‘The Most Beautiful Day – Il Giorno più Bello’ campione di incassi in Germania

Il Giorno più Bello’, di e con Florian David Fitz,  al cinema dal 30 marzo, distribuito da Nomad Film Distribution

Esce in sala dal 30 marzo 2017 “The Most Beautiful Day – Il Giorno Più Bello”, distribuito da Nomad Film Distribution. L’emozionante road movie, prodotto da Warner Bros e campione di incassi in Germania con 15 milioni di euro, è un concentrato di risate e commozione.  Avvincente, emozionante e carico di sex appeal e ironia, il film porta in Italia due stelle del firmamento cinematografico tedesco, Florian David Fitz e Matthias Schweighöfer: attori, produttori e registi di talento. Nel cast anche Alexandra Maria Lara, già nota al grande pubblico per la sua partecipazione al film candidato al Premio Oscar, “La Caduta”.

Al centro della storia, due giovani malati terminali molto anti-convenzionali, Andi (Matthias Schweighöfer) ambizioso e bizzarro pianista e Benno (Florian David Fitz) spensierato avventuriero. Scappati dalla clinica che li ospita e racimolato il denaro necessario, i due si mettono in viaggio verso l’Africa, alla ricerca dell’ultimo e più bel giorno delle loro vite. La loro avventura li porterà a vivere situazioni tragi-comiche fra gag irresistibili e momenti di profonda riflessione, e li condurrà al compimento di un piano segreto…

The Most Beautiful Day non è un film sulla morte. Al centro di questa storia c’è la vita, nonostante i suoi protagonisti abbiano ricevuto la notizia della malattia. È una commedia che sa ironizzare sugli ultimi giorni della propria esistenza, sul viaggio alla ricerca del proprio giorno più bello, che è nel nostro futuro o nei nostri ricordi. Andi e Benno fuggono dalla clinica in cui sono ricoverati perché stanchi di aspettare, intraprendono un viaggio perché capiscono che la malattia non li identifica, e non deve ostacolarli. La loro scelta è l’affermazione della propria libertà e della propria dignità di persone prima che di malati. Non è un rifiuto nei confronti della vita, ma un atto di ribellione verso l’attesa della morte su di un letto di ospedale. La loro determinazione li porta a rigettare questa idea e consapevolmente a ridurre i mesi, i giorni che rimangono rifiutando le cure della clinica e le medicine. Si fa un gran parlare di eutanasia, la dolce morte. E le opinioni si spaccano sempre in due, tralasciando le infinite possibilità, e il personale senso della vita che ognuno può avere. The Most Beautiful Daymostra un punto di vista diverso, nuovo, originale e divertente.

Poetico e mai banale, il film arriva in Italia in un momento in cui il tema della fine della vita è al centro del dibattito politico e sociale, affrontando il tutto in modo originale e ironico. Come afferma lo stesso regista Fitz: “abbiamo portato il pubblico a pensare, con un film che commuove, emoziona e diverte. Questa commedia è un inno all’amicizia e alla vita, oltre che un incitamento a viverla fino in fondo. Al centro di ‘The Most Beautiful Day’, infatti, c’è la vita stessa. Come si fa a trattare con lei? Come dare il meglio di sé quando sembra non esserci una via d’uscita?”.

RENDEZ-VOUS NUOVO CINEMA FRANCESE

VII EDIZIONE ROMA, 5 – 9 aprile 2017

Ospiti del festival: OLIVIER ASSAYAS, EDOUARD BAER, LUCAS BELVAUX, CLOTILDE COURAU, LOUIS GARREL, MIA HANSEN-LØVE, ANTONIN PERETJATKO, MARTIN PROVOST, THOMAS KRUITHOF, DIANE KRUGER, NICOLAS SILHOL, CLAIRE SIMON, REBECCA ZLOTOWSKI, accompagnati dalla delegazione di UniFrance con la Direttrice Generale, Isabelle Giordano, il Presidente, Jean-Paul Salomé, Gilles Renouard (Vice Direttore generale) e Maria Manthoulis (Responsabile dei festival e degli artisti).

Al via, dal 5 al 9 aprile 2017, a Roma, la settima edizione di Rendez-vous, nuovo cinema francese, il festival esclusivo dedicato alla scoperta del nuovo cinema d’Oltralpe. Come ogni anno, il viaggio attraverso le storie e i volti del cinema francese contemporaneo parte dalla Capitale per poi toccare, con focus e artisti, le città di Napoli, Palermo, Bologna, Torino, Firenze, Milano. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, co-organizzata con UniFrance, in collaborazione con l’Institut français Centre Saint-Louis e l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Il responsabile del progetto è Dragoslav Zachariev, la direzione artistica affidata a Vanessa Tonnini.  BNL Gruppo BNP Paribas, per il settimo anno consecutivo, è main sponsor della rassegna. Il festival beneficia anche del sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati – fondazione franco-italiana per la creazione contemporanea, di Brioni, dell’Hotel Sofitel Rome Villa Borghese, di L’Oréal Italia e di Groupama Assicurazioni. Air France è il vettore ufficiale. Rendez-Vous festeggia la settima edizione ampliando i confini del suo viaggio di esplorazione del nuovo cinema francese con più di 35 titoli, 6 focus, incontri speciali e anteprime, con film e ospiti che percorreranno l’Italia per più di un mese. 

A Roma sono quattro le sedi che ospiteranno la manifestazione. Al Cinema Fiamma (dal 5 al 9 aprile) in programma la sezione Anteprime e Novità, in presenza di numerosi artisti, e il focus dedicato a Diane Kruger, presentato dall’attrice in un incontro con il pubblico romano. La panoramica sul nuovo cinema francese è arricchita da Grandir!: la sezione che esplora i temi dell’adolescenza e della famiglia all’Institut français Centre Saint-Louis (dal 5 al 7 aprile),che sarà anche teatro di un incontro con Clotilde Courau. L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici accoglie lacarte blanche dedicata a Louis Garrel (7 aprile) con una trilogia presentata dall’attore e regista. Alla Casa del Cinemaspazio al dibattito con gli Incontri professionali (5 aprile).

Il festival, come ogni anno, porta in viaggio il cinema francese per il resto dell’Italia. Rendez-Vous sarà a Napoli – presso l’Institut Français – dal 4 al 7 aprile con un Focus Clotilde Courau, in presenza dell’attrice. Per Firenze due gli appuntamenti: il 6 aprile apre il film Sage Femme | Quello che so di lei, in presenza del regista Martin Provost, al Cinema Spazio Uno; mentre l’11 aprile anteprima di Victoria di Justine Triet. L’Institut Français di Palermo – presso il cinema Vittorio De Seta – dal 7 al 9 aprile ospita il Focus Mia Hansen-Løve, in presenza della regista. Presso il cinema Lumière della Cineteca di Bologna, dal 7 al 14 aprile, sono in programma: un focus dedicato a Rebecca Zlotowski e tante anteprime, a incontrare il pubblico bolognese sarà ancora Martin Provost che poi farà tappa a Torino, presso il Cinema Massimo, ad inaugurare uno speciale dedicato al festival dall’8 al 12 aprile. Il viaggio si chiude a Milano con il premio Reset consegnato nell’ambito del Festival dei diritti umani, alla Triennale, il 4 maggio. 

