Arte & Cultura
Turi Sottile: Quando la scuola d’arte non è necessaria
Vigore Estro Peculiarità. Voglia di Espressionismo.
Di Antonio Fugazzotto
Se mi si consente vorrei pormi una semplice domanda ma importante: l’artista figurativo per esprimersi con efficacia ha bisogno di una scuola d’arte al fine di acquisire la tecnica o la consapevolezza dei mezzi tecnici espressivi? Probabilmente no, se l’artista si impegna con sé stesso a far del proprio lavoro, della propria attività artistica una continua ricerca delle sue possibilità costringendosi ad una maturazione evolutiva. Il potenziamento di tale evoluzione può essere sicuramente attuato nei modi più diversi a patto che il pittore tenda ad arricchire sempre di più non solo il suo spirito ma anche la mente. Ciò può avvenire ad esempio attraverso la conoscenza scientifica si ma non necessariamente accademica di modalità stilistiche piuttosto lontane dal mondo artistico che lo circonda o la cultura di cui in qualche modo fa parte. Molti ed eclatanti sono i casi in cui artisti dei più svariati campi (non escluso quello musicale, penso infatti a George Harrison che come è noto sentì il bisogno, alla fine degli anni ’60, di arricchirsi tuffandosi nella cultura orientale indiana) decidono di entrare in contatto con mondi culturali tanto più lontani quanto più evidentemente per loro stimolanti, per trovare all’interno di sé stessi nuove e forse sconosciute potenzialità. Non è forse per questo che, ad esempio Marguerite Yourcenar scelse di finire i suoi anni in quell’isoletta del Maine sud-orientale? Non è forse questo il senso della scelta di Arthur C. Clarke di vivere nello Sri Lanka?
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Tutto ciò ci porta a capire meglio un pittore siciliano ma trapiantato a Roma come Turi Sottile. Evidentemente spinto da aneliti rinnovatori egli, già con una imponente produzione alle spalle, a metà degli anni ’70 sente il bisogno di recarsi in Svizzera, quindi in Spagna per instaurare nuovi scambi culturali. Anche il suo viaggio a Parigi ha questo significato. Ma è il lungo soggiorno in Russia che gli fornisce un grande contributo innovativo tanto da portarlo ad una svolta sia tematica che formale. In Russia egli conosce, analizza scientificamente, tutte e sei le scuole russe che corrispondono ad altrettanti stili figurativi delle Icone. Ne nasce forse la più geniale delle intuizioni artistiche di Sottile. Nelle sue icone egli percepisce la duplicità o forse anche l’ambivalenza di ogni messaggio; riesce a caricare di una portata emotiva ed insieme analitica quanto affida alla tela. Il significato della “citazione” classica (Caravaggio, Botticelli, Filippo Lippi sono riproposti con discrezione) non è oscurato dalla tecnica lapalissiana esclusivamente tesa alla riproduzione ma si fa percepire nella sua piena valenza emozionale. L’altra parte della tela costituisce forse il momento analitico, riflessivo ma mai asettico o addirittura distaccato. Qui certamente predomina l’espressione pittorica “guidata” proprio perché scaturisce dallo studio scientifico dell’Icona russa.

Ma è interessante notare come queste opere non si prestino a squilibri stilistici o a forzature e nemmeno a esibizionismi gratuiti. Ciò che ne esce è la perizia dell’autore alimentata dal suo spirito innovativo teso a consegnare a modalità espressive senza dubbio personali, il compito di costruire un’atmosfera carica di lirismo. Le opere di questi ultimi anni mi fanno pensare ad una frase che ho sentito spesso ripetere a molti artisti “il mio passato è qui negli ultimi lavori”. Anche Turi Sottile comincia a raccogliere frutti dal suo fecondo seminato: la maturità si fa strada. “Il pennello” dice “è tutt’uno con la mano”.

Io credo che la maturità gli abbia regalato due cose importanti: l’estro ed il gusto per l’avventura cromatica. Entrambi questi elementi fanno delle sue grandi tele vere e proprie celebrazioni del colore. Egli intende continuare il discorso degli espressionisti dal punto in cui l’hanno interrotto. E’ un’operazione che evidentemente gli è congeniale soprattutto laddove il vigore cromatico si presta alla peculiarità della sua inventiva, nella quale però spesso l’equilibrio appare predominante. Turi Sottile in definitiva può offrire alla pittura di oggi un contributo da non sottovalutare; egli, forse inconsapevolmente fa la sua parte per restituire all’arte figurativa quanto di decorativo e di affascinante è andata perdendo.
