Cinema & Teatro
A Cannes trionfa il dramma Fjord di Christian Mungiu con Sebastian Stan
Il film di Mungiu si impone così nel festival più prestigioso d’Europa, superando una competizione agguerrita composta da autori come Pedro Almodóvar, Asghar Faradi, Hirokazu Kore’eda, James Gray o Ryūsuke Hamaguchi.
di Marvyn Mura
La 79a edizione del Festival di Cannes, presieduta dal presidente di giuria Park Chan-wook (Old Boy), si è conclusa con l’assegnazione della Palma d’oro al dramma Fjord diretto dal regista rumeno Christian Mungiu. regista che aveva già vinto una volta la Palma d’oro nel 2007 per il film “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”; Mungiu realizza un film ispirato a fatti reali che racconta la storia di una famiglia rumeno-norvegese, di fede cristiano-evangelica, che dalla Bulgaria si trasferisce in un fiordo norvegese scontrandosi però con un vicinato di stampo ateo e progressista; la relazione tra i due vicini si complica progressivamente fino a quando il padre della famiglia rumeno-norvegese (interpretato da un irriconoscibile Sebastian Stan) è costretto a difendersi in tribunale dopo che i figli vengono scoperti dalla maestra di scuola con dei segni di violenza e delle ecchimosi.
Il film di Mungiu si impone così nel festival più prestigioso d’Europa, superando una competizione agguerrita composta da autori come Pedro Almodóvar, Asghar Faradi, Hirokazu Kore’eda, James Gray o Ryūsuke Hamaguchi.
Il Grand Prix della Giuria (il premio più importante dopo la Palma d’oro) è stato assegnato a Minotaure di Andrej Zvjagincev, che racconta della vita di un CEO d’azienda di successo agli albori della guerra tra Russia e Ucraina.
Il Prix de la mise en scène (premio per la miglior regia) è invece un ex aequo tra La bola negra degli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi e Fatherland di Pawel Pawlikowski; il Prix du scénario (premio della migliore sceneggiatura) viene vinto da Emmanuel Marre per Notre Salut. Il Prix d’interprétation féminine (premio per migliore interprete femminile) è stato assegnato a Virginie Efira e Tao Okamoto per il film Kyū ni guai ga waruku naru di Ryūsuke Hamaguchi; mentre il Prix d’interprétation masculine (premio per migliore interprete maschile) è stato vinto da Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per Coward di Lukas Dhont.
Il Premio della giuria è stato assegnato al film Das geträumte Abenteuer di Valeska Grisebach; Peter Jackson, Barbra Streisand e John Travolta hanno invece ricevuto la Palma d’oro onoraria alla carriera.
Per finire grossa delusione per l’Italia, che quest’anno non è riuscita a portare in concorso un film, a dimostrazione di una crisi del nostro cinema che va avanti da tempo e su cui bisogna riflettere e cercare di ripartire.