Sofitel Rome Villa Borghese è l’hotel ufficiale del Festival che ospiterà gli artisti che parteciperanno a Rendez-Vous 2017.

I film, proiettati in versione originale, sottotitolati in italiano, sono presentati da autori e interpreti.

rendez-vous 2017 | un’edizione al femminile, ma non solo…
Rendez-Vous quest’anno punta i riflettori sul cinema delle donne: orgoglioso, personale, sofisticato. Donne dietro e davanti alla macchina da presa, per raccontare il tempo presente. La rilevante presenza femminile nella programmazione, così come nella delegazione degli artisti invitati al festival, è specchio di un dato importante della società francese che un recentissimo studio del CNC dettaglia con i numeri. Il 22% dei film francesi usciti in sala, tra il 2011 e il 2015, sono stati infatti realizzati o co-realizzati da donne, contro il 19% dei tedeschi, l’11% dei film britannici e spagnoli e il 10% degli italiani. In dieci anni il numero delle registe è aumentato del 71% con 567 film prodotti, ma non solo, la presenza femminile si rinforza anche nella filiera, in un decennio il numero delle donne impiegate nei mestieri del cinema è aumentato del 20% contro il 5% degli uomini. E, se è ancora inferiore la remunerazione per le donne e il budget destinato ai loro film, lo scarto tende a diminuire.

Il festival Rendez-Vous, nella sua istantanea del cinema francese, quest’anno racconta quindi la Nouvelle Vague al femminile del cinema d’Oltralpe, ma sempre fedele alla sua vocazione ecclettica, accoglie i grandi autori che fanno del loro cinema uno strumento di indagine nella contemporaneità. A completare il quadro il cinema del futuro queigiovani cineasti che innovano con consapevolezza e coraggio gli stilemi del cinema di genere, in particolare del polar e della commedia. Ed infine non possono mancare i volti più noti e amati dal pubblico italiano quegli attori e attrici che danno respiro e slancio a queste storie.

film d’apertura | sage femme – quello che so di lei di martin provost
Ad aprire la settima edizione del festival, il 5 aprile, sarà : Sage Femme | Quello che so di lei, ultimo lungometraggio a firma Martin Provost, presentato fuori concorso alla 67° Berlinale. Il regista che ha fatto prova di essere un raffinato ritrattista di personaggi femminili – ricordiamo tra i suoi titoli precedenti Séraphine vincitore di 7 César e il biopic letterario Violette – affida ad un duo inedito e strepitoso : Deneuve-Frot, il suo film più intenso e appassionato. A partire da una « storia semplice », l’incontro tra due donne forti e diametralmente opposte, Provost costruisce una commedia agrodolce ma attenta ad ascoltare quegli interrogativi che agitano il cuore della società. Il risultato: un film che celebra la vita, a dispetto di ogni precarietà, ed è un invito a godere il tempo presente e a credere nel potere catartico dei cambiamenti. Il film sarà distribuito in Italia dalla Bim.

anteprime, focus, incontri speciali
Sul fronte Nouvelle Vague al femminile, Mia Hansen-Løve presenterà a Roma, e poi nel focus speciale a lei dedicato a Palermo, L ‘Avenir | Le cose che verranno, distribuito da Satine Film. Vincitore dell’Orso d’argento per la miglior regia al 66° Festival di Berlino, il quinto titolo della talentuosa regista, sceglie i toni tenui di una ballata per raccontare caduta e rinascita di una donna, incarnata da una strepitosa Isabelle Huppert. Focus speciale a Bolognaper Rebecca Zlotowski che presenterà a Roma il suo terzo lungometraggio, Planetarium – distribuito da Officine Ubu – una riflessione sul cinema condotta attraverso una favola sensuale e impressionista, ambientata nella Parigi fine anni Trenta, dove approdano, in un Europa scossa dai fantasmi, le sorelle Fox, due medium, interpretate dalle magnifiche: Natalie Portman e Lily-Rose Depp. Famiglia, lavoro, patria, la storia piccola nella storia grande. Questi i temi forti di una delle giovani voci del cinema francese, Justine Triet, a lei è dedicato un focus speciale che include il suo ultimo lungometraggio Victoria, una commedia disperata sulla vita caotica di una donna moderna.

Arriva a Roma uno dei più affascinanti e poliedrici eredi della Nouvelle Vague: Olivier Assayas per presentarePersonal Shopper, distribuito da Academy Two. Premio ex aequo per la miglior regia al Festival di Cannes 2016, ha conquistato la critica americana questo affascinante thriller parapsicologico che indaga realtà, identità e apparire, attraverso gli occhi e la solitudine di Maureen, la musa Kristen Stewart. Con Chez Nous, tra i titoli più discussi della stagione, torna a Roma il cinema sociale e politico di Lucas Belvaux. Alla sua attrice feticcio, la brava Emilie Dequenne (la grande Rosetta dei fratelli Dardenne), il regista belga affida il ruolo di una premurosa infermiera ingaggiata da un partito di estrema destra per la campagna elettorale. Un film sulle strategie dei partiti populisti per andare al cuore della gente. Distribuito da Movies Inspired. 

Due cineaste puntano lo sguardo sull’adolescenza come delicata stagione di sogni e illusioni. Corniche Kennedydella documentarista militante Dominique Cabrera adatta il bel romanzo omonimo della scrittrice Maylis de Kerangal, per offire un atto d’amore potente e sensuale a Marsiglia e a quella stagione della vita in cui tutto è possibile: l’adolescenza. Distribuito da Kitchen Film. Marie-Castille Mention-Schaar, conosciuta per Una volta nella vita | Les héritiers, in Le ciel attendra affronta un soggetto difficile: il processo di seduzione e indottrinamento di alcune adolescenti attraverso internet da parte di gruppi fondamentalisti, ed il doloroso percorso contrario della de-radicalizzazione. Nella sezione Cinema del reale, tre opere d’eccezione. Direttamente da Venezia, dove ha vinto il premio come Miglior documentario sul cinema: Le Concours di Claire Simon. La documentarista dà prova di essere una sottile antropologa in quest’opera che, non è solo un’immersione nella vita quotidiana della scuola di cinema La Fémis a Parigi, ma anche un tributo all’ideale di meritocrazia repubblicana.

