il più potente propellente della società contemporanea, un prodotto che olia tutti gli ingranaggi di un sistema che ci fa vivere e sopravvivere, dal pane ai grattacieli. A nulla bastano le lezioni di economia di sistema che non servono a risolvere i problemi economici dell’uomo medio provocando invece l’aumento inarrestabile di “vite da scarto”, per citare Bauman.

Il “caro” carburante, nell’accezione negativa del termine, si abbatte inevitabilmente sulle vacanze estive degli italiani che non riescono più a districarsi con il “pieno” del proprio veicolo, con i costi dei biglietti ferroviari e degli aerei. Nonostante non cali il costo del carburante, gli italiani non si “abbattono” accontentandosi delle vacanze brevi e di prossimità o di montagna, forse meno cara e sicuramente più fresca e tranquilla. Potremmo dire “largo ai giovani”, ma anch’essi passano le vacanze estive scegliendo soluzioni low-cost, tagliando sugli extra e in stile “Staycation” nelle proprie città o nelle spiagge limitrofe a costo quasi zero. Potreste però chiedervi: “Allora chi va in vacanza quest’anno?”. Circa 36,2 milioni di italiani – con una durata media di 7/10 giorni spalmati da giugno e settembre (Federalberghi) – la cui stragrande maggioranza resterà in Italia (87,6 %). 40 milioni invece resteranno a casa. Cari italiani, accontentatevi di correre virtualmente sul pollice quadrato del vostro cellulare, unico luogo concesso per scorrazzare in lungo e in largo per il mondo, costo zero per una vista mare prêt-à porter… il nostro pianeta non è poi così grande!
