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Viva la Cucina Italiana ora patrimonio dell’Unesco

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La cucina italiana, decantata da tutto il mondo, non è soltanto la più sana, si pensi alla dieta mediterranea, ma è una cucina “unica” legata a un territorio vasto e diversificato che accentua legame e convivialità.

di Angela Celesti

Il 10 dicembre 2025, come per una Graduation Ceremony (conferimento del diploma) con il lancio dei cappellini, il “Tassel Turning” (girare il fiocco), sono volate nelle cucine italiane, soprattutto le più blasonate, decine di toque. La notizia? La cucina Italiana è diventata Patrimonio dell’UNESCO, come annunciato a  Nuova Delhi in occasione della  XX sessione del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale. Una notiziona che si aspettava da ormai tanti anni che però pare sia risultata indigesta al famoso critico del Times, il solone britannico Giles Coren, che ha infiammato la discussione sul riconoscimento, definendolo una truffa. Additato da molti come “penna polemica”, Giles Coren ci va giù pesante, rincalzando e definendo la cucina italiana un mito da sfatare, una supremazia immeritata e… bla, bla, bla…

Va bene così, non ci offendiamo, d’altra parte il caro Giles ha fatto a pezzi i migliori ristoranti toscani, definendo i visitatori d’oltralpe una “caricatura feroce del turismo colto che cerca l’essenza italiana come se fosse un’esperienza erotica, erotizzata e fuori dal tempo”(sic!) Una chiosa ci voleva per chiudere definitivamente qualche mal di pancia che questa notizia ha suscitato, ma cari miei era inevitabile. La cucina italiana, decantata da tutto il mondo, non è soltanto la più sana, si pensi alla dieta mediterranea, ma è una cucina “unica” legata a un territorio vasto e diversificato che accentua legame e convivialità. Un Made in Italy che, insieme alle altre eccellenze italiane, si è affermato in tutto il mondo. Votata e amata, la cucina italiana, ha superato ben altre tradizioni culinarie del nostro pianeta, merito anche del carattere sociale, culturale e storico che porta con sé. Non solo cibo per la cucina italiana ma un modo di vivere, un rito che “unisce” con ricette tramandate e ingredienti eccellenti, prodotti esportati che girano il pianeta con le DOP e l’IGP attaccati al collo (un business da 70 miliardi).

Pasta, pizza, risotti e pomodoro, replicati e amati in ogni angolo del mondo sono valorizzati da quel modo di cucinare unico e diversificato da regione a regione combinando pasta, verdure, pesci, carni e formaggi così intrinsecamente legati alla condivisione, un aspetto non trascurabile, come il sale e il pepe presenti in tantissime ricette. Questo il “Bene Immateriale” che l’UNESCO raccoglie e protegge, prima che si possa estinguere, prima che gli eventi catastrofici – si pensi alle guerre e alla globalizzazione – possano fagocitare il nostro essere orgogliosamente “italiani”.

La cucina italiana unisce – afferma Vincenzo Arcobelli dal Texas (Rappresentante al CGIE e Presidente del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo) – La nostra cucina è identità, orgoglio e legame indissolubile tra generazioni e territori, ha vinto l’intera Nazione”. Una vittoria per gli italiani sparsi in tutte le parti del mondo che festeggiano un trionfo culturale che è merito del nostro popolo e della sua storia secolare.

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