In anteprima assoluta: Les Habitants ultimo lungometraggio di Raymond Depardon, uno dei maggiori fotografi di reportage viventi, membro dell’Agenzia Magnum Photos, documentarista e premio Pulitzer nel 1977. Depardon ancora una volta si mette in marcia le strade di Francia per ascoltare il popolo e fotografare le sue “parole in libertà, impossibili da inventare”. Nel documentario Robert Doisneau, le révolté du merveilleux – distribuito da Wanted Cinema – scopriamo un volto inedito del maestro francese della fotografia d’autore, un ritratto intimo raccontato con materiale d’archivio inedito della sua collezione privata, attraverso le testimonianze di amici e colleghi, filmato dallo sguardo tenero e attento della nipote la regista Clémentine Deroudille. Sul fronte nuovi autori. Con La mécanique de l’ombre – La meccanica delle ombre, Thomas Kruithof, al suo primo lungometraggio, mette in scena uno polar paranoico-politico sul modello dei classici americani degli anni Settanta, affidando il ruolo da protagonista della spy story al grande François Cluzet, al suo fianco : Denis Podalydès, Alba Rohrwacher. Il film è distribuito da Europictures. Arthur Harari segna un eccellente esordio con Diamant Noir, noir shakespeariano sporco e febbrile, proclamato miglior poliziesco francese dell’anno, con il Premio Jacques Deray, e premio César come Meilleur espoir masculin a Niels Schneider, il protagonista che ha il compito di tessere questo film di vendetta, ambientato nel mondo delle famiglie di commercianti di diamanti di Aversa. Già segnalatosi per il suo primo cortometraggio (Tous les enfants s’appellent Dominique) che era stato pre-selezionato agli Oscar 2010, ed aveva avuto il Gran Premio al Festival di Toronto, Nicolas Silhol presenta a Roma, in anteprima europea, Corporate, il suo primo lungometraggio, un polar sociale ispirato all’ondata di suicidi nel mondo dell’impresa.  Indagano tutte le sfumature della commediaun manipoli di autori originali e dissacranti. Si affida a toni poetici Sophie Reine per la sua opera prima: Cigarettes et chocolat chaud che racconta una famiglia diversa alle prese con gli obblighi e le regole di uno “stage de parentalité”. Popolarissimo attore, autore di pièce e programmi tv in Francia, sbarca a Roma Édouard Baer per presentare Ouvert la Nuit di cui è regista e interprete, una rocambolesca commedia on the road per le strade di Parigi. Ed infine chiude la tappa romana del festival, una delle commedie più divertenti (e intelligenti) dell’anno : La loi de la jungle diAntonin Peretjatko. Il regista dopo l’ottimo esordio con La fille du 14 juillet firma un’erotica, politica, formidabile avventura equatoriale. Il glamour è assicurato con la presenza di tre divi, ma si tratta di divi che prediligono un certounderstatement, professionisti che osano, si reiventano, amministrando la loro carriera sempre in maniera orgogliosamente personale. Nella VII edizione del festival luci puntate su: Clotilde Courau, Louis Garrel, Diane Kruger. Attraverso incontri e focus speciali, il pubblico riscopre il lavoro di tre attori talentuosi e poliedrici.  Si comincia con CLOTILDE COURAU protagonista a Roma di un incontro e di un focus speciale a Napoli. Misteriosa, versatile, elegante, ma prima di tutto: cinéphile. Determinata ed eclettica, sul grande schermo ha sempre scelto ruoli eterogenei, il focus ne presenta un assaggio attraverso tre film: L’Ombre des femmes, una delle sue più intense interpretazioni, diretta da Philippe Garrel. Passa ai torni della commedia In Tous les soleils di Philippe Claudel, dove incarna il ruolo di Florence, la donna che potrebbe far rompere ad Alessandro il suo silenzio d’amore, mentre nel più recente Le Ciel attendra di Marie-Castille Mention-Schaar è una madre tormentata da un destino inatteso.

Riflettori puntati poi su DIANE KRUGER, la “françallemande”. Di nascita tedesca, di adozione francese, vive negli Stati Uniti, parla quattro lingue, è un’attrice esigente e perfezionista che attraversa senza batter ciglio il cinema d’autore, le grandi produzioni hollywoodiane e la serialità televisiva. Versatile e iperattiva (oltre quaranta film in poco più di dieci anni di carriera), si racconta attraverso: Sky, il road movie firmato da Fabienne Berthaud che – dopo averle già affidato il ruolo da protagonista nei suoi film: Pieds nus sur les limaces e Frankie – le regala uno dei suoi ruoli più intensi e luminosi. Veste i panni della regina Maria Antonietta, in Les Adieux à la reine (2011) del maestro Benoît Jacquot; si immerge nella tensione del thriller psicologico in Maryland di Alice Winocour. 

Ed infine non poteva mancare LOUIS GARREL, invitato a presentare un focus speciale a lui dedicato, l’occasione per il pubblico romano per esplorare l’universo sensuale, malinconico, poetico di un artista poliedrico. Louis Garrel non solo è cresciuto nel cinema e con il cinema, ma persegue il cinema che gli somiglia: volubile, vivo, un’esplosione di libertà e malinconia. Presenta a Roma a fianco di Rebecca Zlotowski il film Planetarium, poi una carte blanche composta da: The Dreamers di Bernardo Bertolucci (2003), l’esordio con il grande maestro, poi il suo primo lungometraggio da regista: Les Deux amis, una moderna avventura sentimentale in cui amalgama tutto ciò che ha visto, sentito e amato fin da quando era bambino, infine il biopic sensuale e barrocco Saint Laurent firmato dal grande Bertrand Bonello. 

la delegazione francese a roma
OLIVIER ASSAYAS, EDOUARD BAER, LUCAS BELVAUX, CLOTILDE COURAU, LOUIS GARREL, MIA HANSEN-LØVE, ANTONIN PERETJATKO, MARTIN PROVOST, THOMAS KRUITHOF, DIANE KRUGER, NICOLAS SILHOL, CLAIRE SIMON, REBECCA ZLOTOWSKI. Ad accompagnare il festival: la delegazione di UniFrance con la Direttrice Generale, Isabelle Giordano, il Presidente: Jean-Paul Salomé, Gilles Renouard (Vice Direttore generale) e Maria Manthoulis (Responsabile dei festival e degli artisti).

prix rendez-vous france 24 | le concours di claire simon
Per il secondo anno, France 24, il canale di informazione internazionale, celebra la sua missione di testata di informazione che sostiene la diversità e il confronto dei punti di vista, con un premio dedicato al cinema dell’impegno e delle storie, in collaborazione con il festival Rendez-vous. Il film scelto per questa edizione è Le Concours di Claire Simon per la seguente motivazione: ”Le Concours è illuminato dalla grazia di antropologa di Claire Simon. Con lo sguardo di documentarista, empatico e insieme distaccato, onesto e insieme malizioso, nello svelare i meccanismi di selezione di una importante istituzione, mostra il cuore vibrante della meritocrazia repubblicana ed quindi tratteggia il vivo ritratto di una società“.

