Diritti umaniFeaturedMondo

26 Luglio 1963 Berlino John Fitzgerald Kennedy – 29 Agosto 2020 Robert F. Kennedy Junior

By 1 Settembre 2020 No Comments

L’isola che non c’è, milioni di persone ignorate dai professionisti dell’informazione.

di Paolo Buralli Manfredi   e Giuseppe Cossari (CTIM Australia)

Correva l’anno 1963 e Berlino durante la guerra fredda era il centro del mondo dove si combatteva per la Democrazia e dove le libertà di una parte della Germania, che si riunì nel 1989 con la caduta del muro di Berlino Est, erano compresse da una dittatura, quella comunista, che non faceva sconti a coloro che sognavano e cercavano la Libertà che era a pochi passi: “aldilà di quel maledetto muro!”.

E se pur con differenze importanti, anche in questo giorno, Berlino ritorna ad essere il centro del mondo, quel mondo che non ci sta alle privazioni delle Libertà e che si ribella al tentativo di sottomissione condotto tramite una dittatura sanitaria priva di prove scientifiche reali e le parole di John Fitzgerald Kennedy riportate qui sotto, con qualche correzione, potrebbero ben adattarsi a ciò che il mondo sta vivendo da otto mesi grazie al coronavirus 8+1 che sta privando le Libertà personali della quasi totalità delle popolazioni del Pianeta.


John Fitzgerald Kennedy 26 Luglio 1963 Berlino

“Sono orgoglioso di venire in questa città ospite del vostro onorevole sindaco, che ha simboleggiato per il mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono orgoglioso sono di visitare la Repubblica Federale con il vostro onorevole Cancelliere che da così tanti anni guida la Germania nella democrazia, nella libertà e nel progresso, e di essere qui in compagnia del mio concittadino americano Generale Clay che è stato in questa città durante i suoi momenti di crisi, e vi tornerà ancora, se ce ne sarà bisogno.
Duemila anni fa, il più grande orgoglio era dire “civis Romanus sum” Oggi, nel mondo libero, il più grande orgoglio è dire “Ich bin ein Berliner.” ( io sono Berlinese).
Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista. Che vengano a Berlino. 
Ce ne sono alcune che dicono che dicono che il comunismo è l’onda del progresso. Che vengano a Berlino. Ce ne sono alcune che dicono, in Europa come altrove, che possiamo lavorare con i comunisti. Che vengano a Berlino. 
E ce ne sono anche certe che dicono che sì il comunismo è un sistema malvagio, ma permette progressi economici. Lass’ sie nach Berlin kommen. (lasciateli venire a Berlino)
La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta. Ma non abbiamo mai costruito un muro per tenere dentro i nostri, per impedir loro di lasciarci. Voglio dire a nome dei miei compatrioti che vivono a molte miglia da qua dall’altra parte dell’Atlantico, che sono distanti da voi, che sono orgogliosi di poter dividere con voi la storia degli ultimi 18 anni. Non conosco nessun paese, nessuna città, che è stata assediata per 18 anni e ancora vive con vitalità e forza, e speranza e determinazione come la città di Berlino Ovest. 
Mentre il muro è la più grande e vivida dimostrazione dei fallimenti del sistema comunista tutto il mondo lo può vedere ma questo non ci rende felici; esso è, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l’umanità, separa famiglie, divide i mariti dalle mogli, ed i fratelli dalle sorelle, divide un popolo che vorrebbe stare insieme. 
Quello che è vero per questa città è vero per la Germania: una pace reale e duratura non potrà mai essere assicurata all’Europa finché ad un quarto della Germania è negato il diritto elementare dell’uomo libero: prendere una decisione libera. In 18 anni di pace e benessere questa generazione di tedeschi ha guadagnato il diritto ad essere libera, incluso il diritto di unire le famiglie, a mantenere la propria nazione in pace, in buoni rapporti con tutti.” 
Voi vivete in una isola difesa di libertà, ma la vostra vita è parte della collettività. Consentitemi di chiedervi, come amico, di alzare i vostri occhi oltre i pericoli di oggi, verso le speranze di domani, oltre la libertà della sola città di Berlino, o della vostra Germania, per promuovere la libertà ovunque, oltre il muro per un giorno di pace e giustizia, oltre voi stessi e noi stessi per tutta l’umanità. 
La libertà è indivisibile e quando un solo uomo è reso schiavo, nessuno è libero. Quando tutti saranno liberi, allora immaginiamo, possiamo vedere quel giorno quando questa città come una sola e questo paese, come il grande continente europeo, sarà in un mondo in pace e pieno di speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e arriverà, la gente di Berlino Ovest sarà orgogliosa del fatto di essere stata al fronte per quasi due decenni. 
Ogni uomo libero, ovunque viva, è cittadino di Berlino. E, dunque, come uomo libero, sono orgoglioso di dire “Ich bin ein Berliner” (io sono Berlinese).”

E come allora oggi ritroviamo a Berlino un altro Kennedy, Robert, il nipote di JFK proprio nella stessa città e proprio a difendere i diritti per le Libertà personali, di seguito il suo intervento tradotto da byoblu che ringraziamo:

IL DISCORSO DI KENNEDY A BERLINO, CHE GIORNALI E TV NON VI HANNO FATTO VEDERE

Chiudiamo questo nostra riflessione, ricordando a noi stessi ed agli altri, che le Libertà personali, il più delle volte, non vengono tolte da un giorno all’altro ma vengono iniettate con pazienza e perseveranza in piccole dosi dai governi che guidati ormai dalle Big Industry si sono dimenticati che governare vuol dire servire il Popolo e non le industrie.

Rimaniamo anche sconcertati dal fatto che nessuna forza politica abbia commentato quanto successo a Berlino e che, non ci stancheremo mai di ripetere, chi dovrebbe per missione informare i governati, continua ad essere servo dei governanti.


Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]