premio reset dialogues 2017
Per il quinto anno l’associazione culturale internazionale Reset-Dialogues on Civilizations (
www.resetdoc.org) collabora con Rendez-vous, assegnando un premio speciale all’autore capace di raccontare, grazie ad un uso originale del linguaggio cinematografico, un mondo plurale, che rinnova concetti quali: identità, diversità, dialogo, cittadinanza, dissenso, pluralismo. La collaborazione si è arricchita dall’anno scorso con una nuova iniziativa di Reset-Dialogues on Civilizations: il Festival dei Diritti Umani (www.festivaldirittiumani.it), giunto alla seconda edizione, che si tiene a Milano dal 3 all’8 maggio. Un festival pensato prima di tutto per le scuole e che utilizzerà più linguaggi, in primo luogo proprio i documentari e i film. Il Festival dei Diritti Umani vuole spingere il pubblico ad alzare lo sguardo sul mondo, trovandosi in forte sintonia con Rendez-Vous. Il cinema, quello francese in particolare, coltiva un pluralismo prezioso di voci, indica la strada del rispetto tra le diversità culturali contro l’intolleranza e il razzismo. «Siamo lieti di continuare la nostra collaborazione e di sostenere Rendez-vous – scrive Giancarlo Bosetti, il direttore di Reset-Dialogues on Civilizations – rinnovando il nostro premio per un’opera che si distingua per la sua impronta pluralista e aperta al dialogo tra le differenze culturali».  Il premio speciale Reset è stato assegnato nel 2013 a  Laurent Cantet, nel 2014 a Rithy Panh, nel 2015 a Julie Bertuccelli, nel 2016 a Kheiron. Il premio Reset di quest’anno verrà consegnato il 4 maggio a Milano alla regista Marie-Castille Mention-Schaar per Le ciel attendra, nella cornice del Festival dei diritti umani, partner della manifestazione.

la sala digitale | [email protected]
Continua la collaborazione tra il festival Rendez-vous, UniFrance e MYmovies.it, il sito italiano leader nei contenuti di cinema. UniFrance, per il terzo anno consecutivo, dal 2 al 5 aprile realizzerà con MYmovies.it una sala digitale con una selezione di quattro titoli scelti da MyFrenchFilmFestival.com, il primo festival di cinema francese su internet del mondo, curato da UniFrance. Il tema di quest’edizione: i rapporti sociali, visti attraverso gli occhi di quattro autori. Sonda tutte le sfumature della commedia noir sofisticata Justine Triet con Victoria, il titolo che ha aperto la Semaine de la Critique di Cannes 2016. Mentre Baja Kasmi, in Je suis à vous tout de suite, vira verso i toni della commedia sociale e sentimentale per raccontare la multiculturalità. Sul fronte mélo, Mikhaël Hers nel suo Ce sentiment de l’été disegna un road movie intimo sui temi di assenza e rinascita. Infine l’attrice e cineasta Danielle Arbid con Peur de rien realizza il suo lungometraggio più toccante e poetico su amore, politica, integrazione.

Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

Arriva Musica for Africa, il progetto per condannare il massacro dei ragazzi di Garissa

Si chiama Musica For Africa ed è un progetto musicale italo britannico, in uscita il 31 marzo in tutti i  negozi online di musica, composto da diverse canzoni dedicate al massacro dei giovani studenti di Garissa, avvenuto il 2 aprile 2015 in Kenya.

Il progetto musicale è opera dell’italiano Mariano Schiavolini, compositore musicale con origini di Ventimiglia, e l’autrice dei testi, Nikki Turner di Cambridge (Inghilterra). I due artisti nel maggio 2015, sotto la spinta emozionale del massacro, hanno avuto l’ispirazione di scrivere alcune canzoni da dedicare alle vittime ed alle loro famiglie. I brani rappresentano la solidarietà ed il sostegno del popolo cristiano, e non solo, verso quei 148 ragazzi innocenti morti da veri martiri. Ragazzi che dovrebbero essere un esempio per la gioventù di oggi, spesso priva di valori, il cui Dio per molti è rappresentato dal consumismo. Giovani che avevano aspirazioni, sogni, progetti ma mani assassine li hanno spezzati. “Pensiamo che non si possa morire per il proprio credo e quello che è successo, secondo noi, rappresenta la più grave e subdola delle stragi avvenuta dopo la seconda guerra mondiale. E’ nato quindi il progetto Musica for Africa, basato sull’amore tra i popoli e sul rispetto per il credo altrui” sottolinea Schiavolini. Il progetto è stato registrato nel dicembre 2015 nello storico studio di registrazione Downtown di Johannesburg, dove hanno inciso dischi Mama Africa, ovvero Miriam Makeba, e grandi artisti africani, a sostegno dei diritti umani e contro l’apartheid. Progetto che è stato abbracciato da moltissimi artisti africani, che hanno dedicato il loro sentimento musicale alla causa. Anche il coro dei giovani studenti dell’Università di Johannesburg ha voluto dare il proprio contributo, scrivendo tra l’altro una parte del testo in lingua zulù. Perfino il grande coro Soweto Gospel, famoso in tutto il mondo, è stato attratto dal progetto, partecipando con intensità e feeling. Nell’ottobre 2016 sono state effettuate le riprese della prima versione del video “Soul Africa“.

“Anche in quella occasione – continua Schiavolini – abbiamo registrato la seconda versione, da parte del Soweto Gospel Choir. In questa seconda versione ha cantato il singer newyorkese Brian Clayton, grande interprete di musica soul, vocalist che ha lavorato con artisti del calibro di Bruce Springsteen, Elton John, Sting, Aretha Franklin, John Legend, Natalie Cole, Michael Jackson, Whitney Houston e altri ancora. In questi giorni stiamo preparando infine il video per la seconda versione di Soul Africa, che potrà essere vista a breve sui vari media e su Youtube”. Schiavolini per l’occasione ha voluto portare in vita una serie di canzoni, che unisce gli stili di soul e spirituals con il rock progressivo. Il risultato è stato una miscela unica di generi che creano interessanti contaminazioni sonore. La musica di Mariano è sempre stata molto energica e le sue canzoni hanno sempre trattato grandi temi, spesso umanitari. Per questo motivo è stato in grado di trovare la collaborazione di diversi artisti sudafricani di talento e influenti che, oltre a condividere la loro passione per la musica, hanno prestato la loro sensibilità e fede alla causa Per questo il progetto è stato chiamato Musica per l’Africa; dall’Africa, per l’Africa.

Le canzoni di Musica for Africa, i cui testi sono stati scritti dalla paroliera inglese, Nikki Turner, toccano temi importanti, uno dei quali è la libertà di religione.   La canzone “Where will it end” è un inno dedicato alle vittime e alle loro famiglie della Strage di Garissa del 2 aprile 2015, in cui 148 persone sono state uccise e 79 sono rimaste ferite. “Noi crediamo che tutti dobbiamo sentirci uniti a loro, ricordando coloro che erano così giovani e pieni di aspirazioni, e sono stati uccisi in massa, non indiscriminatamente, ma solo per la loro religione” raccontano i creatori del progetto. “Abbiamo creato due versioni di “Where will it end”. La prima è stata cantata da due artisti reggae africani, Thuthukani Cele, South African native ex collaboratore musicale e tastierista di Lucky Dube, e l’artista congolese, Mermans Mosengo, membro del gruppo internazionale Playing for Change. Insieme hanno cantato in qualità di solisti in lingua inglese, insieme al coro Wits dell’Università di Johannesburg, che ha interpretato il brano di Mariano in lingua Zulù. Il coro Witt è specializzato in canti africani tribali”. “Per la seconda versione, di “Where Will it end”, abbiamo  ottenuto la collaborazione della voce del cantante di New York Clayton Bryant, che ha lavorato con artisti come Bruce Springsteen, Elton John, Sting, Aretha Franklin, John Legend, Natalie Cole, Michael Jackson, Whitney Houston e altri ancora. Artista che ha interpretato il brano insieme al grande gruppo Soweto Gospel Choir, di fama mondiale, che hanno anche cantato con artisti del calibro di gruppi come U2″.

Entrambe le versioni di “Where will it end” sarà disponibile nei negozi virtuali per il secondo anniversario della tragedia del Kenya, accompagnati da un video musicale, girato negli Stati Uniti e in Sud Africa.   La seconda canzone è intitolata “Because you are there”. Si tratta di un brano corale, con un totale di sei cantanti sudafricani e il Soweto Gospel Choir. Un classico spiritual, con refrain ripetuto, e in crescendo costante, con l’aggiunta di vari strumenti musicali. Inizia con una semplice voce solista, cresce per includere le influenze del jazz Dixieland, terminando con un coro trionfale. I testi raccontano una storia struggente di diverse persone che soffrono i disagi della povertà, ma che riescono a mantenere i loro sorrisi, la speranza e la gioia per la vita a causa della presenza eterna di Dio. Pur essendo indigenti, rimangono ricchi nei loro cuori. La canzone, per le sue sonorità particolari, è molto adatta per la settimana Pasquale. I cantanti che hanno partecipato al progetto Il primo cantante è Faith Kekana, rarissima voce di contralto, e collaboratrice nel passato di Miriam Makeba e Hugh Masekela. Poi abbiamo Mandisa, che ha collabora negli ultimi tempi con Johnny Clegg. Bo, cantante del noto gruppo, Denim. Denise Mothiba, una giovane e talentuosa cantante di Johannesburg Tracey-Lee Oliver, un cantante potente, che è apparso sul programma televisivo del Sud Africa “The Voice”. Edith Masakona, che ha girato il mondo a cantare nel musical, Il Re Leone. (Disney) Insieme al coro epico di Soweto, che forniscono un canto commovente che dedichiamo alle innumerevoli anime di oggi e dei tempi passati che hanno lottato contro la povertà. Musica for Africa sarà disponibile in tutti i negozi musicali online a partire dal 31 marzo prossimo. Per seguire il progetto sui social consigliamo la pagina Facebook al link www.facebook.com/Musica-for-Africa-1897972533794242

UNICEF: 22 milioni di bambini in difficoltà per carestia

La carestia mette 1,4 milioni di minori a rischio morte in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen

Secondo l’UNICEF, ad oltre un mese dalla dichiarazione di carestia in Sud Sudan, il tempo sta per finire per più di un milione di bambini, visto che la siccità e il conflitto armato stanno sconvolgendo le vite dei bambini in Nigeria nord-orientale, Somalia, Sud Sudan e Yemen.

In questi quattro paesi circa 22 milioni di bambini soffrono la fame, sono malati, sfollati e senza istruzione; di questi circa 1,4 milioni rischiano di morire quest’anno a causa di malnutrizione grave.

“I bambini non possono aspettare che venga dichiarata un’altra carestia prima di agire”, ha detto Manuel Fontaine, Direttore dell’UNICEF per i Programmi d’emergenza. “Abbiamo imparato dalla Somalia nel 2011 che, quando è stata dichiarata la carestia, un gran numero di bambini era già morto. Non può succedere di nuovo.”

L’UNICEF sta lavorando con i suoi partner nei quattro paesi per rispondere al pericolo di carestia e prevenirne la diffusione:

  • In Nigeria nord-orientale, l’UNICEF quest’anno raggiungerà 3,9 milioni di persone con aiuti di prima assistenza sanitaria d’emergenza, curando 220.000 bambini sotto i cinque anni gravemente malnutriti e fornendo ad oltre un milione di persone accesso ad acqua pulita;
  • In Somalia, l’UNICEF sta fornendo aiuti a 1,7 milioni di bambini sotto i 5 anni, che comprendono le cure di oltre 277.000 casi di malnutrizione acuta grave attraverso assistenza sanitaria e alimentare sia mobile sia tramite strutture fisse.
  • In Sud Sudan, l’UNICEF, insieme ai suoi partner, ha fornito assistenza salvavita a 128.000 persone in aree colpite o in pericolo di carestia, fra cui circa 30.000 bambini sotto i cinque anni.
  • In Yemen, l’UNICEF ha incrementato le attività per rispondere alla malnutrizione attraverso strutture sanitarie, team mobili, operatori sanitari e volontari per le comunità che si trovano in aree difficili da raggiungere e le famiglie sfollate. L’UNICEF sta inoltre supportando i bambini colpiti da malnutrizione acuta grave e le loro famiglie con assistenza in denaro e servizi idrici ed igienico-sanitari, fra cui la fornitura di acqua potabile e kit igienici.

Il conflitto armato è una delle cause principali della crisi. L’UNICEF richiede un accesso senza condizioni ed impedimenti ai bambini che hanno bisogno di aiuto e la fine delle violazioni dei diritti dei bambini nei paesi colpiti.

L’UNICEF ha inoltre lanciato l’allarme sulla situazione nei paesi limitrofi che va sempre più aggravandosi.

“Mentre la violenza, la fame e la sete costringono le persone a muoversi all’interno e fuori dai confini, i tassi di malnutrizione continueranno ad aumentare non solo in questi quattro paesi, ma anche nel bacino del lago Ciad e nella Regione del Grande Corno d’Africa”, ha dichiarato Fontaine. “Se le agenzie umanitarie non avranno l’accesso e le risorse di cui hanno bisogno per raggiungere i più vulnerabili, perderemo vite”.

L’UNICEF richiede circa 255 milioni di dollari per fornire a questi bambini cibo, acqua, salute, istruzione e servizi di protezione per i prossimi mesi. La maggior parte dei fondi – oltre 81 milioni – andranno a finanziare i programmi di nutrizione per verificare che i bambini siano malnutriti e per garantire loro alimenti terapeutici. Altri 53 milioni di dollari serviranno per i servizi sanitari, incluse le vaccinazioni, mentre oltre 47 milioni andranno ai programmi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari per prevenire malattie diarroiche potenzialmente letali. I fondi rimanenti aiuteranno a proteggere i bambini colpiti dal conflitto e sfollati e a fornire loro servizi d’istruzione. Verrà inoltre offerta assistenza in denaro alle famiglie più vulnerabili.

Le risorse richieste nei prossimi mesi rientrano in un più ampio appello di 712 milioni di dollari per l’intero 2017 – un aumento del 50% rispetto alle richieste di finanziamento nello stesso periodo dell’anno passato per i quattro paesi.

“Vogliamo ringraziare il Ministro degli Esteri Angelino Alfano per aver disposto, tramite la Cooperazione Italiana, un pacchetto di aiuti umanitari – i cui interventi verranno affidati a UNICEF, WFP e Comitato della Croce Rossa Internazionale – in risposta alla gravissima crisi alimentare che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di milioni di persone in Yemen, Sud Sudan, Nigeria e Somalia”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

L’UNICEF Italia ha lanciato un appello per aiutare i bambini del Sud Sudan: è possibile donare tramite il sito www.unicef.it

ENERGIA: ASSOESCO SICILIA, INCONTRO SU VIVERE GREEN , RISPARMIANDO ENERGIA

Tecnologie, energie rinnovabili, meccanismi e  modalità di utilizzo delle risorse naturali che sono  già presenti sul mercato da tempo sono i temi del convegno che si è svolto a Palermo,  promosso da  Angelo Todaro presidente di Assoesco Sicilia

di Romolo Martelloni

Formare i cittadini sulle principali tematiche che convergono su risparmio energetico, impianti fotovoltaici impianti solari-termici, bioedilizia e risparmio idrico, serve per far comprendere alle persone che tutto ciò è già possibile . E’ il tema di un incontro che si e’ svolto ieri sera a Palermo organizzato da Assoesco Sicilia e rivolto a imprese e cittadini. Nel corso del convegno, si legge in una nota dell’associazione composta da 50 Esco siciliane,  si e’ parlato delle tecnologie, le energie rinnovabili, i meccanismi e le modalità di utilizzo delle risorse naturali che sono  già presenti sul mercato da tempo : pannelli solari termici per scaldare l’acqua , pannelli fotovoltaici, con tutta una serie di strumenti per illustrare come avviene la trasformazione della luce solare in corrente elettrica, come si immagazzina e come si utilizza abbinato al fotovoltaico. “Ci sono lampadine di diversa tipologia – ha spiegato Angelo Todaro presidente di Assoesco Sicilia – per dimostrare come si può avere la stessa luce sfruttando le diverse tecnologie. Si va da quella che consuma di più a quella che consuma pochissimo, i LED. Questa tecnologia è più conveniente e più duratura, riducendo sia i consumi che l’inquinamento. Una lampadina a LED dura anche 20 anni mentre una comune lampadina a incandescenza non più di 2. Si capisce così che utilizzando i LED i rifiuti prodotti sono un decimo».
Si e’ poi affrontato il problema dei materiali da costruzione “da utilizzare se si vuole rendere la propria casa molto efficiente dal punto di vista termico. Si va dai materiali naturali a quelli derivanti da fonti fossili. C’è poi una serie di oggetti e componenti – ha sottolineato Todaro – per rendere la casa “risparmiosa” dal punto di vista energetico o per far disperdere al minimo il calore immesso. Si può vedere un esempio di tetto ventilato che migliora la capacità di respingere il caldo estivo che provoca il surriscaldamento delle case . Con l’utilizzo di queste tecniche – ha concluso di sicuro l’ambiente ci ringrazierà”. L’obiettivo di Assoesco Sicilia e’ quello di sensibilizzare i cittadini e il tessuto economico dell ‘isola sul risparmio energetico e sull’uso delle rinnovabili ed e’ per questo, e’ stato annunciato durante l’incontro, che abbiamo sollecitato sindaci ed amministratori a farsi partecipi di questi incontri. 

UNICEF: soddisfazione per l’approvazione della “Legge Zampa”

Il disegno di legge – conosciuto anche come “Legge Zampa”, dal nome della prima firmataria del provvedimento Sen. Sandra Zampa – introduce una serie di modifiche alla normativa vigente in materia di minori stranieri non accompagnati con l’intento di definire un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza dei MSNA

 

“L’UNICEF accoglie con soddisfazione l’approvazione definitiva da parte del Parlamento della proposta di legge C 1658-B “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera. “E’ un importante passo avanti per i bambini migranti e rifugiati che sono fuggiti da situazioni invivibili e arrivati in Italia pieni di speranza per un futuro.”

Solo nel 2016, 25.850 bambini e adolescenti non accompagnati e separati sono arrivati nel nostro Paese – più del doppio rispetto ai 12.360 del 2015, il 91% di tutti i 28.200 minorenni che hanno raggiunto l’Italia.

Il disegno di legge – conosciuto anche come “Legge Zampa”, dal nome della prima firmataria del provvedimento Sen. Sandra Zampa – introduce una serie di modifiche alla normativa vigente in materia di minori stranieri non accompagnati con l’intento di definire un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza dei MSNA, che rafforzi gli strumenti di tutela già garantiti dall’ordinamento e al contempo assicuri omogeneità nell’applicazione delle disposizioni in tutto il territorio nazionale.

L’UNICEF Italia ha seguito fin dall’inizio l’iter parlamentare del provvedimento, al cui miglioramento ha contribuito, insieme alle altre Associazioni che in Italia si occupano della condizione di questa categoria particolarmente vulnerabile di minorenni.

Le disposizioni principali contenute nella legge sono in linea con quanto raccomandato dall’UNICEF e coerenti con gli impegni del Governo italiano – derivanti dall’adesione alla Convenzione sui diritti dell’infanzia e all’Agenda 2030 – di difendere i diritti di ogni bambino sul territorio.

L’UNICEF è attivo sulle navi di salvataggio, allo sbarco, nei centri per assicurare un’accoglienza che rispetti i loro diritti. Con l’entrata in vigore della nuova legge, l’UNICEF continuerà a supportare le istituzioni e la società civile per migliorare le condizioni dei bambini migranti e sostenerli nel loro percorso verso un futuro.

Tra le misure previste:

  • i minorenni stranieri non accompagnati e/o separati non sono soggetti a respingimento alla frontiera, senza alcuna eccezione;
  • è ridotto il termine massimo di trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza (da 60 a 30 giorni);
  • le procedure per l’accertamento dell’età vengono migliorate e uniformate;
  • viene stabilito un sistema organico di accoglienza dei minorenni stranieri non accompagnati, che soddisfi gli standard minimi delle strutture residenziali per minorenni;
  • viene esteso l’utilizzo di mediatori culturali qualificati col compito di comunicare e tradurre i bisogni di questa categoria di minorenni particolarmente vulnerabili;
  • viene promossa la figura dell’affido familiare, così come la nomina puntuale di tutori volontari per questi minorenni;
  • vengono rafforzati alcuni dei diritti riconosciuti ai bambini non accompagnati, come quello all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alla piena attuazione delle garanzie processuali;
  • viene istituito un Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Focus della LIDU su procedimenti disciplinari in campo sanitario

L’Osservatorio politiche sanitarie della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo affronta un tema controverso in un convegno dal titolo ‘Le modifiche al procedimento disciplinare introdotte dalla riforma Brunetta. Quali ricadute per il sistema sanitario pubblico’

di Tiziana Primozich

 

Quale futuro nella sanità per medici e pazienti? E’ questo il quesito da cui ha preso le mosse il lavoro dell’Osservatorio Politiche Sanitarie della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo che con il convegno ‘Le modifiche al procedimento disciplinare introdotte dalla riforma Brunetta. Quali ricadute per il sistema sanitario pubblico’ in programma per il 31 alle ore 14:30 presso l’Auditorium Cosimo Piccinno Ministero della Salute di Roma-Via Lungotevere Ripa, 1 , vuole analizzare in modo critico le conseguenze in campo sanitario dall’ introduzione del Codice di comportamento del dipendente pubblico (Art. 54 D. Lgs. 65/2001 e art. 1 DPR 62/2013) nonché la regolamentazione dei procedimenti disciplinari con l’art. 55 del D. Lgs. 165/2001 modificato dal D. Lgs. 150/2009, e la successiva Circolare n.14/2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica firmata dal ministro Renato Brunetta.

“ Il medico di struttura pubblica non è solo un dipendente del pubblico impiego – spiega Cosimo Gambardella medico e presidente dell’Osservatorio Politiche Sanitarie della Lidu onlus – la riforma Brunetta, ancorché porre rimedio ai nodi irrisolti del D.lgs 229/1999 conosciuto come decreto Bindi, lascia il medico che, ricordiamolo è un professionista che ha l’obbligo di curare i pazienti, nella inutile e dannosa situazione di doversi difendere da accuse spesso inesistenti, come si può verificare dai numerosi casi di uso improprio del procedimento disciplinare. Un iter quello della riforma Brunetta che nelle attività di ospedali pubblici può incorrere con molta facilità in episodi di mobbing, con grave penalizzazione dell’attività medica da un lato, ma anche uno svantaggio per il paziente che da quel medico, a torto vessato, dovrebbe ricevere le adeguate cure”.

Un tema da dipanare con attenzione e capacità propositiva nel riaffermare il diritto del paziente alle cure e il dovere del medico nel dare il meglio nell’esercizio della sua professione. A questo scopo Cosimo Gambardella è riuscito a realizzare un programma con relatori che toccheranno tutti i punti cruciali dell’attuale legislazione. Dopo i saluti del presidente della Lidu onlus Antonio Stango e di Mons. Andrea Manto Direttore del Centro per la Pastorale della Salute della Diocesi di Roma interverranno al convegno:

Avvocato Anna Buttafoco Senior Partner Studio Fiorillo

“L’evoluzione della disciplina normativa e di contratto del procedimento disciplinare nei confronti del dirigente medico e possibili interventi suppletivi a tutela della peculiarità proprie del medico-dirigente per convenzione”.

 

Dr Roberto Bonfili responsabile nazionale UIL Medici – Dr Donato Antonellis ANAAO

“Il difetto di garanzie nel nuovo procedimento disciplinare e relative ricadute sul rapporto professionale del dirigente medico”.

 

Dr Giuseppe Lavra Presidente Ordine dei medici di Roma

“Le criticità del procedimento disciplinare alla luce delle testimonianze degli iscritti ”

 

Dott.ssa Margherita Maria Leone Presidente della IV Sezione Lavoro del Tribunale di Roma

“La giurisprudenza intervenuta in materia di responsabilità disciplinare del dirigente medico: le ipotesi sanzionate sottoposte al vaglio dell’Autorità Giudiziaria”

 

Dr Nicola De Marinis Consigliere della Corte di Cassazione, sezione lavoro

“Lo svilimento della figura del dirigente medico determinato dalla possibile applicazione di sanzioni conservative e dal difetto di specifiche professionalità mediche tra i responsabili del procedimento disciplinare”.                            

 

L’Europa un sogno da de-finire

Il trattato di Roma è il segno concreto della volontà dei politici dei paesi firmatari di evitare nuove guerre tramite un rapporto di collaborazione permanente

Di Gianni Pezzano

A qualche giorno dai festeggiamenti del Trattato di Roma ci ha portato all’Unione  Europea, è più che giusto fare qualche considerazione sull’Ente continentale e il futuro del sogno del 1956.

È facile essere cinici verso l’Unione Europea e dire che ha portato a un’amministrazione intrusiva o che gli eurodeputati sono pagati per non fare niente per i loro concittadini,  a vantaggio di chissà quale altro paese competitore. Il presente spesso ci fa dimenticare cosa aveva spinto i primi paesi firmatari a formare un ente che ora è tra i più importanti del mondo.

Nel 2017 molti giovani europei sognano il Progetto Erasmus per avere esperienze formative in altri paesi europei, al fine di perfezionare le loro capacità linguistiche, e ottenere qualifiche utili per il loro percorso lavorativo, oppure per fare un’esperienza bella in un paese nuovo. Nel mondo del 1956 il Progetto Erasmus sarebbe sembrato una scoperta della fantascienza.

Invece sessant’anni fa quasi tutte le città europee ancora mostravano i segni del conflitto mondiale finito undici anni prima, così come nei giornali si leggevano le cronache dei processi ai criminali di guerra responsabili per la Shoah e gli altri orrori in quattro continenti. Purtroppo aleggiava in quell’anno un’altra minaccia che dominava la mente dei padri fondatori dell’Unione.

Nelle sale cinematografiche uscivano i primi film di fantascienza che trattavano l’invasione della Terra da alieni ostili, ma nessuno dubitava che nella realtà il soggetto vero da parte dei registi americani era la minaccia sovietica della Guerra Fredda.

Non era un caso che i firmatari del Trattato di Roma fossero l’Italia, la Francia, la Repubblica Federale di Germania, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo. Erano tutti paesi che avevano subito le conseguenze di invasioni da parte di soldati nemici nel conflitto mondiale

Peggio ancora, due di loro, la Germania e l’Italia, ebbero il ruolo di aggressori in questa guerra e nel 1956 non solo loro ma tutti questi paesi ancora facevano esami di coscienza per gli errori che tutti avevano commesso e che portarono alla guerra nel 1939.

Il trattato di Roma era il segno concreto della volontà dei politici di questi paesi di evitare nuove guerre tramite la collaborazione permanente tra i paesi europei. Con gli anni si sono aggiunti altri paesi, compresi la Spagna post franchista e la Gran Bretagna post coloniale fino ai 28 di oggigiorno.

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1990, la Germania Occidentale firmataria del Trattato di Roma si è riunificata con le Germania Orientale che era stata sotto il dominio sovietico, per formare l’attuale Germania. Questo è stato un simbolo importante dei cambiamenti europei degli ultimi due decenni e mezzo.

Da allora gli unici scontri che hanno turbato la pace europea sono stati nei Balcani con la disintegrazione della vecchia Jugoslavia e con tutti gli errori che hanno fatto ricordare il motivo originale del Trattato di Roma.

L’unico neo vero degli ultimi anni è stato il voto della Brexit di giugno scorso con la decisione della Gran Bretagna di uscire dell’Unione. Più che il disagio all’UE di per sé, il voto è venuto da uno scontro all’interno del partito dell’allora Prima Ministro David Cameron,  sfruttato da politici populisti, in particolare dello xenofobo UKIP per motivi interni. Le proteste in Inghilterra durante il weekend scorso dimostrano che c’è una parte importante della popolazione che si oppone all’uscita e non si sa quale sarà la decisione finale da Londra a lungo termine.

Se dovesse essere confermata, questa decisione potrebbe avere conseguenze inattese con la Scozia, il Galles e anche l’Irlanda del Nord che stanno considerando di uscire dal Regno Unito per unirsi al sogno Europeo nato a Roma sessant’anni fa.

Con l’ondata dei politici populisti che ora cercano di sfruttare il disagio causato dalle ondate di profughi e immigrati dai paesi disagiati dell’Africa e del Medioriente, il ruolo dell’Unione sarà sempre più fondamentale per trovare soluzioni, non solo per l’integrazione dei nuovi arrivati ma anche e soprattutto per trovare soluzioni permanenti ai problemi dei paesi d’origine,  al fine di eliminare i motivi per cui milioni di disperati fuggono dalle loro case.

Inoltre, con l’arrivo di un nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump senza esperienza politica e diplomatic,  l’Unione Europea dovrà assumere un ruolo sempre più attivo per opporsi alla politica sempre più aggressiva del Presidente russo Vladimir Putin.

Infatti, il conflitto quasi nascosto tra la Russia e l’Ucraina è fonte sempre più di preoccupazioni dell’UE e della NATO. Malgrado la presenza di soldati americani nel vecchio continente la mancanza di programmi precisi per la sua politica internazionale dalla Casa Bianca vuol dire che l’UE ora deve trovare la sua vera identità e il suo ruolo sul palco internazionale.

Ora in occasione del sessantesimo anniversario dell’origine dell’Unione Europea dobbiamo riconoscere che sta diventando sempre meno sogno utopistico e più realtà politica  attuale.

IL sogno Europeo ha dato e continua a dare ai giovani europei la spinta per un futuro di pace e la speranza vera di poter creare una nuova società europea arricchita dai contributi di ogni suo paese membro.

In fondo noi italiani dobbiamo essere fieri del nostro ruolo in questo episodio epocale del continente,  perché è il riconoscimento che da millenni la nostra penisola ha dato contributi fondamentali alla Storia e alla Cultura d’Europa e continueremo a darla, per il bene della nostra popolazione.

Però, alla stesso tempo dobbiamo riconoscere che questo futuro non verrà da solo, ma solo con l’impegno di tutti noi cittadini europei. Nei momenti di debolezza e a volta di insofferenza verso i regolamenti, che spesso sono stretti per noi italiani, dobbiamo solo ricordare gli avvenimenti in Europa tra il 1914 e il 1945 per renderci conto che l’alternativa è molto peggio.

Il sogno di pace è nato nel 1956 e ora siamo noi del 2017 responsabili per assicurare che il lavoro iniziato a Roma sarà portato al suo giusto compimento.

 

 

Emiliano: tracciato Tap, espianto ulivi illegittimo

 Per Emiliano ci vuole molta prudenza e soprattutto bisogna evitare le forzature. Perché quando si forza, la reazione popolare può essere fortissima

 

“Ci vuole concertazione e anche flessibilità”, l’espianto degli ulivi in Puglia è illegittimo e non bisogna essere sordi rispetto alle proteste della popolazione. E’ quanto sostiene il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano. La questione è legata alla realizzazione del tunnel del gasdotto Tap e quindi alle relative proteste dei proprietari dei terreni del tracciato dove vengono espianti gli ulivi. “Naturalmente – aggiunge Emiliano – la Regione non ha strumenti per fermare un lavoro per il quale il Governo ha dato disposizione alle forze di polizia di favorire un’operazione considerata assolutamente strategica”.

Per Emiliano ci vuole molta prudenza e soprattutto bisogna evitare le forzature. Perché quando si forza, la reazione popolare può essere fortissima”. “Per essere ancora più chiari”, sottolinea Emiliano evidenziando uno dei luoghi dove passa la Tap, “un posto come Melendugno dalla bellezza commovente, in piena stagione turistica che sta cominciando, attira da tutto il mondo coloro che pensano, anche a ragione, di fare una battaglia di libertà nel momento in cui chiedono lo spostamento dell’approdo del Tap in un’atra area, in una zona industriale”. Poi aggiunge che “il Comune di Squinzano ha già dato la disponibilità con un atto del Consiglio comunale, ad ospitare l’approdo di Tap in un luogo dove non ci sarebbero polemiche. Quindi, non è vero che la Puglia dice no”.

“Fare per forza delle cose e imporle alla popolazione è la maniera più sbagliata di fare politica, – afferma Emiliano – e quella migliore per favorire chi vuole trarre da questo eventi pretesto per fare disordini. Non vorrei che l’intera stagione turistica, a causa di queste forzature, possa essere rovinata dalla incapacità del governo di comprendere le ragioni dei sindaci dell’area”.

Per Emiliano peraltro è quello che era contenuto nel programma di governo della Puglia che aveva chiesto al governo di spostare l’approdo del Tap”. Non bisogna provocare ulteriori danni e complicazioni, “e come al solito – rileva infine Emiliano – scarica sulle forze dell’ordine le contraddizioni che la politica non è stata in grado di risolvere”.

Fonte: regioni.it

Milano, Festival dei Diritti Umani. Anteprima di “Behind Zika Virus”

Il 30 marzo alle  18:30 al Leica Store  di Milano – Via Mengoni, 4, presentazione di “Behind Zika Virus”progetto di Mirko Cecchi e FDU

Un anno dopo il clamore mediatico Mirko Cecchi si è recato a Recife, epicentro mondiale per numero di casi di Zika, per documentarne la situazione: i problemi sono, se possibile, ancora più gravi. Il reportage di Mirko Cecchi cerca di andare oltre la notizia consumata velocemente, per raccontare anche le concause sociali come il razionamento dell’acqua, la scarsa qualità della sanità pubblica brasiliana, il mancato controllo delle nascite.
Dal reportage emerge, senza mai eccedere nell’insensibilità, la dura vita delle famiglie, spesso povere, che hanno avuto bambini colpiti da microcefalia e patologie annesse, tutte molto gravi e debilitanti.
Il reportage “Behind Zika Virus” è stato reso possibile dal crowdfunding realizzato all’interno della prima edizione del 
Festival dei Diritti Umani di Milano. Il progetto di Mirko Cecchi è stato scelto, tra molti, da una giuria formata dall’Associazione Polifemo fotografia, da Fotografia & Informazione e da Leica Camera Italia.

La mostra fotografica di Mirko Cecchi “Behind Zika Virus” è parte della seconda edizione del Festival dei Diritti Umani. Sarà esposta alla Triennale di Milano, dal 2 al 7 maggio 2017.

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